- 8 Luglio 2026
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“Svelata la Stagione 2026-2027 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: una vera festa del teatro con nella Prosa prestigiosi registi (Davide Livermore, Leo Muscato, Pierfrancesco Favino, Antonio Latella, Federico Tiezzi, Serena Sinigaglia), autori classici e attuali (Shakespeare e Ariosto, Brecht, Pirandello e Kureishi, Massini, Macmillan, Spregelburd) e fra gli attori, Maestri e giovani talenti. E allora Umberto Orsini, Laura Marinoni, Franco Branciaroli, Anna Ferzetti, Alessio Boni, Federica Luna Vincenti, Vinicio Marchioni, Lunetta Savino, Salvo Ficarra, Ariella Reggio, Luca Bizzarri… E Virginia Raffaele, emblema d’un raffinato teatro brillante. Sono una ventina le produzioni dello Stabile, capisaldi di un progetto di qualità: si inaugura con “Le ultime lune” di Furio Bordon con Alessandro Haber e la regia di Paolo Valerio, che firma anche “Jeanne d’Arc au bûcher” di Honnegger nuova collaborazione con il Teatro lirico G.Verdi di Trieste. Il memorabile “The Phantom of the Opera” di Webber, regia di Federico Bellone varato al Rossetti, brilla fra i musical assieme a perle internazionali (il concerto di John Owen Jones) e titoli italiani. Nella danza le eccellenze in esclusiva nazionale di “Rock the Ballet” e Complexions e la sensualità di “Forever Tango”.
Una festa del teatro, con i migliori registi, autori, attori del panorama italiano e non solo, e a cui si invitano soprattutto gli spettatori, per riscoprire assieme la gioia di condividere risate, riflessioni, sorrisi, commozione, bellezza. È la magia irripetibile dello spettacolo dal vivo, ecco - come evidenzia il direttore Paolo Valerio - il senso della nuova Stagione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.
Concepita sulla base di una visione nitida, secondo canoni di alta qualità artistica e nell’ottica di assicurare al territorio una proposta dinamica, di ampio respiro che si apra al meglio del panorama nazionale e internazionale, la Stagione 2026-2027 dello Stabile regionale è stata presentata in conferenza stampa al Politeama Rossetti, mercoledì 8 luglio.
Dopo l’introduzione del presidente Francesco Granbassi e il saluto istituzionale di Serena Tonel, Vicesindaco e Assessore ai Teatri del Comune di Trieste, il direttore Paolo Valerio ha raccontato nel dettaglio il progetto di produzione del Teatro e la programmazione ospite della Stagione.
Alla conferenza sono intervenute la direttrice di produzione Roberta Torcello e Maura Catalan direttore amministrativo del Teatro Stabile.
È stata poi la volta del direttore organizzativo Stefano Curti che ha illustrato gli spettacoli in cartellone per Musical e Danza.
Per tradizione è uno spettacolo di produzione ad avere l’onore dell’inaugurazione al Rossetti: si inizia allora il 14 ottobre con il debutto in prima nazionale de “Le ultime lune” di Furio Bordon con Alessandro Haber e Silvia Siravo diretti da Paolo Valerio. Dopo le storiche interpretazioni di Marcello Mastroianni e successivamente di Gianrico Tedeschi, la nuova edizione firmata dallo Stabile assieme a Goldenart Production farà omaggio ad un grande autore triestino come Bordon, e contemporaneamente proseguirà l’indagine nell’universo degli scrittori del territorio, dopo Joyce, Svevo, Magris e i molti altri portati in scena in questi anni. Capolavoro contemporaneo incentrato sul tema della fragilità della vecchiaia, il testo è attualissimo, intriso di tenera commozione e sorprendente ironia: Alessandro Haber donerà sfumature inattese e potente profondità al protagonista.
