PRESENTATA LA STAGIONE 2009-2010 DEL TEATRO STABILE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA
- 2 Settembre 2009
- Generale
“Prosa, Musical e Danza da tutto il mondo”
si potrebbe sintetizzare in queste poche parole, l’anima della Stagione
2009-2010 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: una stagione
che ne conferma con sempre maggior decisione la vocazione a proiettarsi
“oltre i confini”, siano essi geografici o ideali.
Il cartellone 2009-2010 dello Stabile regionale è stato presentato mercoledì 2 settembre, al CaféRossetti nell’ambito di una conferenza stampa cui hanno preso parte il Presidente Paris Lippi, il direttore Antonio Calenda e il direttore organizzativo Stefano Curti.
Sono la storia, la stessa posizione geografica del territorio su cui il Teatro opera, a rendergli naturale un ruolo di “ponte”, di crocevia fra realtà diverse.
E dunque ecco un repertorio che guarda sempre più all’orizzonte internazionale (tra musical e danza, ben 11 dei 50 spettacoli in cartellone sono produzioni originali non italiane), ecco la ricerca di un dialogo e di uno scambio sempre più intenso con l’Europa e il resto del mondo, ecco il rifiuto a farsi limitare nella programmazione da anguste definizioni “di genere”, ecco l’impegno ad accogliere e richiamare un pubblico ampio ed eterogeneo, proveniente anche dagli Stati confinanti… Ecco, infine, la volontà – attraverso lo strumento prezioso della Prosa – di indurre ad una necessaria riflessione su mondi e problemi solo apparentemente “lontani” dal nostro, e palpitanti di questioni urgenti e attualissime.
Imprescindibile fil rouge in tutto ciò, rimane il canone della qualità artistica che Antonio Calenda s’incarica di mantenere di alto livello, sia nella concezione del piano produttivo, sia nella scelta degli spettacoli ospiti. Ciò assicurerà al pubblico del Politeama Rossetti e della Sala Bartoli un susseguirsi di eccellenti prove d’attore (dai già citati Franco Branciaroli, Massimo De Francovich, Daniela Giovanetti, Giorgio Albertazzi, a Umberto Orsini, Giuliana Lojodice, Maria Paiato, Massimo Popolizio, Licia Maglietta, Toni Servillo, Silvio Orlando, Giuseppe Battiston, Leo Gullotta, Eros Pagni, Laura Curino, Luca Barbareschi, Sebastiano Lo Monaco…). Non mancheranno gli allestimenti significativi, di nomi prestigiosi della regia (oltre a Calenda e Bordon che firmano le maggiori produzioni, incontreremo Carlo Cecchi, Ferdinando Bruni ed Elio de Capitani, Gabriele Vacis, Mauro Avogadro, Roberto Andò, Daniele Abbado), e poi artisti d’ineccepibile talento nell’ambito del musical e della danza (basta citare la raffinatezza di una proposta come Chicago – firmato dallo stesso produttore di Cats – il coinvolgimento di un progetto come Thriller Live, atteso e richiesto ovunque e, nella danza, l’eccellenza di un ensemble come il Balletto di Stato della Georgia, o l’innovazione di un fenomeno ormai “mondiale” come Los Vivancos).
50 titoli, dunque, coniugati nei quattro consueti itinerari della Prosa, del Musical & grandi eventi, della Danza e degli altripercorsi, per una Stagione che darà larghissimo spazio a produzioni inedite – ambito di espressione essenziale per lo Stabile regionale – e punterà, anche attraverso le ospitalità, a porre in luce la drammaturgia contemporanea (da Yasmina Reza a Bordon, da Claudio Magris ad Antonio Tarantino, da Corrado Augias a Natalia Ginzburg, Girogio Gaber, Tony Kushner), le potenzialità del territorio (l’attenzione verso autori quali Gianni Gori, o realtà significative quali l’Accademia della Follia). E poi si apprezzerà l’universale messaggio dei classici (Sofocle, Shakespeare, Molière, Goldoni, Pirandello), un particolare filone di riflessione sul mondo della scienza e – come già menzionato – su temi di attualità, anche delicatissimi, che ci appartengono (dalla violenza sui minori ne La notte dell’angelo, al fondamentalismo islamico, che ispira diversi spettacoli).
