UNA MOSTRA SU STREHLER NEL FOYER DEL ROSSETTI: L'INIZIATIVA È STATA PRESENTATA IN CONFERENZA STAMPA
- 9 Novembre 2007
- Generale
Giorgio Strehler è scomparso dieci
anni fa, nel dicembre 1997. Con affetto, Trieste vuole ricordarne la
personalità e la creatività. In questa città, infatti, Strehler era
nato (nel 1921, in una casetta a Barcola) e qui è sepolto (nella tomba
di famiglia, al cimitero di Sant’Anna).
Più eventi celebreranno dunque, negli ultimi mesi del 2007, la figura e il talento di questo straordinario artista: la prima iniziativa – presentata venerdì 9 novembre nel corso di una conferenza stampa al Politeama Rossetti – nasce dalla collaborazione fra il Comune di Trieste - Assessorato alla Cultura - Civici Musei di Storia e Arte - Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” e il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.
Si tratta di una mostra di fotografie, disegni, bozzetti ed esecutivi che ripercorrono gli spettacoli strehleriani ospitati sul palcoscenico del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia dal 1968 ai giorni nostri. L’esposizione – intitolata Strehler allo Stabile del Friuli Venezia Giulia – è stata illustrata durante la conferenza dal curatore Roberto Canziani e dall’assessore alla Cultura del Comune di Trieste, Massimo Greco, per i Civici Musei di Storia ed Arte, Stefano Bianchi e dal direttore organizzativo dello Stabile regionale, Stefano Curti.
Sabato 10 novembre alle 18 la mostra Strehler allo Stabile del Friuli Venezia Giulia sarà ufficialmente inaugurata e aperta al pubblico, alla presenza anche del direttore dello Stabile, Antonio Calenda.
«La neve sulle case del Campiello. L’ombrellino di Giulia Lazzarini in Giorni felici. La chioma rossa, brechtiana di Milva. I drammatici controluce del Temporale. E inoltre Tino Carraro e Ottavia Piccolo in Re Lear, i disegni preparatori per i Giganti della montagna, la coralità delle Baruffe chiozzotte. Dei tanti spettacoli di Giorgio Strehler, che dal 1968 in poi sono stati ospiti dei cartelloni del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – sottolinea il curatore della mostra - il pubblico conserva un ricordo ancora vivo. Le fotografie di questa esposizione ripercorrono gli allestimenti andati in scena all’Auditorium e al Politeama Rossetti, per rinnovare nella memoria di chi li ha visti quelle impressioni, e per trasmettere a chi era ancora troppo giovane il segno di una personalità fortissima, quella di Strehler, maestro della scena del Novecento».
L’ iniziativa anticipa la mostra Strehler privato - affetti carattere passioni che i Civici Musei di Storia e Arte e il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” realizzeranno a Palazzo Gopcevich, con inaugurazione il 14 dicembre. Un tesoro di documenti, lettere, fotografie, oggetti personali raccolti per raccontare Strehler da una prospettiva sorprendente e inattesa: l’artista rivelato attraverso le lettere più personali, gli oggetti più quotidiani, i modi intimi della scrittura, della lettura, dell’ascolto, il rapporto con il teatro e la musica.
Nelle sale che si affacciano sul Canale e dove ha sede oggi il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”, esiste il “Fondo Giorgio Strehler”, frutto della donazione che nel 2005 le due eredi del regista – Andrea Jonasson e Mara Bugni – hanno voluto fare alla città affinché preservi la memoria di Strehler e la renda accessibile a tutti coloro che hanno passione e interesse per la scena.
