PRESENTATA LA STAGIONE 2016-2017: OLTRE 50 SPETTACOLI PER ESSERE... LIBERI DI SOGNARE!
- 6 Settembre 2016
- Generale
La Stagione 2016-2017 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia è stata presentata dal direttore Franco Però, martedì 6 settembre alle 11, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta al Politeama Rossetti. L’appuntamento – che, come da tradizione, è rivolto ai media, ma rimane aperto a tutti gli interessati – è stato allestito nell’atmosfera magica e notturna della platea del Politeama… Un’atmosfera onirica, così come lo slogan della nuova stagione: “Liberi di sognare”.
Il pubblico infatti è invitato ad addentrarsi nella ricca proposta dello Stabile, con libertà: libertà di abbandonarsi all’incanto, ma anche di scegliere fra tanti linguaggi teatrali, titoli, artisti; libertà di conoscere, riflettere. E di accostarsi senza preconcetti, ai classici come alle tante belle novità.
Dopo il saluto del Presidente dello Stabile regionale Sergio Pacor, che assume il ruolo fino ad ora sostenuto da Miloš Budin, e delle autorità presenti, è stata introdotta una Stagione che, forte delle sfide e dei risultati dello scorso cartellone può proseguire coerentemente alle linee identificate dalla direzione e arricchirle di nuove affascinanti induzioni.
Una stagione dunque dalle ampie prospettive, costruita dall’intreccio di diversi generi – prosa, danza, musical, acrobazia – in oltre 50 spettacoli, e che fa della Prosa il cuore pulsante dell’attività. Una programmazione che dialoga con altre realtà europee, e al contempo si relaziona con il tessuto culturale del territorio. Permarranno dunque le collaborazioni con gli altri teatri cittadini (Teatro Sloveno, Teatro Miela), con le istituzioni regionali (a iniziare dalla Civica Accademia Nico Pepe) come pure con musei e altre realtà della nostra area.
La stagione 2016-2017 si articola nei consueti percorsi di genere: Prosa, Musical & Eventi, Altri Percorsi, Danza accanto a cui ritorna per il secondo anno la Stagione Junior dedicata ai piccolissimi in collaborazione con il CTA di Gorizia. A questa proposta si affianca come sempre l’offerta di Eventi Speciali, fuori abbonamento.
Ma si inizia dal cuore, dalla Prosa che – come spiega Franco Però – vanta una grande varietà di temi trattati, tale da poter conquistare ogni fascia di pubblico: dall’analisi della famiglia alle riscritture di capolavori letterari, dai più accesi argomenti d’attualità alle complessità della finanza, dalla riflessione sulla scuola alle sfide della montagna, dalle commedie sagaci al rapporto/confronto fra classico e contemporaneo che percorre l’intera programmazione, non solo di prosa.
Notevolissimo l’impegno del Teatro nel campo della produzione: 9 sono i titoli nuovi, 4 (fra cui Scandalo e Tre Alberghi) in tournée nazionale. In un’attività tanto determinante, possiede un ruolo essenziale la Compagnia del Teatro Stabile, che si conferma importante strumento di creazione. Filippo Borghi, Adriano Braidotti, Ester Galazzi, Andrea Germani, Lara Komar, Riccardo Maranzana, Francesco Migliaccio, Maria Grazia Plos saranno diretti da registi ospiti quali: Veronica Cruciani, Pietro Maccarinelli, Pino Roveredo, Matjaz Farič, Andrea Collavino.
Ad inaugurare la Stagione il 25 ottobre prossimo, sarà Play Strindberg di Friedrich Dürrenmatt che – per la regia di Franco Però – si avvale di un eccellente terzetto di protagonisti: Maria Paiato, Franco Castellano e Maurizio Donadoni. Lo spettacolo ha debuttato in anteprima al Mittelfest 2016 con successo ed è prodotto dallo Stabile regionale assieme ad Artisti Riuniti e Mittelfest.