Si lega al territorio anche “Che vita spericolata!” che - dopo “26 ottobre. Un mare di ombrelli” - continua la sperimentazione che unisce la Rai-Friuli Venezia Giulia e il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia assieme, in questa tappa, a La Contrada Teatro stabile di Trieste. Dal testo di Elena Vesnaver prenderanno vita un radiodramma per la regia radiofonica di Stefania De Maria della Rai FVG, che andrà regolarmente in onda, e lo spettacolo teatrale per la regia di Lino Marrazzo che della natura radiofonica conserverà il sapore e svelerà il backstage. Tutto ruota attorno alla storia di Trieste raccontata attraverso i suoi teatri e lo sguardo ironico e raffinato di una grande Ariella Reggio. Con lei un ottimo cast: Giulio Cancelli, Ottavia Castellacci, Enza De Rose, Fulvio Falzarano, Maria Grazia Plos e (nella versione teatrale) Mario Mirasola.
Debutta al Mittelfest 2026 come studio a fine luglio, mentre nella sua forma definitiva sarà alla Sala Bartoli e in tournée, “Vergarolla una strage dimenticata” di Davide Rossi, Paolo Valerio (che ne è anche protagonista) e Lucia Bellaspiga. Progetto presentato e organizzato a cura dell’Università Popolare di Trieste, ricostruisce - intrecciando la voce dell’attore, le tavole del fumettista Marco Trecalli e musica dal vivo - una delle pagine più tragiche e rimosse del Novecento italiano: l’esplosione del 18 agosto 1946, sulla spiaggia di Vergarolla a Pola, che provocò molte vittime, numerose delle quali bambini.
Evoca l’esilio da Pola in modo poetico - nel confronto fra tre generazioni di donne - “Argo” che Letizia Russo riscrive ispirata dal romanzo di Maria Grazia Ciani e che ha ottenuto ovunque successo, grazie a una squadra creativa tutta al femminile: Ariella Reggio, Maria Ariis e Lucia Limonta dirette da Serena Sinigaglia. Lo spettacolo ritorna alla Sala Bartoli per poche repliche, nell’ambito del secondo anno di tournée.
Lo Stabile regionale, attraverso la propria attività produttiva, si pone il compito di perpetuare la grande lezione del teatro dei classici, attraverso interpretazioni di grandi Maestri della scena o interessanti, attuali, inaspettate letture registiche o riscritture drammaturgiche.
Per portare in scena “Non si sa come” - testo destabilizzante di Luigi Pirandello - si sono unite armoniosamente la sapienza e l’istinto attoriale di Franco Branciaroli e la visione registica di Paolo Valerio che con questo allestimento prosegue un percorso nella psicologia e nell’animo umani, intrapreso con “La coscienza di Zeno”. Richiama attualissime inquietudini nella raffigurazione feroce di protagonisti - ineccepibili rappresentanti di una società raffinata - che “non si sa come” rivelano un lato spaventosamente irrazionale, popolato da “delitti innocenti”, in cui sull’autocontrollo ha prevalso l’istintualità brutale, quel “secondo io” che talvolta ci abita. Assieme a Branciaroli in scena Alessandro Albertin, Valentina Violo, Ester Galazzi, Emanuele Fortunati.
Sono invece affascinanti riscritture quelle de “Il ritratto di Dorian Gray” e “Molière. L’arte della beffa” alla cui produzione lo Stabile prende parte assieme rispettivamente con Goldenart Production e il Teatro Biondo di Palermo il primo, e con Nuovo Teatro il secondo.
Il capolavoro di Oscar Wilde si avvale della riscrittura e regia di Giancarlo Nicoletti che sceglie per il ruolo del titolo Federica Luna Vincenti: un’idea, oltre che coraggiosa, profondamente politica. L’inversione di genere mette in luce la pressione degli standard di bellezza, il controllo dell’immagine e il paradosso di chi sembra privilegiato dal fascino ma perde progressivamente il possesso di sé. Ambienti vittoriani e spazi contemporanei si fondono, in una messinscena che parla al presente.
“Molière. L’arte della beffa” s’ispira liberamente a “La vita del signor de Molière” di Michail Bulgakov ed è frutto del lavoro di una squadra consolidata - Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Francesco Niccolini e Marcello Prayer - già applauditi per “Don Chisciotte” e “Iliade. Il gioco degli dei”. Lo spettacolo - di cui Alessio Boni è carismatico protagonista - ripercorre la leggendaria vita del commediografo, fra trionfi e invidie, fino alla misteriosa scomparsa.
