UN INSOLITO "L'UOMO DAL FIORE IN BOCCA" IN SCENA ALLA SALA BARTOLI CON CORRADO TEDESCHI
Sarà per la prima volta protagonista allo Stabile regionale, Corrado Tedeschi che ammireremo nel ruolo del titolo de L’uomo dal fiore in bocca di Luigi Pirandello, nuovo appuntamento con il cartellone altripercorsi alla Sala Bartoli.
Lo spettacolo replicherà dal 10 al 15 marzo
e rappresenta da un lato, la proposta sempre attuale e interessante di
un classico del grande scrittore siciliano, dall’altro una lettura in
chiave fresca, tanto che la piéce viene preceduta da una divertente
lezione-semiseria in cui si immagina che Tedeschi debba sostenere un
esame, prima di affrontare il personaggio al centro de L’uomo dal fiore in bocca.
Deve dimostrare a due personaggi, pirandellianamente fuggiti dalle
rispettive opere per investigare sul suo operato, di poter essere
anch’egli “personaggio”. E con questo pretesto coinvolge il pubblico (a
tratti anche direttamente) in una sorta di “lezione” sui temi
dell’essere e dell’apparire, su come le maschere contengano il seme
della follia. L’intento è che gli spettatori si lascino trasportare,
abbandonando i preconcetti di noia spesso associati al teatro
“classico”, e disponendosi così ad assistere con animo assolutamente
sgombro al notissimo atto unico.
Proprio in questa coesistenza, di due “corde” contrastanti, comica e
tragica, risiede forse uno dei motivi del successo di questo
allestimento, che dopo sei stagioni viene nuovamente riproposto in
tournée.
L’uomo dal fiore in bocca è un
semi-monologo di grande intensità: Corrado Tedeschi ne è affascinato
fin dal periodo della formazione in Accademia e in questo allestimento,
agile ed elegante, dà prova di tutto il suo talento teatrale
impersonando la quieta disperazione del protagonista.
La piéce è ambientata
all’esterno del caffè di una stazione. È notte ed un “pacifico
avventore” che ha perso il treno della sera, lascia trascorrere il
tempo sorseggiando una bibita mentre aspetta il convoglio successivo,
che passerà di primo mattino.
Un altro cliente comincia a parlare con lui, con un’insistenza
crescente, ironica e disperata al tempo stesso, quasi una confessione,
dimostrando una straordinaria capacità di cogliere fino in fondo i più
piccoli aspetti della vita quotidiana, di “aderire con l’immaginazione
alla vita degli altri”: spera in questo modo di sentirla “sciocca e
vana” poiché per lui presto quella piccola vita quotidiana non ci sarà
più… Giunge presto infatti alla tragica rivelazione del suo male senza
scampo: quel “dolcissimo” epitelioma (il fiore in bocca del titolo) che
la morte gli ha lasciato in dono.
Anche se in parte la sua fama è derivante dal piccolo schermo, Corrado
Tedeschi ha sempre frequentato il teatro e negli ultimi anni ha
convinto pubblico e critica in spettacoli come Io l’erede e L’hotel dei due mondi, diretto da Andrée Ruth Shammah e Un uomo solo al comando guidato dalla regia di Marco Rampoldi.
Rampoldi lo dirige anche in questa nuova occasione, con sensibilità e
allontanandolo da ogni rischio di “pirandellismo” in favore di
un’interpretazione che intreccia sapientemente razionalità critica e
emozione.
Prodotto dal Teatro Franco Parenti, L’uomo dal fiore in bocca
di Luigi Pirandello, per la regia di Marco Rampoldi e
nell’interpretazione di Corrado Tedeschi (completano il cast Claudio
Moneta e Roberta Petrozzi) rimane in scena alla Sala Bartoli fino a
domenica 15 marzo, ultima replica alle ore 17.
L’ufficio stampa