Nel fondamentale campo della produzione, il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, s’impegna decisamente, nonostante non siano affatto rosee le prospettive generali in cui versa il teatro italiano. Ben otto gli spettacoli prodotti e coprodotti inseriti in cartellone a Trieste, mentre altri cinque – To be or not to be, Vita di Galileo (che riprende per il quarto anno consecutivo), Varietà, Indemoniate, Alexandria – saranno in tournée sul territorio nazionale.
La Stagione 2009-2010 sarà inaugurata, come già accennato, da Edipo Re di Sofocle, allestimento che nasce dalla collaborazione dello Stabile con il Teatro de gli Incamminati e il Teatro di Messina e che – dopo il successo del Galileo – vede nuovamente il talento di Franco Brancairoli guidato dalla competenza e dalla sensibilità registica di Antonio Calenda. Al debutto in anteprima a Messina, lo spettacolo è stato accolto molto positivamente: si tratta di una lettura coraggiosa, innovativa, in qualche modo mitteleuropea del capolavoro classico, concepita alla luce della lezione freudiana, ma anche del contributo di altri pensatori del Novecento e in particolare del filosofo contemporaneo René Girard. Edipo, freudianamente disteso su un lettino, rivive il suo cammino come in un sogno, incarnando in sé diversi personaggi e relazionandosi dall’esterno soltanto con Creonte e con un suggestivo coro maschile.
Il cartellone Prosa, proseguirà con un altro atteso spettacolo di produzione: La Nottedell’Angelo di Furio Bordon. L’autore triestino ne firma anche la messinscena che si avvale dell’intensa interpretazione di Massimo De Francovich e Daniela Giovanetti, un padre e una figlia che si confrontano duramente, portando alla luce temi veri e scottanti: la violenza sui minori, lo scontro generazionale, la solitudine. Il bellissimo testo, con Le ultime lune, compone un dittico definito dall’autore “delle età indifese”, alludendo all’infanzia e alla vecchiaia, quando l’uomo è fragile davanti alle prevaricazioni di una società sempre più cinica e fagocitante.
Un altro appuntamento di sicuro spessore sarà – sempre nell’ambito dello stesso cartellone – quello con La casa di Ramallah di Antonio Tarantino, con cui Calenda prosegue la propria indagine nella drammaturgia contemporanea di forte pregnanza. Tarantino con la sua scrittura ossessiva e metafisica vi tratteggia uno scenario inquietante: su un treno un padre e una madre palestinesi accompagnano la loro figlia nel luogo in cui si compirà il suo destino di kamikaze. Lo spettacolo si svolge nel tempo del viaggio e vive del dialogo assurdo, fanatico eppure anche vibrante di sentimenti fra i tre. Il regista sta componendo un cast straordinario e ancora non del tutto svelato attorno al progetto: Daniela Giovanetti sarà la figlia, mentre un maestro del calibro di Giorgio Albertazzi interpreterà il padre.
Ancora Islam, distanze e attrazioni fra mondi diversi in Ultimo Giorno del giovane scrittore messinese Dario Tomasello: Calenda ne cura una regia essenziale e incisiva, approfondendo un argomento di grande necessità, supportato da una compagnia affiatata e partecipe. Vi brillano Maurizio Marchetti, Maria Serrao e Angelo Campolo, mentre Orazio Corsaro cura il commento musicale dal vivo.