Un classico shakespeariano fra i più amati e universali “Romeo e Giulietta” nella regia di Valerio e nell’interpretazione travolgente di un cast straordinario (Giacomo Albites Coen, Sebastiano Caruso, Pietro Desimio, Alessandro Dinuzzi, Fulvio Falzarano, Francesca Masini, Giulia Perelli, Stefano Scandaletti, Pietro Sparvoli, Caterina Truci) è pronto ad attraversare e conquistare il pubblico di tutta Italia: la tournée regalerà ancora una replica a Trieste dopo il grande successo del maggio scorso al Teatro Verdi.
Proprio l’esito della doppia messinscena di “Romeo e Giulietta” di Shakespeare e di Charles Gounod, spinge i due grandi teatri di produzione - Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste e Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia - a unirsi in un nuovo progetto affidato alla regia di Paolo Valerio e dedicato alla figura di Giovanna D’Arco. Gli abbonati alla Stagione dello Stabile potranno così assistere in due repliche loro dedicate all’Oratorio Dramatique “Jeanne d'Arc au bûcher” di Arthur Honegger, su testo di Claudel che è un primo esperimento storico di commistione tra recitazione pura e musica. All’orchestra del Verdi diretta dal M°Alessandro Cadario e al Coro si intreccerà l’interpretazione di alcuni attori e della protagonista che già incatenata al rogo, in flashback rivive la sua epopea: la interpreterà Federica Luna Vincenti.
L’attenzione della direzione all’autore vivente, è evidente da molti dei titoli fin qui citati: ma ancora due notevoli progetti di produzione sono dedicati alla drammaturgia contemporanea ed affidati a registi ed attori di alto profilo. Il primo è “Emigranti” firmato da Leo Muscato e interpretato da Valerio Santoro e Claudio Casadio: testo claustrofobico del 1974. Il polacco Slawomir Mrożek vi riflette con acutezza sull’alienazione di chi è costretto a vivere in un paese straniero: il tema oggi si ammanta di sfumature molto attuali.
“Quando scende la notte” porta in scena invece il confronto teso, attraversato da ferocia, malinconia e da una sottile, involontaria comicità fra una donna e il suo anziano patrigno. Franco Però vi dirige Stefania Rocca e Franco Castellano addentrandosi nell’avvincente scrittura del britannico Hanif Kureishi, fra i più autorevoli autori contemporanei.
Anche la creatività giovane e la ricerca trovano sostegno produttivo e spazio nella programmazione: citiamo l’interessante scrittura inedita e la regia di Rafael Spregelburd - artista fra i più ammirati sulla scena mondiale - per il Collettivo L’Amalgama, “La forza debole”, che vede lo Stabile al fianco di CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia e dello Stabile di Bolzano. Consolidata è infine la sinergia con l’Accademia della Follia che affronta ne “L’alienista” una nuova creazione sul tema della salute mentale.
Completano l’impegno di produzione dello Stabile gli spettacoli che non sono in programma a Trieste ma vanno in tournée: “La rigenerazione” con Nello Mascia e la regia di Valerio Santoro, “Gli occhi della guerra” di e con Fausto Biloslavo e Gian Micalessin e “Breve enciclopedia delle porte” del Teatro dei Gordi.
A ciò si aggiungono l’attività site specific (è in corso ed è sempre sold out “Miramare Mystery” produzione concepita per il Parco di Miramare, sarà ancora in repertorio “Rossetti Open”, si riproporranno le collaborazioni con il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Ateneo di Trieste come gli eventi del Bloomsday) e la produzione concepita per i ragazzi e i bambini a partire da “Sognando Don Chisciotte” di Elke Burul per la regia di Luciano Pasini con gli allievi della Scuola StarTs Lab (altri progetti saranno annunciati in seguito) fino ad arrivare ai Piccoli di Podrecca che proporranno il loro “Varietà” alla Sala 1954 e intanto in questi mesi percorrono la regione, le aree confinanti e saranno anche a Roma con “Podrecca on the Road”.
La programmazione ospite per i cartelloni di Prosa e Scena Contemporanea si sviluppano in coerenza alle linee del progetto di produzione e propongono al pubblico del territorio un quadro il più possibile ricco e stimolante di quanto offra il panorama teatrale sul piano dei contenuti, delle scritture, delle letture registiche e delle interpretazioni attoriali.
