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  • Crediti

    Di: testo di Joe Masteroff

    basato sulla commedia di John Van Druten e sui racconti di Christopher Isherwood

    musiche di John Kander
    liriche di Fredd Ebb

    traduzione di Michele Renzullo, adattamento di Saverio Marconi

    Regia: Saverio Marconi

    Interpreti principali: Giampiero Ingrassia e Giulia Ottonello

    Interpreti: Giampiero Ingrassia e Giulia Ottonello

    e con Alessandro Di Giulio, Altea Russo, Michele Renzullo, Valentina Gullace, Andrea Verzicco, Ilaria Suss, Nadia Scherani, Marta Belloni, Marco Rigamonti e Matteo Tugnoli

    Scene: Gabriele Moreschi e Saverio Marconi

    Costumi: Carla Accoramboni
    Coreografie: Gillian Bruce
    Disegno luci: Valerio Tiberi

    Musiche: supervisione musicale di Marco Iacomelli

    direzione musicale di Riccardo Di Paola

    Produzione: Compagnia della Rancia
    Produzione esecutiva: Michele Renzullo

    Repliche: 4

Prosegue il suo tour accompagnato da standing ovation e sold out, il musical Cabaret, portato in scena dalla Compagnia della Rancia, fra le più affermate della produzione di musical in Italia. Il regista Saverio Marconi ripropone uno spettacolo che ama molto per la terza volta nella sua carriera. Ha selezionato con particolare meticolosità il cast, optando per attori della levatura di Giulia Ottonello che applaudiremo nel ruolo di Sally Bowles e di Giampiero Ingrassia in quello del Maestro di Cerimonie. Entrambi hanno saputo dare ai loro personaggi nuova energia e freschezza: la Ottonello assume il fascino fragile ed evanescente della giovane stella, mentre Ingrassia è un’ammiccante, ammaliante, trasgressiva maschera espressionista che, cantando, invita ad entrare nel suo trasgressivo Kit Kat Klub e a dimenticare il mondo. È proprio lui il filo conduttore che porta avanti la storia nel licenzioso locale di cabaret. Saverio Marconi ha lavorato ad un allestimento curato in ogni dettaglio, in cui si è espresso con libertà rispetto alle sue precedenti edizioni e anche ai precedenti storici dello spettacolo (citiamo il famoso film del 1972 con Liza Minnelli): ha trovato una perfetta cornice nella scenografia di Gabriele Moreschi che invade la platea, ed ha posto in luce la forza delle coreografie di Gillian Bruce e i costumi ricercati di Carla Accoramboni che proiettano la vicenda nella Berlino dei primi anni Trenta. Il testo di Joe Masteroff, tratto dalla commedia di John Van Druten, le musiche di John Kander e le liriche di Fred Ebb, tradotte da Michele Renzullo si sviluppano in una messinscena lodata dalla stampa anche per il suo portato concettuale, le molte domande che indurrà e le assonanze che trova con il presente e con la nostra società dove - come ai tempi del Kit Kat Klub berlinese, secondo il regista, è normale «lamentarsi senza però mai reagire per cambiare davvero».
Sally è la giovane stella del Cabaret berlinese ed inizia una relazione sentimentale con Cliff, giovane romanziere americano che lo frequenta in cerca d’ispirazioni. Mentre il loro sogno inizia, il mondo esterno va in frantumi e con lui le vicende di molti personaggi collaterali (fra tutti il rapporto fra l’austera Fräulein Schneider e il timido ebreo Herr Schutz, divisi dalla Storia): collega le varie storie il filo rosso teso dal Maestro di Cerimonie. Il musical scorre veloce fino al duro epilogo sfoderando una colonna sonora entrata nella storia con brani come Willkommen, Money, Life is a Cabaret
Dopo 25 anni dalla sua prima edizione di Cabaret, il regista ha osservato: «C’è una cosa che non è cambiata, e credo che questo sia un tema che non muore mai: l’indifferenza della gente che non si occupa (o preoccupa) di quello che le succede intorno, se non ne viene toccata direttamente. Allora nacque il nazismo, oggi cosa nascerà?».
Congratulazioni

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