Altro progetto a cui lo Stabile partecipa con interesse è quello che lo lega all’Accademia della Follia – realtà artistica del territorio ricca di potenzialità – e che porterà alla realizzazione di Stravaganza per la regia di Claudio Misculin. Si tratta di teatro che si fa portatore di impegno civile, umano, sociale attraverso le parole di un’autrice di classe, Dacia Maraini. Si tratta ancora di drammaturgia che ci parla di luci e ombre della nostra realtà: vi si narrano i destini di cinque malati mentali che all’entrata in vigore della Legge Basaglia, si ritrovano liberi dalle inumanità manicomiali, ma non accettati dalle rispettive famiglie.
E nel segno della valorizzazione dell’opera di artisti e intellettuali del territorio è da leggere la produzione di Un giorno in arancione, Songspiel di Gianni Gori, grande appassionato di teatro e preparatissimo musicologo triestino. Lo spettacolo, nato da e per il progetto di Anna Maria Castelli – che ammireremo anche in scena – riconduce allo Stabile un altro amatissimo interprete corregionale, l’ottimo Mario Valdemarin. Il Songspiel ripercorre i ricordi e i pensieri di un uomo scanditi da una dozzina di capolavori della canzone italiana.
Omaggio ad un maître de penser, quale Claudio Magris è poi il dittico di mise en espace de Il Conde e Le Voci che lo Stabile ha realizzato a luglio nel Parco di Miramare, per la rassegna della Provincia di Trieste Teatri a Teatro 2009: l’entusiasta accoglienza ricevuta dall’iniziativa, invita a riproporla nell’essenziale cornice della Sala Bartoli. Calenda curerà ed interpreterà entrambi i monologhi: due suggestive riflessioni sulla solitudine e sui sentimenti.
Infine Oblivion Show: lo Stabile entra nel progetto di questo spettacolo, impostosi grazie al “passaparola” su internet. È la prima volta in Italia che la bravura di una compagnia conquista “tramite pc” e che il pubblico si riversa da Facebook e You Tube alle sale dei teatri. Diretti da Gioele Dix i cinque autori e protagonisti offrono un caleidoscopio comico-musicale irresistibile e pregevole nell’esecuzione. Fra essi un talento triestino quale Davide Calabrese.
Anche la Stagione Prosa, si coniugherà lungo le linee tematiche della drammaturgia contemporanea, del grande teatro classico, degli autori del Novecento: “filtri” attraverso cui guardare all’uomo, ai suoi sentimenti, ai suoi rapporti con la società… Ci accompagna in questo percorso, una rosa di artisti eccellenti, il meglio della scena e del cinema italiano.
Oltre al già menzionato Edipo Re sofocleo, un fondamentale della cultura occidentale, alla schiera dei classici della storia del teatro vanno ricondotti anche testi come Il Tartufo di Molière, che applaudiremo nella regia di Carlo Cecchi anche interprete accanto a Licia Miglietta, e Romeo e Giulietta di Shakespeare che Ferdinando Bruni allestisce per Teatridhitalia con un cast molto fresco.
Attorno a questo capolavoro del teatro di tutti i tempi lo Stabile ha costruito un itinerario di rifrazioni: rincontreremo infatti la storia degli innamorati veronesi nel cartellone Danza, tradotto nel linguaggio della coreografia contemporanea e nuovamente nella rivisitazione in musical di West Side Story.
Al filone dei classici appartiene anche il goldoniano Trilogia della villeggiatura, diretto dal bravissimo Toni Servillo. Degno d’attenzione l’omogeneo cast che porta in scena questa piéce molto premiata. Dello stesso autore è la commedia L’impresario delle Smirne che Luca De Fusco propone in una rilettura felliniana, con le musiche di Nino Rota, protagonista Eros Pagni. Indaga sul complesso rapporto dell’uomo con la realtà ed i suoi cambiamenti, il capolavoro cechoviano Zio Vanja: a Gabriele Vacis ispira un allestimento simbolico interpretato fra gli altri da Laura Curino ed Eugenio Allegri. Una delle prove d’attore più attese della Stagione sarà poi quella di Massimo Popolizio in Cyrano deBergerac, il romantico eroe di Edmond Rostand, nella messinscena di Daniele Abbado.