Dopo “Le ultime lune” la Stagione di Prosa si mantiene in ambito contemporaneo con una riflessione sulla Storia europea che ha preso forma teatrale in seno al Mittelfest, un osservatorio privilegiato: “L’alba dopo la fine della Storia” di Paolo di Paolo nella drammaturgia e regia di Giacomo Pedini.
Guarda alla storia recente del territorio “Orcolat ’76” con Simone Cristicchi: una contaminazione di teatro, recitazione, musica (ci sono la FVG Orchestra e il Coro del Friuli Venezia Giulia) per ricordare il dolore a 50 anni dal terremoto in Friuli, ma anche l’eroismo ammirevole della ricostruzione.
Con il già citato Pirandello di “Non si sa come” si entra nella dimensione dei classici: Carlo Goldoni e la sua commedia-testamento “Una delle ultime sere di carnovale” saranno oggetto del lavoro registico di Valerio Binasco e della compagnia dello Stabile di Torino, che in questi anni hanno proposto al Rossetti spettacoli molto belli come “Cose che so essere vere”. Dopo “Emigranti”, spettacolo di produzione, sarà la volta di Bertolt Brecht, autore che manca dal Politeama Rossetti dal 2017 e che in questa stagione invece diviene oggetto di un approfondimento speciale. Mentre alla Sala Assicurazioni Generali si applaudirà “Madre Courage e i suoi figli” nella regia di Leo Muscato e nell’interpretazione di Lunetta Savino, alla Sala Bartoli sarà in scena “Una madre coraggio” monologo che Michele Santeramo trae da Brecht e che ci viene restituito dallo straordinario talento di Laura Marinoni: due visioni sul grande scrittore di Augusta, due protagoniste, diverse, complementari, emozionanti.
Sempre nell’aura dei classici e delle intriganti riletture registiche si inserisce “Il ritratto di Dorian Gray” coprodotto dallo Stabile, mentre si passa alla drammaturgia contemporanea internazionale con “People, places and things” di Duncan Macmillan, una delle punte di diamante della stagione, con la regia di Pierfrancesco Favino. Uno spettacolo necessario, duro e incalzante, che riflette sul tema delle dipendenze e si avvale di una bella compagnia e di Anna Ferzetti - fresca di Nastro d’Argento - nel ruolo della protagonista.
Ancora contemporaneità con la produzione “Quando scende la notte”, per passare poi a un altro attesissimo titolo ospite, fra i più applauditi nel panorama italiano: “Non ti pago” di Eduardo De Filippo. La gustosa commedia arriva nella regia storica di Luca De Filippo con un cast perfetto capeggiato da Luca Ficarra.
Sarà poi la volta de “La Mandragola” di Machiavelli diretta da Guglielmo Ferro che trasporta gli intrighi cinquecenteschi di questo sottile classico in un presente affine, dominato dagli interessi: protagonisti Massimo Venturiello e Maurizio Micheli.
Allo stesso orizzonte temporale appartiene anche “Orlando Furioso” di Ludovico Ariosto, sfida accolta da Davide Livermore, regista che ha incantato la platea del Rossetti con spettacoli impeccabili. Cast di assoluto rilievo - Anna Della Rosa, Linda Gennari, Annamaria Ghirardelli, Mariangela Granelli, Laura Marinoni, Fulvio Pepe - molto declinato al femminile, come d’altra parte suggerisce l’Ariosto stesso: “Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori, le cortesie, l'audaci imprese io canto”.
Nel costante alternarsi fra classici, attualizzazioni e scritture contemporanee la Stagione Prosa prosegue con “Enigma” di Hugh Whitemore con protagonista Peppino Mazzotta diretto da Giovanni Anfuso: storia intrigante del genio che decodificò la macchina enigma rovesciando le sorti della seconda guerra mondiale. Poi lo shakespeariano “Riccardo III”: nella visione di Antonio Latella il sovrano assetato di potere incarna il male, ma nelle fattezze affascinanti di Vinicio Marchioni.
Con “Prima del temporale” arriva sul palcoscenico del Politeama un momento di teatro assoluto: diretto da Massimo Popolizio il massimo Maestro del teatro italiano, Umberto Orsini è protagonista di una serata in cui racconta sé stesso e attraversa grandi testi teatrali. Sale esaurite e standing ovation in tutta Italia hanno accolto Orsini nella prima parte della tournée.
