UN CULT COME “HAIR” NON POTEVA MANCARE AL POLITEAMA ROSSETTI
  • 26 Novembre 2004
  • Generale
Giunge a Trieste – ospite “fuori abbonamento” del Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia – il celebre Hair, spettacolo simbolo della fine degli anni Sessanta che ha testimoniato gli inizi della contestazione giovanile che si sarebbe poi diffusa in tutto il mondo. Il 1968 è ormai lontano, il musical Hair celebra il suo 35° anniversario, ma le tematiche dell’opera appaiono più attuali che mai.
Nel musical – che sarà proposto da un cast numeroso e ricco d’energia, in versione originale per la regia di David Gilmore e le coreografie di Melissa Williams e Carla Kama – la gioventù protesta infatti contro la guerra e il servizio militare, contro l’intolleranza, la brutalità e la disumanizzazione della società.
L’esistenza degli hippies è mostrata come una possibile vita alternativa in cui l’amore, la felicità e la libertà dominano il mondo e il loro messaggio trascende ogni barriera generazionale o culturale per diventare universalmente condiviso.

La trama di Hair si svolge proprio in quel periodo, in una tribù di hippies. Con un rito iniziatico Sheila e Berger presentano il giovane Claude alla tribù. Tutti credono che sorgerà una nuova era di pace e amore, l’“Era dell’Acquario” e convivono fraternamente in un gruppo molto unito.
Berger è il selvaggio e carismatico leader del gruppo, Woof è responsabile della fornitura di marijuana, Hud è il ragazzo di colore che lotta per l’eguaglianza degli afro-americani, la bella Sheila è innamorata di Berger mentre Jeanie è innamorata di Claude ma è incinta di un altro uomo e la più giovane del gruppo, Crissy non riesce a dimenticare un ragazzo che ha visto una sola volta nella vita. Claude riceve la cartolina per il servizio militare e dovrebbe partire per il Vietnam come molti dei suoi coscritti. Ad un “Be In” organizzato a Central Park tutte le cartoline della tribù dovranno essere bruciate con una cerimonia. Sotto l’influenza della droga, tutti lanciano le proprie cartoline nel fuoco ma Claude esita per la paura di eludere la legge e i valori del suo paese e della generazione dei genitori.Partirà per la guerra come previsto, ma con un addio pieno di amore e di speranza verso i suoi amici e con la certezza che la vittoria finale sarà la pace (canta la famosissima “Let the Sunshine In”).

La musica di Galt MacDermot e il testo di Gerome Ragni e James Rado, si avvalgono della regia di David Gilmore e della partecipazione di oltre sessanta elementi.
Il nuovo allestimento del produttore Wolfgang Bocksch crea un collegamento tra il Sessantotto e i nostri giorni. Le due coreografe Carla Kama e Melissa Williams – molto note a Broadway dove hanno lavorato a diversi musical fra cui Grease – hanno adattato la coreografia ai tempi attuali dando un ritmo molto vivace con passi velocissimi, ispirandosi agli attuali videoclip. Ed il pubblico resterà ancora una volta affascinato da grandi hits come “Hair”, “Let the Sunshine In”, “Aquarius” e “Donna” e potrà assistere ad uno spettacolo emozionante.

Hair fece scalpore all’epoca del debutto sulle scene di Broadway per la sua dirompente trasgressività e la sua carica innovativa che mantengono tuttora la loro freschezza originaria, facendo di questo musical un “evergreen”. Nel contesto dell’opera ritornano tutti i temi che costituirono la base della contestazione giovanile, come la rivoluzione sessuale, la liberalizzazione delle droghe leggere, la riscoperta di pratiche contemplative orientali, il pacifismo, la fratellanza fra i popoli, la ricerca di un mondo più giusto e meno coercitivo.

Hair fu creato alla fine degli anni ’60 da James Rado e Gerome Ragni, due attori newyorkesi allora disoccupati. Rado e Ragni erano intenzionati a sfidare l’ideologia comune creando qualcosa di nuovo e provocatorio, qualcosa che avrebbe trasportato sul palco la favolosa energia degli hippies dell’East Village di New York con i capelli lunghi, le idee di pace e di libertà. Rado spiega «Avevamo creato Hair pensando a Broadway, sapevamo che gli apparteneva e lo offrimmo a molti produttori della città, ma fu rifiutato per molti anni». Furono contenti quando il produttore Joseph Papp li contattò proponendo Hair come prima produzione del New York Shakespeare Festival Public Theater per un periodo limitato di 6 settimane. Hair debuttò al Public Theater il 17 ottobre 1967. Poco dopo entrò in produzione Michael Butler che aveva assistito allo spettacolo al Shakespeare Public Theater rimanendone folgorato. Insieme a Papp, organizzò delle date dello spettacolo alla discoteca Cheetah. In questo modo Hair geograficamente aveva raggiunto Broadway visto che Cheetah era situata proprio a Broadway tra la 45sima e la 46sima, ma purtroppo in seguito a problemi finanziari dovette chiudere.
La produzione non si diede per vinta, nel frattempo gli autori avevano rivisitato il libretto e le musiche e Tom O’Horgan accettò di diventare il nuovo regista. Butler insistette anche perché James Rado impersonasse il ruolo di Claude.
Lo show debuttò finalmente a Broadway al Biltmore Theater il 29 aprile 1968. Chiuse i battenti il 1 luglio 1972 dopo 1.742 repliche.

Gli ultimi posti disponibili sono in vendita a 30 euro (Platea A-B), 25 euro per la Platea C, 20 per le Gallerie e 5 euro per i posti Loggione: riduzioni per gli abbonati. Acquisti e prenotazioni presso la Biglietteria del Politeama Rossetti (da martedì a sabato 8.30-12.30, 15.30-19) e il nuovo Ticket Point di Corso Italia (giorni feriali 8.30-12.30, 15.30-19) e presso le consuete agenzie di Monfalcone (Agenzia Universal), Gorizia (Agenzia Appiani) e Udine (Associazione Culturale Udine Sipario). Informazioni e vendita anche sul sito www.ilrossetti.it., informazioni al tel. 040/3593511.
Congratulazioni

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