Si inserisce nel cartellone come una piccola isola, dedicata a una delle menti più limpide e geniali del Novecento, un trittico di allestimenti pirandelliani: il primo, interpretato da Leo Gullotta è Il piacere dell’onestà, poi sarà la volta di Il giuoco delle parti con la coppia Geppy Gleijeses e Marianella Bargilli, infine farà ritorno al Politeama Rossetti Sebastiano lo Monaco, protagonista e regista di una riscrittura di Non si sa come in clima “da rivista” (confezionata a quattro mani con Nicola Fano).
Le istanze più attuali della drammaturgia trovano voce nei due già citati titoli di produzione La Notte dell’Angelo di Bordon e La casa di Ramallah di Tarantino. Fotografa la realtà quotidiana con acutezza Yasmina Reza ne Il Dio della Carneficina, interpretato dagli ottimi Silvio Orlando, Anna Bonaiuto, Alessio Boni e Michela Cescon. A Michael Frayn è affidata in Copenhagen un’opportuna riflessione sulla scienza e sull’etica: la produzione – che ha festeggiato i dieci anni dal debutto – è firmata dall’udinese CSS e da Emilia Romagna Teatro, e porta in scena un terzetto ineccepibile d’interpreti diretti da Mauro Avogadro: Umberto Orsini, Giuliana Lojodice e Popolizio.
Altissime le aspettative anche per il cartellone Musical & grandi eventi: dopo il successo, due stagioni orsono di Cats nella versione originale inglese, e il “crescendo” segnato lo scorso anno da The Rocky Horror Show, divenuto poi addirittura clamoroso con MAMMA MIA!, il filone dedicato a questo genere teatrale non poteva che incentivare la propria dimensione internazionale. Senza dimenticare però le potenzialità delle nuove generazioni di artisti italiani e il valore della tradizione del nostro teatro musicale… Il programma proposto per la Stagione 2009-2010 intreccia tutto ciò, puntando decisamente in alto in quan
Il cartellone 2009-2010 dello Stabile regionale è stato presentato mercoledì 2 settembre, al CaféRossetti nell’ambito di una conferenza stampa cui hanno preso parte il Presidente Paris Lippi, il direttore Antonio Calenda e il direttore organizzativo Stefano Curti.
Sono la storia, la stessa posizione geografica del territorio su cui il Teatro opera, a rendergli naturale un ruolo di “ponte”, di crocevia fra realtà diverse.
E dunque ecco un repertorio che guarda sempre più all’orizzonte internazionale (tra musical e danza, ben 11 dei 50 spettacoli in cartellone sono produzioni originali non italiane), ecco la ricerca di un dialogo e di uno scambio sempre più intenso con l’Europa e il resto del mondo, ecco il rifiuto a farsi limitare nella programmazione da anguste definizioni “di genere”, ecco l’impegno ad accogliere e richiamare un pubblico ampio ed eterogeneo, proveniente anche dagli Stati confinanti… Ecco, infine, la volontà – attraverso lo strumento prezioso della Prosa – di indurre ad una necessaria riflessione su mondi e problemi solo apparentemente “lontani” dal nostro, e palpitanti di questioni urgenti e attualissime.