Play Strindberg prosegue l’indagine avviata con Scandalo nel microcosmo della famiglia: rielaborando lo strindberghiano Danza di morte l’autore svizzero lo “asciuga” fino a trarne una struttura in 11 round in cui i protagonisti si affrontano in un continuo “corpo a corpo”. «Sono immagini veloci – spiega il regista – come flash di una lotta famigliare in cui arriva all’improvviso il desiderato – da entrambi i coniugi – “straniero”, che veste i panni del cugino e rimette in gioco rapporti e conflittualità. Il riso e il pugno allo stomaco, il sorriso e l’amarezza si alternano continuamente su questo palcoscenico-ring, riportando davanti agli occhi dello spettatore gli angoli più nascosti di quel nucleo, amato od odiato, fondamentale – almeno fino ad oggi… – delle nostre società: la famiglia».
È una riscrittura di un classico anche Das Kaffeehaus, primo spettacolo alla Sala Bartoli. Rainer Werner Fassbinder vi rielabora La bottega del caffé di Goldoni, con il proprio piglio inquieto e a tinte fosche, ma senza tradirne i sottotesti. Veronica Cruciani, che dirige l’intera Compagnia del Teatro a cui si aggiunge Graziano Piazza, vi legge forti assonanze con la società contemporanea, incentrata sull’interesse e sul denaro, e le “smaschera” attraverso la messinscena.
Sarà Pietro Maccarinelli a firmare la terza nuova produzione del Teatro Stabile, un testo commissionato ad un drammaturgo puro e un drammaturgo-scienziato – rispettivamente Giuseppe Manfridi e Guido Chiarotti – La domanda della regina. Lo spunto è venuto dalla scomoda domanda che sembra la regina Elisabetta abbia posto agli economisti informandosi sul motivo che ha loro impedito di prevedere la crisi attuale: i nostri autori hanno costruito così una deliziosa commedia che attraverso il palcoscenico parla di economia, complessità e relazioni. Ne saranno protagonisti gli attori della Compagnia Stabile.
Grande attenzione è stata posta agli spettacoli ospiti del cartellone Prosa: imprescindibile l’elevata qualità delle prove d’attore e di regia selezionate dal direttore Però, ma anche gli autori ed i temi sono stati vagliati meticolosamente. Il cartellone infatti propone un interessante dialogo fra classico e contemporaneo, passato e presente, declinato in modi differenti, a partire dalle due riscritture che aprono la stagione.
Si percepirà ad esempio forte l’attualità ne L’ora di ricevimento di Stefano Massini, che porterà per la prima volta al Rossetti un interprete dello spessore di Fabrizio Bentivoglio diretto da Michele Placido. Bentivoglio impersonerà un insegnante di una scuola della banlieue Les Izards di Parigi: ecco l’input a riflettere sulle periferie delle città europee dominate da incontri/scontri fra modelli culturali diversi e spesso estremi. Allo stesso filone appartiene The Pride in cui Luca Zingaretti regista e interprete, assieme a Valeria Milillo e ad altri attori – mette in scena due storie che toccano con tatto il tema dell’omosessualità, e parlano universalmente d’amore e di identità. Due partite di Cristina Comencini fotografa invece due generazioni di donne, madri e figlie, sottolineando la distanza fra il mondo femminile degli anni Sessanta e quello attuale ma anche l’immanenza carnale del legame madre-figlia. In scena volti celebri del mondo teatrale, cinematografico e televisivo: Giulia Michelini, Paola Minaccioni, Caterina Guzzanti e Giulia Bevilacqua.
Infine Qualcuno volò sul nido del cuculo tratto dal romanzo di Ken Kesey del 1962 che Alessandro Gassman regista affida all’adattamento di Maurizio de Giovanni e veste di una quotidianità vicina a noi, per accentuarne coinvolgimento e commozione.
