-
Crediti
Di: Carlo Goldoni
Regia: Fulvio Tolusso
Interpreti: Giorgio Valletta, Marisa Mazzoni, Alberto Ricca, Rino Romano, Lidia Braico, Dario Mazzoli, Lino Savorani, Ariella Reggio, Franco Jesurum, Dario Penne, Gianni Gnesutta, Carlo Gamba,
Giorgio Blasco, Marino Borghese, Elvio Caprin, Franco Ferro, Luciano Maffeo, Livio Viezzoli, Angelo Zorn, Attilio SartoriScene: Sergio D’Osmo
Costumi: Emanuele Luzzati
Musiche: Fabio Vidali
Produzione: Teatro Stabile della Città di Trieste
Repliche: 5
Carlo Goldoni (Venezia 1707 - Parigi 1793) trasse molto probabilmente Arlecchino servitore di due padroni da un canovaccio francese degli inizi del Settecento. Rappresentata da Antonio Sacchi, celebre interprete della maschera di Arlecchino, al San Samuele di Venezia nel 1746, la commedia si suddivide in tre atti. E’ l’intricata storia d’amore fra Florindo e Beatrice da un lato e Silvio e Clarice dall’altro, in mezzo ai quali si frappone la figura di Arlecchino, il quale si trova nel contempo a essere servitore sia di Beatrice, sia di Florindo.
LO SPETTACOLO E LA CRITICA
Lo spettacolo venne rappresentato nel contesto della stagione estiva organizzata dall’Azienda di Soggiorno e Turismo nel Piazzale delle Milizie del Castello di San Giusto. La critica apprezzò le capacità del regista il quale, pur non restando indenne dalla lezione strehleriana, seppe allestire uno spettacolo dal carattere proprio. «Pur obbedendo a certe movenze, accenti e intonazioni dell’ormai classico dello Strehler, il giovane e già esperto Tolusso ha trovato nella materia dell’Arlecchino stimoli di elegante fantasia, ritmi e accenti, movimenti e raggruppamenti di sua invenzione gustosi e felici. Ne è risultata una realizzazione colorita e incisiva, di sapore goldoniano, festosa e divertente, anche per merito degli attori i quali tutti, in vario modo, hanno contribuito con intelligenti prestazioni e pittoresca modellazione delle figure e alla espressione tipica del linguaggio che nella commedia dell’arte è molto più arduo e difficile. […] Nelle vesti del vecchio Pantalone, l’eccellente Giorgio Valletta ha trovato il divertente timbro nasale e il linguaggio caratteristico della maschera; Marisa Mazzoni e Lidia Braico, la prima svenevole e vaporosa Clarice, la seconda cavalleresca e ardente Beatrice in vesti maschili, hanno mostrato con vivezza di tratti, grazia di atteggiamenti e ritmo di parola, rara spontaneità» (Il Piccolo).
(Paolo Quazzolo)