Imprescindibile fil rouge in tutto ciò, rimane il canone della qualità artistica che Antonio Calenda s’incarica di mantenere di alto livello, sia nella concezione del piano produttivo, sia nella scelta degli spettacoli ospiti. Ciò assicurerà al pubblico del Politeama Rossetti e della Sala Bartoli un susseguirsi di eccellenti prove d’attore (dai già citati Franco Branciaroli, Massimo De Francovich, Daniela Giovanetti, Giorgio Albertazzi, a Umberto Orsini, Giuliana Lojodice, Maria Paiato, Massimo Popolizio, Licia Maglietta, Toni Servillo, Silvio Orlando, Giuseppe Battiston, Leo Gullotta, Eros Pagni, Laura Curino, Luca Barbareschi, Sebastiano Lo Monaco…). Non mancheranno gli allestimenti significativi, di nomi prestigiosi della regia (oltre a Calenda e Bordon che firmano le maggiori produzioni, incontreremo Carlo Cecchi, Ferdinando Bruni ed Elio de Capitani, Gabriele Vacis, Mauro Avogadro, Roberto Andò, Daniele Abbado), e poi artisti d’ineccepibile talento nell’ambito del musical e della danza (basta citare la raffinatezza di una proposta come Chicago – firmato dallo stesso produttore di Cats – il coinvolgimento di un progetto come Thriller Live, atteso e richiesto ovunque e, nella danza, l’eccellenza di un ensemble come il Balletto di Stato della Georgia, o l’innovazione di un fenomeno ormai “mondiale” come Los Vivancos).
50 titoli, dunque, coniugati nei quattro consueti itinerari della Prosa, del Musical & grandi eventi, della Danza e degli altripercorsi, per una Stagione che darà larghissimo spazio a produzioni inedite – ambito di espressione essenziale per lo Stabile regionale – e punterà, anche attraverso le ospitalità, a porre in luce la drammaturgia contemporanea (da Yasmina Reza a Bordon, da Claudio Magris ad Antonio Tarantino, da Corrado Augias a Natalia Ginzburg, Girogio Gaber, Tony Kushner), le potenzialità del territorio (l’attenzione verso autori quali Gianni Gori, o realtà significative quali l’Accademia della Follia). E poi si apprezzerà l’universale messaggio dei classici (Sofocle, Shakespeare, Molière, Goldoni, Pirandello), un particolare filone di riflessione sul mondo della scienza e – come già menzionato – su temi di attualità, anche delicatissimi, che ci appartengono (dalla violenza sui minori ne La notte dell’angelo, al fondamentalismo islamico, che ispira diversi spettacoli).
Nel fondamentale campo della produzione, il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, s’impegna decisamente, nonostante non siano affatto rosee le prospettive generali in cui versa il teatro italiano. Ben otto gli spettacoli prodotti e coprodotti inseriti in cartellone a Trieste, mentre altri cinque – To be or not to be, Vita di Galileo (che riprende per il quarto anno consecutivo), Varietà, Indemoniate, Alexandria – saranno in tournée sul territorio nazionale.
La Stagione 2009-2010 sarà inaugurata, come già accennato, da Edipo Re di Sofocle, allestimento che nasce dalla collaborazione dello Stabile con il Teatro de gli Incamminati e il Teatro di Messina e che – dopo il successo del Galileo – vede nuovamente il talento di Franco Brancairoli guidato dalla competenza e dalla sensibilità registica di Antonio Calenda. Al debutto in anteprima a Messina, lo spettacolo è stato accolto molto positivamente: si tratta di una lettura coraggiosa, innovativa, in qualche modo mitteleuropea del capolavoro classico, concepita alla luce della lezione freudiana, ma anche del contributo di altri pensatori del Novecento e in particolare del filosofo contemporaneo René Girard. Edipo, freudianamente disteso su un lettino, rivive il suo cammino come in un sogno, incarnando in sé diversi personaggi e relazionandosi dall’esterno soltanto con Creonte e con un suggestivo coro maschile.
Il cartellone Prosa, proseguirà con un altro atteso spettacolo di produzione: La Nottedell’Angelo di Furio Bordon. L’autore triestino ne firma anche la messinscena che si avvale dell’intensa interpretazione di Massimo De Francovich e Daniela Giovanetti, un padre e una figlia che si confrontano duramente, portando alla luce temi veri e scottanti: la violenza sui minori, lo scontro generazionale, la solitudine. Il bellissimo testo, con Le ultime lune, compone un dittico definito dall’autore “delle età indifese”, alludendo all’infanzia e alla vecchiaia, quando l’uomo è fragile davanti alle prevaricazioni di una società sempre più cinica e fagocitante.