Si prosegue con le produzioni “Jeanne d’Arc au bûcher” e “Molière. L’arte della beffa” per chiudere il cartellone ufficiale della Prosa nel segno dell’eccellenza d’autore contemporaneo: Stefano Massini tratteggia il profilo di Putin ne “Lo Zar”, Marco Paolini contamina teatro, musica, video e assieme al grandissimo Paolo Fresu e a Rajeev Badhan racconta in “Fiumi scomparsi” i fiumi sotterranei di Trieste.
La stagione di Prosa si completa con alcuni eventi esterni al percorso d’abbonamento: ritorno del nostro “Romeo e Giulietta”, il cabaret di Paolo Rossi e Bebo Storti ne “L’opera del delinquente”, la sperimentazione ironica di Carrozzeria Orfeo in “Misurare il salto delle rane”, la contaminazione fra teatro, storia e reportage di Aldo Cazzullo ne “Il genio italiano” e la divertente commedia di Eric Assous “Le nostre donne” raccontate da un simpatico cast maschile: Luca Bizzarri, Enzo Paci, Antonio Zavatteri.
Nelle linee del progetto di produzione e del cartellone di Prosa è già inscritta l’attenzione che lo Stabile riserva alla drammaturgia degli autori viventi, alla ricerca, alla creatività emergente e alla contaminazione, per aprire lo sguardo sulle prospettive del teatro presente e futuro. Tutte queste linee si condensano e si intrecciano - con ampie possibilità di scelta per lo spettatore e di costruirsi un proprio percorso d’interesse - nella programmazione del cartellone “Scena contemporanea” alla Sala Bartoli, completamente vocato a porre in luce queste visioni.
Ad aprire il cartellone è il trittico che il Festival Festil diretto da Tommaso Tuzzoli e Federico Bellini seleziona per “Scena Contemporanea” consolidando il rapporto di collaborazione con lo Stabile regionale: è una panoramica sui linguaggi più accesi e gli artisti più interessanti della ricerca. La compongono “Scemi del villaggio” di Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guerrieri che vi denunciano la crescita di città respingenti per il benessere delle persone, “Untold” della compagnia Unterwasser che contamina teatro di figura e arti visive e “Povero diavolo” di Anagoor che con Luca Altavilla studia la figura e l’ironia di Arlecchino nel contesto attuale.
Dopo le produzioni “L’alienista” e “Che vita spericolata!” e il già citato “Una madre coraggio” sarà la volta della prima contaminazione fra teatro contemporaneo e letteratura: “I cioccolatini di Olga” ispirato a Philip Roth nella drammaturgia e regia di Laura Angiulli. Con “Oliviero” la ricerca partecipe di Gianpiero Borgia si concentra sulle “occupazioni vocazionali” sulla storia vera di un operatore sociale e del suo assistito. Omaggio a Dario Fo, “Mistero buffo”, riporta a Trieste Ugo Dighero dopo il successo della scorsa stagione, in “Nel blu” - premio UBU 2025 - la contaminazione avviene con il mondo della musica leggera, nel ritratto che Mario Perrotta fa di Domenico Modugno e del periodo del boom. Narrativa, musica, recitazione confluiscono anche ne “La variante di Lüneburg” che Walter Mramor e Kledi Dibra interpretano dal romanzo di Paolo Maurensig. Dopo la produzione “Vergarolla una strage dimenticata” sarà nuovamente un romanzo ad ispirare la scena: “Isidoro” che fonde le sensibilità dell’autore e interprete italiano Enrico Ianniello e del regista catalano Pau Mirò.
Dopo “La forza debole” che lo Stabile coproduce si passa all’eclettismo di Moni Ovadia che propone “Sorridere, ridere, sganasciarsi, scompisciarsi”, irresistibile lezione di umorismo fra witz, barzellette, paradossi e nonsense.