Il Fondo Strehler è un tesoro di documenti, lettere, fotografie, libri, oggetti personali che trovavano posto fino a qualche anno fa nelle case di Milano e di Lugano. Trasferiti a Trieste, essi rappresentano un patrimonio straordinario e inaspettato, che permette di avvicinare l’artista da una prospettiva nuova. Le radici famigliari, gli affetti infantili, la prima crescita culturale sono testimoniate da lettere, fotografie, oggetti e giocattoli, appartenuti a uno Strehler giovanissimo, che sono stati conservati gelosamente durante i decenni. I libri e i documenti della sua vasta biblioteca, oltre 4000 volumi, gettano luce sulla sua formazione intellettuale e permettono di verificarne l’ampiezza. Le carte, le lettere, gli appunti che hanno accompagnato 50 anni di lavoro teatrale, rappresentano una fonte indispensabile per meglio apprezzare spettacoli che hanno fatto la storia del teatro italiano nella seconda metà del ‘900. Vita di Galileo, Le baruffe chiozzotte, Il giardino dei ciliegi, I giganti della montagna, e molti altri hanno lasciato ricordi indelebili nella memoria del pubblico.
Era naturale che il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”, oggi custode del Fondo, volesse valorizzarlo e renderne partecipe l’intera città.
Per dare il giusto rilievo alle mostre, sono state pensate iniziative collaterali (che saranno ospitate nel calendario dei “Lunedì del Museo”) e forme di partnership, tra le quali spicca quella con il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, che nei suoi oltre cinquant’anni di storia, ha ospitato molte creazioni del regista. Oltre alla mostra nel foyer lo Stabile sta realizzando una serie di incontri che hanno per protagonisti attori impegnati negli spettacoli in cartellone, i quali leggeranno lettere e materiali strehleriani e attingeranno ricordi del grande Maestro dalla loro memoria professionale. Nel nuovo CaféRossetti, di pomeriggio alle 18, Franco Branciaroli ha inaugurato a ottobre questa mini-rassegna leggendo appunti di Strehler su una sceneggiatura di Vita di Galileo, Massimo Dapporto e Antonio Calenda leggeranno a loro volta materiali strehleriani giovedì 15 novembre, Giulia Lazzarini sarà invece ospite prestigiosa e protagonista di una lettura a dicembre, Milva – in scena al Politeama Rossetti con La variante di Lüneburg - presenzierà al vernissage della mostra.
La mostra Strehler allo Stabile del Friuli Venezia Giulia sarà aperta fino a gennaio – a ingresso libero – e visitabile tutti i giorni prima degli spettacoli e durante gli intervalli, oppure – anche per gruppi – su richiesta, rivolgendosi al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia (tel. 040.3593511) o ai Civici Musei.
Più eventi celebreranno dunque, negli ultimi mesi del 2007, la figura e il talento di questo straordinario artista: la prima iniziativa – presentata venerdì 9 novembre nel corso di una conferenza stampa al Politeama Rossetti – nasce dalla collaborazione fra il Comune di Trieste - Assessorato alla Cultura - Civici Musei di Storia e Arte - Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” e il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.
Si tratta di una mostra di fotografie, disegni, bozzetti ed esecutivi che ripercorrono gli spettacoli strehleriani ospitati sul palcoscenico del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia dal 1968 ai giorni nostri. L’esposizione – intitolata Strehler allo Stabile del Friuli Venezia Giulia – è stata illustrata durante la conferenza dal curatore Roberto Canziani e dall’assessore alla Cultura del Comune di Trieste, Massimo Greco, per i Civici Musei di Storia ed Arte, Stefano Bianchi e dal direttore organizzativo dello Stabile regionale, Stefano Curti.
Sabato 10 novembre alle 18 la mostra Strehler allo Stabile del Friuli Venezia Giulia sarà ufficialmente inaugurata e aperta al pubblico, alla presenza anche del direttore dello Stabile, Antonio Calenda.
«La neve sulle case del Campiello. L’ombrellino di Giulia Lazzarini in Giorni felici. La chioma rossa, brechtiana di Milva. I drammatici controluce del Temporale. E inoltre Tino Carraro e Ottavia Piccolo in Re Lear, i disegni preparatori per i Giganti della montagna, la coralità delle Baruffe chiozzotte. Dei tanti spettacoli di Giorgio Strehler, che dal 1968 in poi sono stati ospiti dei cartelloni del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – sottolinea il curatore della mostra - il pubblico conserva un ricordo ancora vivo. Le fotografie di questa esposizione ripercorrono gli allestimenti andati in scena all’Auditorium e al Politeama Rossetti, per rinnovare nella memoria di chi li ha visti quelle impressioni, e per trasmettere a chi era ancora troppo giovane il segno di una personalità fortissima, quella di Strehler, maestro della scena del Novecento».