Ugualmente forte, sarà la presa sul pubblico di alcuni “classici del Novecento”: la stagione 2016-2017 proporrà due titoli di Arthur Miller, legati fra loro da un filrouge critico. Saranno infatti in scena Morte di un commesso viaggiatore nella bella edizione firmata e interpretata da Elio De Capitani, e Il prezzo nella regia di Massimo Popolizio che ne è anche protagonista assieme a un grandissimo Umberto Orsini. Entrambi gli spettacoli condannano la società sempre più votata al consumismo e al mito del successo ad ogni costo, dove le scelte di un padre condizionano la vita dei figli. Con Mr.Puntila e il suo servo Matti il regista Ferdinando Bruni e la compagnia del Teatro dell’Elfo ci pongono davanti a un capolavoro di Bertolt Brecht che riflette sulla compresenza nell’uomo del bene e del male. Puntila – ricco possidente al centro dello spettacolo – ha due personalità: positivo e filantropico da ubriaco, diventa da sobrio cinico e guidato dal mero interesse. Si discosta dalla critica sociale Minetti di Thomas Bernard, nell’edizione firmata da Marco Sciaccaluga e interpretata da un Eros Pagni in “stato di grazia”. Il comico e il tragico, la realtà con la sua trasfigurazione poetica si intrecciano in questo testo incentrato sulle disillusioni di un anziano attore. Attiene ancora al secolo passato, ma in ambito letterario Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati, presentato nella messinscena e adattamento teatrale di Paolo Valerio.
Due dei massimi classici della storia del teatro appassioneranno il pubblico: lo shakespeariano Macbeth, con l’ottimo Luca Lazzareschi nel ruolo del titolo e Gaia Aprea in quello della sanguinaria Lady diretti da Luca De Fusco e – nella regia di Giuseppe Emiliani per il Teatro del Veneto – Arlecchino servitore di due padroni, il capolavoro goldoniano che rappresenta il passaggio fra Commedia dell’arte e teatro scritto, nonché uno dei fondamentali – pur nella sua meravigliosa leggerezza – della nostra cultura.
Infine due “classici” del teatro comico, che promettono momenti davvero esilaranti ma di classe: ci riferiamo a Un’ora di tranquillità, il vaudeville di Florian Zeller mirabilmente interpretato da Massimo Ghini e Galatea Ranzi e a L’anatra all’arancia che Luca Barbareschi dirige e interpreta al fianco di Chiara Noschese, Ernesto Mahieux e Gianluca Gobbi.
Il cartellone Altri Percorsi completa l’itinerario della prosa con un’offerta altrettanto vasta, incentrata sulla drammaturgia contemporanea e sulle più interessanti prospettive della scena attuale. La stagione si svilupperà in spazi diversi, coinvolgendo, come in passato, oltre alle due sale del Politeama, il Teatro Sloveno ed il Teatro Miela, enti con cui si continua una felice collaborazione. Ciò nell’intento i trovare per ogni singola proposta lo spazio più adeguato e valorizzante ma anche nel desiderio di offrire al pubblico una possibilità di frequentare nuove proposte teatrali.
Il teatro di ricerca quest’anno è ben rappresentato da titoli come Le sorelle Macaluso, spettacolo pluripremiato ed emblematico della poetica di Emma Dante, protagonista a livello europeo del linguaggio dell’innovazione, così come lo sono Spiro Scimone e Francesco Sframeli di cui si apprezzerà Amore. Colto e totale poi il linguaggio che ci presenterà la compagnia Anagoor nel suo interrogarsi sull’educazione e la conoscenza in Socrate il sopravvissuto, mentre con una medesima forza critica ma volta più alla graffiante ironia si rivolgeranno al pubblico i creatori di Thanks for vaselina - tutti allievi della “Nico Pepe” – Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti e Alessandro Tedeschi: la Carrozzeria Orfeo.