A marzo il linguaggio contemporaneo nelle sue diverse declinazioni porterà a riflettere sulla condizione femminile e poi sui temi dell’inclusione. Si inizia con Alessandro Albertin autore e interprete de “L’urlo”: spaziando fra cronache, riflessioni personali, classici teatrali indaga i motivi che portano al femminicidio. In “Happy Birth+Day” di Anna Zago tre donne di oggi si confrontano con le icone femminili di Maria Callas, Marilyn Monroe e Jacqueline Kennedy. La compagnia Under 35 Les Moustaches invece porta in scena “La difficilissima storia della vita di Ciccio Speranza” di Alberto Fumagalli, storia di un ragazzo di periferia che vuole danzare nonostante pregiudizi e limiti di una corporatura imponente. Infine “Beata oscenità” che ripercorre - grazie alla coraggiosa interpretazione di Gianluca Ferrato diretto da Serena Sinigaglia - la vita incredibile di Giò Stajano, una delle prime donne transessuali italiane. La drammaturgia è di Massimo Sgorbani.
Con “La firma”, inedito di Valerio Vestoso recitato da Antonio Bannò si ritorna al monologo ironico ispirato ai paradossi dell’attualità.
È invece la Storia recente - dopo “Argo” - a dominare in “Marcinelle” di Ariele Vincenti: sulle privazioni e le fatiche dei minatori italiani impiegati nelle miniere del Belgio, fino alla tragedia dell’8 agosto 1956.
Da più stagioni lo Stabile intreccia le storie e i linguaggi dello sport a quelli della scena e quest’anno questo dialogo prosegue con “La maglia nera” in cui Matteo Caccia autore e protagonista rivive la storia del ciclista Luigi Malabrocca, “ultimo” al Giro d’Italia.
Il tema della responsabilità, delle contraddizioni morali, dell’abuso domina “Tape” e la scrittura avvincente dello statunitense Stephen Belber, noto sceneggiatore cinematografico e di serie tv.
Tratto dal romanzo di Margaret Atwood - divenuto popolare grazie alla serie televisiva - “Il racconto dell’ancella” approda a teatro in un racconto distopico che pone luce sulla libertà femminile, interpretato da Viola Graziosi. Rajeev Badhan che ci ha affascinati rileggendo con il suo linguaggio contaminato molti classici, affronta “Lo zoo di vetro” di Williams con gli attori di SlowMachine.
Il Gruppo della Creta in “Nelle puntate precedenti” invita a fruire del teatro secondo la serialità, in cinque puntate scritte da diversi giovani autori, tutte connesse ma anche autonome. “L’invasione delle api” di Maria Teresa Berardelli è il testo vincitore del Premio Nazionale Teatro Biondo per la nuova drammaturgia 2025 e sarà messo in scena da Andrea Baracco. Infine ancora teatro e sport: il calcio mitico de “Il grande Torino” con Gianfelice Facchetti che ne è anche autore con Marco Bonetto.
Anche la “Scena contemporanea” si completa di alcuni eventi ulteriori, fra cui ricordiamo “Il diario di Anna Frank” una mono-opera di Grigori Frid diretta da Bruno Berger Gorski, “La serenata al vento” di Aldo Finzi diretta da Davide Casali sempre a cura del Festival Ullmann, “Ti regalerò una rosa” con Myriam Cosotti e Antonio Veneziano che ne è l’autore e “Suez” di Sara Alzetta che lo interpreta con Boris Kobal.
È molto attesa la ricca proposta del cartellone Musical illustrato dal direttore organizzativo Stefano Curti: un assieme di dieci titoli in cui ottime produzioni italiane si alternano a esclusività internazionali che connotano la programmazione del Rossetti, assicurandogli un ruolo fra i palcoscenici più accreditati per la programmazione di questo genere. Ma a brillare di luce speciale è quest’anno soprattutto il ritorno di “The Phantom of the opera” il capolavoro di Andrew Lloyd Webber che proprio al Politeama Rossetti è andato in scena per la prima volta in Italia, nella bella edizione firmata da Federico Bellone nel giugno 2023. Un evento applaudito dallo stesso compositore che raggiunse Trieste per l’occasione ad una delle repliche… È con particolare emozione dunque che sarà riaccolto ad aprile lo stesso allestimento, per sognare ancora con l’amore romantico e un po’ noir di Christine Daaé e del misterioso uomo mascherato che vive nei sotterranei dell’Opera di Parigi. La storia si sviluppa lungo una partitura irraggiungibile, con arie entrate nel repertorio delle star del musical, del pop e anche della lirica di tutto il mondo.