L’ iniziativa anticipa la mostra Strehler privato - affetti carattere passioni che i Civici Musei di Storia e Arte e il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” realizzeranno a Palazzo Gopcevich, con inaugurazione il 14 dicembre. Un tesoro di documenti, lettere, fotografie, oggetti personali raccolti per raccontare Strehler da una prospettiva sorprendente e inattesa: l’artista rivelato attraverso le lettere più personali, gli oggetti più quotidiani, i modi intimi della scrittura, della lettura, dell’ascolto, il rapporto con il teatro e la musica.
Nelle sale che si affacciano sul Canale e dove ha sede oggi il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”, esiste il “Fondo Giorgio Strehler”, frutto della donazione che nel 2005 le due eredi del regista – Andrea Jonasson e Mara Bugni – hanno voluto fare alla città affinché preservi la memoria di Strehler e la renda accessibile a tutti coloro che hanno passione e interesse per la scena.
Il Fondo Strehler è un tesoro di documenti, lettere, fotografie, libri, oggetti personali che trovavano posto fino a qualche anno fa nelle case di Milano e di Lugano. Trasferiti a Trieste, essi rappresentano un patrimonio straordinario e inaspettato, che permette di avvicinare l’artista da una prospettiva nuova. Le radici famigliari, gli affetti infantili, la prima crescita culturale sono testimoniate da lettere, fotografie, oggetti e giocattoli, appartenuti a uno Strehler giovanissimo, che sono stati conservati gelosamente durante i decenni. I libri e i documenti della sua vasta biblioteca, oltre 4000 volumi, gettano luce sulla sua formazione intellettuale e permettono di verificarne l’ampiezza. Le carte, le lettere, gli appunti che hanno accompagnato 50 anni di lavoro teatrale, rappresentano una fonte indispensabile per meglio apprezzare spettacoli che hanno fatto la storia del teatro italiano nella seconda metà del ‘900. Vita di Galileo, Le baruffe chiozzotte, Il giardino dei ciliegi, I giganti della montagna, e molti altri hanno lasciato ricordi indelebili nella memoria del pubblico.
Era naturale che il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”, oggi custode del Fondo, volesse valorizzarlo e renderne partecipe l’intera città.
Per dare il giusto rilievo alle mostre, sono state pensate iniziative collaterali (che saranno ospitate nel calendario dei “Lunedì del Museo”) e forme di partnership, tra le quali spicca quella con il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, che nei suoi oltre cinquant’anni di storia, ha ospitato molte creazioni del regista. Oltre alla mostra nel foyer lo Stabile sta realizzando una serie di incontri che hanno per protagonisti attori impegnati negli spettacoli in cartellone, i quali leggeranno lettere e materiali strehleriani e attingeranno ricordi del grande Maestro dalla loro memoria professionale. Nel nuovo CaféRossetti, di pomeriggio alle 18, Franco Branciaroli ha inaugurato a ottobre questa mini-rassegna leggendo appunti di Strehler su una sceneggiatura di Vita di Galileo, Massimo Dapporto e Antonio Calenda leggeranno a loro volta materiali strehleriani giovedì 15 novembre, Giulia Lazzarini sarà invece ospite prestigiosa e protagonista di una lettura a dicembre, Milva – in scena al Politeama Rossetti con La variante di Lüneburg - presenzierà al vernissage della mostra.
La mostra Strehler allo Stabile del Friuli Venezia Giulia sarà aperta fino a gennaio – a ingresso libero – e visitabile tutti i giorni prima degli spettacoli e durante gli intervalli, oppure – anche per gruppi – su richiesta, rivolgendosi al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia (tel. 040.3593511) o ai Civici Musei.