Anche il cartellone Altri Percorsi comprende due spettacoli prodotti dallo Stabile regionale, che s’inseriscono nella riflessione contemporanea: a marzo andrà in scena Caracreatura dall’omonimo romanzo di Pino Roveredo. L’autore triestino curerà anche la regia dello spettacolo interpretato da Maria Grazia Plos, nei panni di una madre vulnerabile ed eroica, che lotta per salvare il figlio dalla droga. Il secondo inedito titolo è coprodotto con il Teatro Sloveno di Trieste. Si rinnova così un’intrinsecità che si esprime anche nell’ambito fondamentale della progettualità. Paurosa Bellezza / Grozljiva Lepota nasce da uno scambio d’idee fra il direttore Però e l’autore triestino Marko Sosič, che vi tematizza in chiave poetica il conflitto, l’amore e il timore dell’uomo nel rapporto con la montagna e la filosofia con cui nutre il desiderio di superare le sfide più difficili. Tutto ciò evocando le imprese di celebri alpinisti triestini come Emilio Comici, Tiziana Weiss, Enzo Cozzolino e sloveni come Klement Jug. Lo spettacolo verrà interpretato nelle due lingue dalle rispettive compagnie stabili, dirette dal talentuoso regista Matjaž Farič.
Lo sport che varca i limiti dei campi per assumere metaforicamente significati ben più vasti, ritorna anche fra i titoli ospiti, in particolare ne Le Olimpiadi del 1936 in cui si rivelerà l’inclinazione teatrale, sia d’autore che di interprete di Federico Buffa, volto noto di Sky, fra i massimi esperti italiani di basket, NBA e di sport statunitense.
Nella programmazione spicca poi un trittico declinato al femminile: attrici diverse per espressività, impegno ed esperienza, raccontano o “si” raccontano. Ecco allora Wikipiera un piccolo gioiello che divertirà chi ama il teatro con la straordinaria Piera Degli Esposti. L’attrice è incalzata da Pino Strabioli in un’intervista-spettacolo che ripercorre la sua carriera e tanti momenti di grande teatro. Un’interpretazione intensa e singolare sarà quella di Giuliana Musso, tra le maggiori esponenti del teatro di narrazione e d’indagine, che ammireremo ne La fabbrica dei preti, di cui è anche autrice. Recita in tre ruoli maschili, invitando a riflettere sul tabù della dimensione umana dei sacerdoti. Infine Ottavia Piccolo che con la sua sensibilità evoca la determinazione e l’etica della giornalista Anna Politkovskaja in Donna non rieducabile di Stefano Massini.
Il teatro diviene strumento per analizzare la realtà nelle sue antinomie anche per Irene Lamponi, eccellente giovane autrice di Tropicana di cui – diretta da Andrea Collavino – è anche fra gli interpreti. La pièce fotografa una storia familiare attraverso gli occhi di una ragazza cui mancano figure di riferimento credibili. Poi Utoya che unisce l’icastica scrittura di Edoardo Erba all’intenso linguaggio registico di Serena Sinigaglia e ripercorre la strage scatenata in Norvegia nel 2011 da Anders Behring Breivik.
È dedicato a Pasolini il momento lirico de Il sole e gli sguardi con il bravissimo Luigi Lo Cascio: dall’intima e sterminata produzione poetica “pura” Lo Cascio trae un discorso su e di Pasolini, pronunciato alla luce del sole e offerto agli sguardi del mondo.
Pasolini e De André ispirano anche Quello che non ho con Neri Marcoré: anomalo, reinventato esempio di teatro canzone sostenuto in scena da tre chitarristi/cantanti e perfettamente orchestrato dalla regia di Giorgio Gallione.
Due appuntamenti, molto toccanti, saranno dedicati ad argomenti storici: Il coraggio di dire no – La storia di Giorgio Perlasca, è una prova di bravura di Alessandro Albertin che da autore e interprete (di ben otto personaggi diversi) ricostruisce la vicenda dello Schindler italiano. Manlio Santanelli – colto autore napoletano – ne Il Baciamano evoca un episodio della rivoluzione giacobina nella Napoli del 1799 soffocata dai sanfedisti e ne trae una commedia divertente, poetica e un po’noir interpretata da Alessandra D’Elia e Stefano Jotti.