E sarà proprio quella di un leggendario “Phantom” - John Owen Jones - la voce che lo Stabile pone al centro di un esclusivo evento live internazionale. Il concerto “John Owen Jones. Live in Trieste” è infatti la sua prima e unica data in Italia. Pluripremiato a livello internazionale, ha interpretato Jean Valjean e il Fantasma battendo ogni record ed è riconosciuto come colui che ha ridefinito questi ruoli per il pubblico moderno. Dopo aver conquistato il West End, Broadway e il mondo con una voce di una potenza e di un’emozione rarissime John Owen Jones sarà qui accompagnato da brillanti musicisti in un repertorio di classici del musical e altri brani famosi.
Il cartellone propone poi interessanti produzioni italiane: a inizio dicembre si entrerà in clima natalizio con “A Christmas Carol” ambientato nella Londra di fine Ottocento fra i sogni dell’avaro Scrooge, interpretato da Roberto Ciufoli. Le musiche sono di Alan Menken (che ha reso memorabili “La Sirenetta” e “La bella e la bestia”). Una vera festa sarà poi il ritorno di “Notre Dame de Paris” a poche settimane dalla celebrazione del venticinquennale dello spettacolo icona di Riccardo Cocciante. Sul palco il cast intramontabile, con protagonisti vecchi e nuovi: Giò Di Tonno, Elhaida Dani, Angelo Del Vecchio/Alessio Spini, Gianmarco Schiaretti/Matteo Setti, Graziano Galatone/Luca Marconi, Vittorio Matteucci/Massimiliano Lombardi, Camilla Rinaldi/Beatrice Blaskovic.
Come sempre ci si avvicina al nuovo anno in musica con il “Galà dell’Operetta e del Musical”: nella serata - con la regia di Andrea Binetti, la FVG Orchestra diretta da Romolo Gessi, cantanti, coro, coreografie e un programma variopinto - sono tributati il Premio Internazionale dell’Operetta e il Premio Nazionale Sandro Massimini.
Lo spettacolo con cui si festeggia il Capodanno è tradizionalmente gioioso e musicale: si aggiunge questa volta la spettacolarità del ghiaccio. Ritorna “Cinderella on Ice” con la compagnia Imperial Ice Stars. Dopo l’attenzione data al pattinaggio dalle Olimpiadi Milano-Cortina, non si guarderanno con gli stessi occhi le incredibili acrobazie di questi atleti-danzatori.
Molto atteso è “Gloria. Il Musical” scritto e diretto da Toni Fornari sulle musiche di Umberto Tozzi, un juke box musical italiano. La canzone che ha conquistato il mondo e molte generazioni, inserita nelle colonne sonore di “Flashdance”, “The Wolf of Wall Street”, “Glee” e “La casa di carta”, ispira ora un musical su una donna volitiva che si afferma secondo i suoi sogni. Assieme a “Gloria” si ascolteranno tante hit che appartengono all’immaginario collettivo, concepite nei 50 anni di carriera di Tozzi.
Raffinata e multidisciplinare è la proposta di Andrea Ortis, regista e interprete di “Frida Opera Musical” che immergerà il Rossetti nel mondo immaginifico della pittrice messicana, sulle musiche di Vincenzo Incenzo. Nel cast molti nomi noti del musical, a partire da Antonello Angiolillo.
Un tuffo nella musica dei Beatles può salvare una vita: sul loro irraggiungibile repertorio e con un messaggio importante nasce “All you need is love” dall’idea originale di Sandro Cisolla e Chiara Canzian che ne è anche protagonista con Jacopo Sarno.
Infine un altro musical che custodisce un messaggio d’impegno, rivolto soprattutto ai giovani: “Il ragazzo dai pantaloni rosa” di Massimo Romeo Piparo. Nasce dalla storia vera di Andrea Spezzacatena bullizzato fino al suicidio. Il teatro può essere specchio della società e far riflettere, secondo il regista, anche - o forse in particolare - attraverso la freschezza di un juke box musical. Protagonisti Samuele Carrino e Sara Ciocca assieme a Rossella Brescia.
