"VARIETA'" DEI PICCOLI DI PODRECCA REPLICA ALLA SALA BARTOLI FINO A DOMENICA 11 GENNAIO
Non sarà in mattinée – come precedentemente annunciato – ma avrà inizio alle ore 17 la recita del Varietà dei Piccoli di Podrecca, in scena venerdì 9 gennaio allo Stabile regionale.
Lo spettacolo delle deliziose marionette a filo – una rara occasione di
divertimento e sortilegio scenico – sta replicando da molti giorni alla
Sala Bartoli e chiuderà domenica 11 la sua permanenza a Trieste: sono
da non perdere dunque le ultime recite del Varietà, previste dunque venerdì 9, sabato 10 e domenica 11 gennaio, sempre alle ore 17.
Varietà rappresenta una
raccolta dei più celebri numeri d’assieme e di assolo del vastissimo
repertorio delle antiche marionette: s’inizia con un piccolo sketch
dedicato a Pinocchio sulle musiche del Rondò Veneziano, per incontrare poi Bill Boll Bull e le spiritose performances dei Negri, degli Struzzi e delle simpatiche Scimmiette.
Gli animatori (una decina, sempre silenziosamente all’opera sul ponte,
impegnati in un lavoro che coniuga virtuosismo e artigianato) danno poi
vita alle brevi scene dell’Inferno e degli Atleti: prologo della Rumba Cubana, un grande numero d’assieme complesso e musicalissimo. Più in tema con il clima mitteleuropeo, la scena dell’Orchestra viennese
che propone al pubblico un poetico repertorio di valzer, impreziositi
da una bravissima cantante… di lei s’innamora uno degli orchestrali che
diviene motore di divertenti gag. Ancora la musica è protagonista dei
numeri dell’Orchestra Jazz, de La Banda D’Affori (dove un suonatore fa ridere per la sua inopportuna goffaggine) e delle quattro star della Compagnia dei Piccoli: il Violinista, l’incantevole Ballerina e l’impareggiabile pianista Piccolowsky che accompagna lo stonatissimo soprano Sinforosa Strangoloni.
Creature “intessute di musica, di sostanza melodica e sinfonica… di
ritmo di vita ed arte” come li definiva Vittorio Podrecca, che li ha
creati all’inizio del Novecento, i Piccoli comunicano in Varietà
attraverso la musica e le immagini: non ci sono dunque “confini”
linguistici o culturali da abbattere e lo spettacolo appare adatto al
pubblico di ogni età e di ogni provenienza.
L’ufficio stampa