Contamina infine linguaggi diversi fra musica, recitazione, letteratura e performance, l’Orlando Furioso in jazz con le compagnie di Pupkin Kabarett e Mamarogi che indagano il capolavoro ariostesco, guidati dalla
Il pubblico infatti è invitato ad addentrarsi nella ricca proposta dello Stabile, con libertà: libertà di abbandonarsi all’incanto, ma anche di scegliere fra tanti linguaggi teatrali, titoli, artisti; libertà di conoscere, riflettere. E di accostarsi senza preconcetti, ai classici come alle tante belle novità.
Dopo il saluto del Presidente dello Stabile regionale Sergio Pacor, che assume il ruolo fino ad ora sostenuto da Miloš Budin, e delle autorità presenti, è stata introdotta una Stagione che, forte delle sfide e dei risultati dello scorso cartellone può proseguire coerentemente alle linee identificate dalla direzione e arricchirle di nuove affascinanti induzioni.
Una stagione dunque dalle ampie prospettive, costruita dall’intreccio di diversi generi – prosa, danza, musical, acrobazia – in oltre 50 spettacoli, e che fa della Prosa il cuore pulsante dell’attività. Una programmazione che dialoga con altre realtà europee, e al contempo si relaziona con il tessuto culturale del territorio. Permarranno dunque le collaborazioni con gli altri teatri cittadini (Teatro Sloveno, Teatro Miela), con le istituzioni regionali (a iniziare dalla Civica Accademia Nico Pepe) come pure con musei e altre realtà della nostra area.
La stagione 2016-2017 si articola nei consueti percorsi di genere: Prosa, Musical & Eventi, Altri Percorsi, Danza accanto a cui ritorna per il secondo anno la Stagione Junior dedicata ai piccolissimi in collaborazione con il CTA di Gorizia. A questa proposta si affianca come sempre l’offerta di Eventi Speciali, fuori abbonamento.
Ma si inizia dal cuore, dalla Prosa che – come spiega Franco Però – vanta una grande varietà di temi trattati, tale da poter conquistare ogni fascia di pubblico: dall’analisi della famiglia alle riscritture di capolavori letterari, dai più accesi argomenti d’attualità alle complessità della finanza, dalla riflessione sulla scuola alle sfide della montagna, dalle commedie sagaci al rapporto/confronto fra classico e contemporaneo che percorre l’intera programmazione, non solo di prosa.
Notevolissimo l’impegno del Teatro nel campo della produzione: 9 sono i titoli nuovi, 4 (fra cui Scandalo e Tre Alberghi) in tournée nazionale. In un’attività tanto determinante, possiede un ruolo essenziale la Compagnia del Teatro Stabile, che si conferma importante strumento di creazione. Filippo Borghi, Adriano Braidotti, Ester Galazzi, Andrea Germani, Lara Komar, Riccardo Maranzana, Francesco Migliaccio, Maria Grazia Plos saranno diretti da registi ospiti quali: Veronica Cruciani, Pietro Maccarinelli, Pino Roveredo, Matjaz Farič, Andrea Collavino.
Ad inaugurare la Stagione il 25 ottobre prossimo, sarà Play Strindberg di Friedrich Dürrenmatt che – per la regia di Franco Però – si avvale di un eccellente terzetto di protagonisti: Maria Paiato, Franco Castellano e Maurizio Donadoni. Lo spettacolo ha debuttato in anteprima al Mittelfest 2016 con successo ed è prodotto dallo Stabile regionale assieme ad Artisti Riuniti e Mittelfest.
