Votazioni aperte dal 26 Febbraio
  • Crediti

    di Joseph Kesselring

    traduzione di Masolino D’Amico

    regia di Geppy Gleijeses
    liberamente ispirata alla regia di Mario Monicelli

    con Anna Maria Guarnieri e Giulia Lazzarini,
    Maria Alberta Navello, Mimmo Mignemi, Paolo Romano, Luigi Tabita
    e Tarcisio Branca, Bruno Crucitti, Francesco Guzzo, Daniele Biagini, Lorenzo Venturini

    scene di Franco Velchi

    costumi di Chiara Donato

    musiche di Matteo D’Amico

    luci di Luigi Ascione

    produzione Gitiesse Artisti Riuniti

C’è quanto di meglio uno spettatore possa desiderare in “Arsenico e vecchi merletti”, applaudito al debutto al Festival di Napoli e ora fra i più attesi appuntamenti della nuova stagione teatrale. Vi brillano infatti due stelle del teatro italiano, Anna Maria Guarnieri e Giulia Lazzarini, che assicurano alle due anziane protagoniste della commedia tutta la loro raffinatissima scuola, il carattere e le sfumature interpretative di cui sono capaci. Le dirige Geppy Glejeses, che riprende sulla scena la prima regia della pièce, firmata da Mario Monicelli (un modo delicato per ricordare il decimo anniversario della sua scomparsa). E alla base di tutto c’è lo humour di Joseph Kesserling, che in “Arsenico e vecchi merletti”, il suo massimo successo, ha costruito un congegno drammaturgico di tale perfezione che il New York Times predisse «così divertente che nessuno lo dimenticherà mai».

PREZZO DEI BIGLIETTI

Platea A Interi € 31 | Ridotti € 28 | 2★

Platea B-C Interi € 25 | Ridotti € 22 | 2★

I galleria Interi € 19 | Ridotti € 15 | 1★

 

Prenotazioni stelle 12/11 h. 10.00

Vendita biglietti 14/11 h. 10.00

Mercoledì 26 Febbraio
20:30
Giovedì 27 Febbraio
20:30
Venerdì 28 Febbraio
20:30
Sabato 29 Febbraio
20:30
Domenica 1 Marzo
16:00

La commedia, scritta nel 1939, fu effettivamente molto amata fin dal suo esordio nel 1941 a New York, così come a Londra, dove andò in scena l’anno successivo. Da allora si contano molte edizioni fortunate a livello internazionale, e rimane celeberrimo il film di Frank Capra del 1944, interpretato con perfetta ironia da Gary Grant.

La pièce intreccia una trama esilarante a una tessitura di battute irresistibili: lo scrittore Mortimer Brewster, scapolo pentito, si è appena sposato con Elaine Harper e ritorna a casa dalle zie, Abby e Martha, a dare la gioiosa notizia. Le due gioviali signore sono però dei tipi singolari: presto l’uomo scopre che affittano camere ad inquilini che chiamano i “loro signori” e li “aiutano” a lasciare la vita con il sorriso sulle labbra, abbattendoli con un intruglio di vino di sambuco e veleno. I cadaveri vengono sepolti in cantina, dove il fratello di Mortimer, Teddy – che è convinto di essere Theodore Roosvelt – è costantemente impegnato nello scavo del “Canale di Panama”, buche nelle quali i corpi vengono occultati. Mortimer decide di porre fine a questo pazzesco “hobby” delle zie iniziando con l’internare Teddy in una casa di cura. Ma nel frattempo appare un altro fratello, criminale davvero, e sfigurato: anch’egli ha la necessità di disfarsi di un cadavere. Il protagonista è sull’orlo del baratro, convinto di dover lasciare la moglie per non trascinarla in questa famiglia di folli omicidi, quando le zie, prima di seguire Teddy nella casa di cura, gli rivelano le sue vere origini: Mortimer è figlio illegittimo di una domestica che aveva lavorato per loro.

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