Un altro appuntamento di sicuro spessore sarà – sempre nell’ambito dello stesso cartellone – quello con La casa di Ramallah di Antonio Tarantino, con cui Calenda prosegue la propria indagine nella drammaturgia contemporanea di forte pregnanza. Tarantino con la sua scrittura ossessiva e metafisica vi tratteggia uno scenario inquietante: su un treno un padre e una madre palestinesi accompagnano la loro figlia nel luogo in cui si compirà il suo destino di kamikaze. Lo spettacolo si svolge nel tempo del viaggio e vive del dialogo assurdo, fanatico eppure anche vibrante di sentimenti fra i tre. Il regista sta componendo un cast straordinario e ancora non del tutto svelato attorno al progetto: Daniela Giovanetti sarà la figlia, mentre un maestro del calibro di Giorgio Albertazzi interpreterà il padre.
Ancora Islam, distanze e attrazioni fra mondi diversi in Ultimo Giorno del giovane scrittore messinese Dario Tomasello: Calenda ne cura una regia essenziale e incisiva, approfondendo un argomento di grande necessità, supportato da una compagnia affiatata e partecipe. Vi brillano Maurizio Marchetti, Maria Serrao e Angelo Campolo, mentre Orazio Corsaro cura il commento musicale dal vivo.
Altro progetto a cui lo Stabile partecipa con interesse è quello che lo lega all’Accademia della Follia – realtà artistica del territorio ricca di potenzialità – e che porterà alla realizzazione di Stravaganza per la regia di Claudio Misculin. Si tratta di teatro che si fa portatore di impegno civile, umano, sociale attraverso le parole di un’autrice di classe, Dacia Maraini. Si tratta ancora di drammaturgia che ci parla di luci e ombre della nostra realtà: vi si narrano i destini di cinque malati mentali che all’entrata in vigore della Legge Basaglia, si ritrovano liberi dalle inumanità manicomiali, ma non accettati dalle rispettive famiglie.
E nel segno della valorizzazione dell’opera di artisti e intellettuali del territorio è da leggere la produzione di Un giorno in arancione, Songspiel di Gianni Gori, grande appassionato di teatro e preparatissimo musicologo triestino. Lo spettacolo, nato da e per il progetto di Anna Maria Castelli – che ammireremo anche in scena – riconduce allo Stabile un altro amatissimo interprete corregionale, l’ottimo Mario Valdemarin. Il Songspiel ripercorre i ricordi e i pensieri di un uomo scanditi da una dozzina di capolavori della canzone italiana.
Omaggio ad un maître de penser, quale Claudio Magris è poi il dittico di mise en espace de Il Conde e Le Voci che lo Stabile ha realizzato a luglio nel Parco di Miramare, per la rassegna della Provincia di Trieste Teatri a Teatro 2009: l’entusiasta accoglienza ricevuta dall’iniziativa, invita a riproporla nell’essenziale cornice della Sala Bartoli. Calenda curerà ed interpreterà entrambi i monologhi: due suggestive riflessioni sulla solitudine e sui sentimenti.
Infine Oblivion Show: lo Stabile entra nel progetto di questo spettacolo, impostosi grazie al “passaparola” su internet. È la prima volta in Italia che la bravura di una compagnia conquista “tramite pc” e che il pubblico si riversa da Facebook e You Tube alle sale dei teatri. Diretti da Gioele Dix i cinque autori e protagonisti offrono un caleidoscopio comico-musicale irresistibile e pregevole nell’esecuzione. Fra essi un talento triestino quale Davide Calabrese.