Play Strindberg prosegue l’indagine avviata con Scandalo nel microcosmo della famiglia: rielaborando lo strindberghiano Danza di morte l’autore svizzero lo “asciuga” fino a trarne una struttura in 11 round in cui i protagonisti si affrontano in un continuo “corpo a corpo”. «Sono immagini veloci – spiega il regista – come flash di una lotta famigliare in cui arriva all’improvviso il desiderato – da entrambi i coniugi – “straniero”, che veste i panni del cugino e rimette in gioco rapporti e conflittualità. Il riso e il pugno allo stomaco, il sorriso e l’amarezza si alternano continuamente su questo palcoscenico-ring, riportando davanti agli occhi dello spettatore gli angoli più nascosti di quel nucleo, amato od odiato, fondamentale – almeno fino ad oggi… – delle nostre società: la famiglia».
È una riscrittura di un classico anche Das Kaffeehaus, primo spettacolo alla Sala Bartoli. Rainer Werner Fassbinder vi rielabora La bottega del caffé di Goldoni, con il proprio piglio inquieto e a tinte fosche, ma senza tradirne i sottotesti. Veronica Cruciani, che dirige l’intera Compagnia del Teatro a cui si aggiunge Graziano Piazza, vi legge forti assonanze con la società contemporanea, incentrata sull’interesse e sul denaro, e le “smaschera” attraverso la messinscena.
Sarà Pietro Maccarinelli a firmare la terza nuova produzione del Teatro Stabile, un testo commissionato ad un drammaturgo puro e un drammaturgo-scienziato – rispettivamente Giuseppe Manfridi e Guido Chiarotti – La domanda della regina. Lo spunto è venuto dalla scomoda domanda che sembra la regina Elisabetta abbia posto agli economisti informandosi sul motivo che ha loro impedito di prevedere la crisi attuale: i nostri autori hanno costruito così una deliziosa commedia che attraverso il palcoscenico parla di economia, complessità e relazioni. Ne saranno protagonisti gli attori della Compagnia Stabile.
Grande attenzione è stata posta agli spettacoli ospiti del cartellone Prosa: imprescindibile l’elevata qualità delle prove d’attore e di regia selezionate dal direttore Però, ma anche gli autori ed i temi sono stati vagliati meticolosamente. Il cartellone infatti propone un interessante dialogo fra classico e contemporaneo, passato e presente, declinato in modi differenti, a partire dalle due riscritture che aprono la stagione.
Si percepirà ad esempio forte l’attualità ne L’ora di ricevimento di Stefano Massini, che porterà per la prima volta al Rossetti un interprete dello spessore di Fabrizio Bentivoglio diretto da Michele Placido. Bentivoglio impersonerà un insegnante di una scuola della banlieue Les Izards di Parigi: ecco l’input a riflettere sulle periferie delle città europee dominate da incontri/scontri fra modelli culturali diversi e spesso estremi. Allo stesso filone appartiene The Pride in cui Luca Zingaretti regista e interprete, assieme a Valeria Milillo e ad altri attori – mette in scena due storie che toccano con tatto il tema dell’omosessualità, e parlano universalmente d’amore e di identità. Due partite di Cristina Comencini fotografa invece due generazioni di donne, madri e figlie, sottolineando la distanza fra il mondo femminile degli anni Sessanta e quello attuale ma anche l’immanenza carnale del legame madre-figlia. In scena volti celebri del mondo teatrale, cinematografico e televisivo: Giulia Michelini, Paola Minaccioni, Caterina Guzzanti e Giulia Bevilacqua.
Infine Qualcuno volò sul nido del cuculo tratto dal romanzo di Ken Kesey del 1962 che Alessandro Gassman regista affida all’adattamento di Maurizio de Giovanni e veste di una quotidianità vicina a noi, per accentuarne coinvolgimento e commozione.
Ugualmente forte, sarà la presa sul pubblico di alcuni “classici del Novecento”: la stagione 2016-2017 proporrà due titoli di Arthur Miller, legati fra loro da un filrouge critico. Saranno infatti in scena Morte di un commesso viaggiatore nella bella edizione firmata e interpretata da Elio De Capitani, e Il prezzo nella regia di Massimo Popolizio che ne è anche protagonista assieme a un grandissimo Umberto Orsini. Entrambi gli spettacoli condannano la società sempre più votata al consumismo e al mito del successo ad ogni costo, dove le scelte di un padre condizionano la vita dei figli. Con Mr.Puntila e il suo servo Matti il regista Ferdinando Bruni e la compagnia del Teatro dell’Elfo ci pongono davanti a un capolavoro di Bertolt Brecht che riflette sulla compresenza nell’uomo del bene e del male. Puntila – ricco possidente al centro dello spettacolo – ha due personalità: positivo e filantropico da ubriaco, diventa da sobrio cinico e guidato dal mero interesse. Si discosta dalla critica sociale Minetti di Thomas Bernard, nell’edizione firmata da Marco Sciaccaluga e interpretata da un Eros Pagni in “stato di grazia”. Il comico e il tragico, la realtà con la sua trasfigurazione poetica si intrecciano in questo testo incentrato sulle disillusioni di un anziano attore. Attiene ancora al secolo passato, ma in ambito letterario Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati, presentato nella messinscena e adattamento teatrale di Paolo Valerio.
Due dei massimi classici della storia del teatro appassioneranno il pubblico: lo shakespeariano Macbeth, con l’ottimo Luca Lazzareschi nel ruolo del titolo e Gaia Aprea in quello della sanguinaria Lady diretti da Luca De Fusco e – nella regia di Giuseppe Emiliani per il Teatro del Veneto – Arlecchino servitore di due padroni, il capolavoro goldoniano che rappresenta il passaggio fra Commedia dell’arte e teatro scritto, nonché uno dei fondamentali – pur nella sua meravigliosa leggerezza – della nostra cultura.
Infine due “classici” del teatro comico, che promettono momenti davvero esilaranti ma di classe: ci riferiamo a Un’ora di tranquillità, il vaudeville di Florian Zeller mirabilmente interpretato da Massimo Ghini e Galatea Ranzi e a L’anatra all’arancia che Luca Barbareschi dirige e interpreta al fianco di Chiara Noschese, Ernesto Mahieux e Gianluca Gobbi.
Il cartellone Altri Percorsi completa l’itinerario della prosa con un’offerta altrettanto vasta, incentrata sulla drammaturgia contemporanea e sulle più interessanti prospettive della scena attuale. La stagione si svilupperà in spazi diversi, coinvolgendo, come in passato, oltre alle due sale del Politeama, il Teatro Sloveno ed il Teatro Miela, enti con cui si continua una felice collaborazione. Ciò nell’intento i trovare per ogni singola proposta lo spazio più adeguato e valorizzante ma anche nel desiderio di offrire al pubblico una possibilità di frequentare nuove proposte teatrali.
Il teatro di ricerca quest’anno è ben rappresentato da titoli come Le sorelle Macaluso, spettacolo pluripremiato ed emblematico della poetica di Emma Dante, protagonista a livello europeo del linguaggio dell’innovazione, così come lo sono Spiro Scimone e Francesco Sframeli di cui si apprezzerà Amore. Colto e totale poi il linguaggio che ci presenterà la compagnia Anagoor nel suo interrogarsi sull’educazione e la conoscenza in Socrate il sopravvissuto, mentre con una medesima forza critica ma volta più alla graffiante ironia si rivolgeranno al pubblico i creatori di Thanks for vaselina - tutti allievi della “Nico Pepe” – Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti e Alessandro Tedeschi: la Carrozzeria Orfeo.