Anche la Stagione Prosa, si coniugherà lungo le linee tematiche della drammaturgia contemporanea, del grande teatro classico, degli autori del Novecento: “filtri” attraverso cui guardare all’uomo, ai suoi sentimenti, ai suoi rapporti con la società… Ci accompagna in questo percorso, una rosa di artisti eccellenti, il meglio della scena e del cinema italiano.
Oltre al già menzionato Edipo Re sofocleo, un fondamentale della cultura occidentale, alla schiera dei classici della storia del teatro vanno ricondotti anche testi come Il Tartufo di Molière, che applaudiremo nella regia di Carlo Cecchi anche interprete accanto a Licia Miglietta, e Romeo e Giulietta di Shakespeare che Ferdinando Bruni allestisce per Teatridhitalia con un cast molto fresco.
Attorno a questo capolavoro del teatro di tutti i tempi lo Stabile ha costruito un itinerario di rifrazioni: rincontreremo infatti la storia degli innamorati veronesi nel cartellone Danza, tradotto nel linguaggio della coreografia contemporanea e nuovamente nella rivisitazione in musical di West Side Story.
Al filone dei classici appartiene anche il goldoniano Trilogia della villeggiatura, diretto dal bravissimo Toni Servillo. Degno d’attenzione l’omogeneo cast che porta in scena questa piéce molto premiata. Dello stesso autore è la commedia L’impresario delle Smirne che Luca De Fusco propone in una rilettura felliniana, con le musiche di Nino Rota, protagonista Eros Pagni. Indaga sul complesso rapporto dell’uomo con la realtà ed i suoi cambiamenti, il capolavoro cechoviano Zio Vanja: a Gabriele Vacis ispira un allestimento simbolico interpretato fra gli altri da Laura Curino ed Eugenio Allegri. Una delle prove d’attore più attese della Stagione sarà poi quella di Massimo Popolizio in Cyrano deBergerac, il romantico eroe di Edmond Rostand, nella messinscena di Daniele Abbado.
Si inserisce nel cartellone come una piccola isola, dedicata a una delle menti più limpide e geniali del Novecento, un trittico di allestimenti pirandelliani: il primo, interpretato da Leo Gullotta è Il piacere dell’onestà, poi sarà la volta di Il giuoco delle parti con la coppia Geppy Gleijeses e Marianella Bargilli, infine farà ritorno al Politeama Rossetti Sebastiano lo Monaco, protagonista e regista di una riscrittura di Non si sa come in clima “da rivista” (confezionata a quattro mani con Nicola Fano).
Le istanze più attuali della drammaturgia trovano voce nei due già citati titoli di produzione La Notte dell’Angelo di Bordon e La casa di Ramallah di Tarantino. Fotografa la realtà quotidiana con acutezza Yasmina Reza ne Il Dio della Carneficina, interpretato dagli ottimi Silvio Orlando, Anna Bonaiuto, Alessio Boni e Michela Cescon. A Michael Frayn è affidata in Copenhagen un’opportuna riflessione sulla scienza e sull’etica: la produzione – che ha festeggiato i dieci anni dal debutto – è firmata dall’udinese CSS e da Emilia Romagna Teatro, e porta in scena un terzetto ineccepibile d’interpreti diretti da Mauro Avogadro: Umberto Orsini, Giuliana Lojodice e Popolizio.
Altissime le aspettative anche per il cartellone Musical & grandi eventi: dopo il successo, due stagioni orsono di Cats nella versione originale inglese, e il “crescendo” segnato lo scorso anno da The Rocky Horror Show, divenuto poi addirittura clamoroso con MAMMA MIA!, il filone dedicato a questo genere teatrale non poteva che incentivare la propria dimensione internazionale. Senza dimenticare però le potenzialità delle nuove generazioni di artisti italiani e il valore della tradizione del nostro teatro musicale… Il programma proposto per la Stagione 2009-2010 intreccia tutto ciò, puntando decisamente in alto in quan