Anche il cartellone Altri Percorsi comprende due spettacoli prodotti dallo Stabile regionale, che s’inseriscono nella riflessione contemporanea: a marzo andrà in scena Caracreatura dall’omonimo romanzo di Pino Roveredo. L’autore triestino curerà anche la regia dello spettacolo interpretato da Maria Grazia Plos, nei panni di una madre vulnerabile ed eroica, che lotta per salvare il figlio dalla droga. Il secondo inedito titolo è coprodotto con il Teatro Sloveno di Trieste. Si rinnova così un’intrinsecità che si esprime anche nell’ambito fondamentale della progettualità. Paurosa Bellezza / Grozljiva Lepota nasce da uno scambio d’idee fra il direttore Però e l’autore triestino Marko Sosič, che vi tematizza in chiave poetica il conflitto, l’amore e il timore dell’uomo nel rapporto con la montagna e la filosofia con cui nutre il desiderio di superare le sfide più difficili. Tutto ciò evocando le imprese di celebri alpinisti triestini come Emilio Comici, Tiziana Weiss, Enzo Cozzolino e sloveni come Klement Jug. Lo spettacolo verrà interpretato nelle due lingue dalle rispettive compagnie stabili, dirette dal talentuoso regista Matjaž Farič.
Lo sport che varca i limiti dei campi per assumere metaforicamente significati ben più vasti, ritorna anche fra i titoli ospiti, in particolare ne Le Olimpiadi del 1936 in cui si rivelerà l’inclinazione teatrale, sia d’autore che di interprete di Federico Buffa, volto noto di Sky, fra i massimi esperti italiani di basket, NBA e di sport statunitense.
Nella programmazione spicca poi un trittico declinato al femminile: attrici diverse per espressività, impegno ed esperienza, raccontano o “si” raccontano. Ecco allora Wikipiera un piccolo gioiello che divertirà chi ama il teatro con la straordinaria Piera Degli Esposti. L’attrice è incalzata da Pino Strabioli in un’intervista-spettacolo che ripercorre la sua carriera e tanti momenti di grande teatro. Un’interpretazione intensa e singolare sarà quella di Giuliana Musso, tra le maggiori esponenti del teatro di narrazione e d’indagine, che ammireremo ne La fabbrica dei preti, di cui è anche autrice. Recita in tre ruoli maschili, invitando a riflettere sul tabù della dimensione umana dei sacerdoti. Infine Ottavia Piccolo che con la sua sensibilità evoca la determinazione e l’etica della giornalista Anna Politkovskaja in Donna non rieducabile di Stefano Massini.
Il teatro diviene strumento per analizzare la realtà nelle sue antinomie anche per Irene Lamponi, eccellente giovane autrice di Tropicana di cui – diretta da Andrea Collavino – è anche fra gli interpreti. La pièce fotografa una storia familiare attraverso gli occhi di una ragazza cui mancano figure di riferimento credibili. Poi Utoya che unisce l’icastica scrittura di Edoardo Erba all’intenso linguaggio registico di Serena Sinigaglia e ripercorre la strage scatenata in Norvegia nel 2011 da Anders Behring Breivik.
È dedicato a Pasolini il momento lirico de Il sole e gli sguardi con il bravissimo Luigi Lo Cascio: dall’intima e sterminata produzione poetica “pura” Lo Cascio trae un discorso su e di Pasolini, pronunciato alla luce del sole e offerto agli sguardi del mondo.
Pasolini e De André ispirano anche Quello che non ho con Neri Marcoré: anomalo, reinventato esempio di teatro canzone sostenuto in scena da tre chitarristi/cantanti e perfettamente orchestrato dalla regia di Giorgio Gallione.
Due appuntamenti, molto toccanti, saranno dedicati ad argomenti storici: Il coraggio di dire no – La storia di Giorgio Perlasca, è una prova di bravura di Alessandro Albertin che da autore e interprete (di ben otto personaggi diversi) ricostruisce la vicenda dello Schindler italiano. Manlio Santanelli – colto autore napoletano – ne Il Baciamano evoca un episodio della rivoluzione giacobina nella Napoli del 1799 soffocata dai sanfedisti e ne trae una commedia divertente, poetica e un po’noir interpretata da Alessandra D’Elia e Stefano Jotti.
Contamina infine linguaggi diversi fra musica, recitazione, letteratura e performance, l’Orlando Furioso in jazz con le compagnie di Pupkin Kabarett e Mamarogi che indagano il capolavoro ariostesco, guidati dalla
12 Settembre 2016