Il cartellone “Danza, Circo e Performance” punta soprattutto al panorama internazionale: si parte con l’Argentina e con uno show di tango che ha fatto la storia e ha conquistato record nel mondo (da Broadway al Festival di Spoleto). “Forever Tango” di Luis Bravo ci racconta questo ballo attraverso le evoluzioni di 14 ballerini e musiche dal vivo. La seconda immancabile tappa è quella de “Lo Schiaccianoci” nella classica esecuzione dell’Ukrainian Classical Ballet ove brilla quest’anno il solista internazionale Julian MacKay, fra i più richiesti della giovane generazione. Saranno inoltre incluse nella compagnia alcune giovani ballerine selezionate dalle scuole del territorio.
Può la musica classica diventare esilarante? Certamente, se si assiste a “Les Virtuoses” performance dei fratelli Mathias e Julien Cadez, che senza avvalersi delle parole, trasformano un recital pianistico in una gara di surreale comicità.
Si ritorna alla danza più pura, seducente, perfetta con il “Complexions Contemporary Ballet” compagnia statunitense fondata nel 1994 dal coreografo Dwight Rhoden e al leggendario ballerino e coreografo Desmond Richardson: a Trieste - unica città italiana - andrà in scena il loro nuovo programma sulle musiche di Sam Smith.
Un gradito ritorno per un pubblico trasversale sarà quello di Arturo Brachetti in SOLO, il one man show più applaudito degli ultimi anni.
Si ritorna negli Stati Uniti con “Rock the Ballet” eseguito da un assieme tecnicamente impeccabile ma dall’energia… rock. I ballerini passano dal classico ad acrobazie mozzafiato e alla street dance contemporanea, rivelando un carisma irresistibile. A Trieste in esclusiva nazionale.
Non necessita presentazioni “Slava’s Snowshow” del miglior clown al mondo, capace di creare un teatro che nasce dai sogni e dalle fiabe e che restituisce a tutti lo sguardo meravigliato dell’infanzia. È una delle più potenti esperienze che il teatro oggi possa regalare.
“Nel mondo con le stelle” a cura di Federico Zeno Bassanese è un Gala che il ballerino triestino in forza al Magdeburg Ballet costruisce invitando sulla scena tanti colleghi italiani che stanno facendo carriera all’estero e sono felici di esibirsi nuovamente “a casa”. Lo Stabile aveva già prodotto su questa linea e raccontato la difficoltà dei giovani talenti di affermarsi professionalmente nel panorama italiano (“La fuga delle voci”, “Corpi in fuga”).
Infine la Yoann Bourgeois Art Company che presenta “The Infinite Approach” che è stato l’evento dell’ultima Biennale Danza, uno spettacolo che porta in sé un paradosso: dare forma all’infinito, senza mai racchiuderlo. Yoann Bourgeois è un artista rinomato e i suoi spettacoli rappresentano una connessione fra danza e Nouveau Cirque.
Lo Stabile impreziosisce la Stagione 2026-2027 con una proposta di “Teatro brillante” ove appaiono ad esempio “Spettacolo teatrale” con Maccio Capatonda, “Bello di mamma” con Enrico Brignano, “Din Don Down” con Paolo Ruffini, gli show di Angelo Pintus, Katia Follesa e soprattutto l’atteso ritorno di Virginia Raffaele che - dopo “Samusà” - ancora una volta guidata da un regista della statura di Federico Tiezzi, racconta in “Bancàl” l’universo del circo, sospeso fra realtà e fantasia.
Alla programmazione istituzionale dello Stabile si aggiungono regolarmente, nel corso della stagione altri recital, concerti ed eventi fuori abbonamento.
Un evento di alto profilo, una collaborazione di prestigio che fa storia a sé è quella dello Stabile regionale con i Wiener Symphoniker che anche nella Stagione 2026-2027 regaleranno una rassegna di tre concerti di livello internazionale nel festival “Primavera da Vienna” in programma fra il 19 e il 21 marzo 2027. I biglietti sono già in vendita.
La Stagione 2026-2027 sarà accompagnata da un ricco programma di iniziative di divulgazione culturale, approfondimento, formazione.
Lo Stabile la organizza molto spesso in sinergia con partner importanti come l’Università degli Studi di Trieste, i Civici Musei di Storia e Arte, il Circolo della Cultura e delle Arti, la British School del Friuli Venezia Giulia.
I calendari dettagliati verranno diffusi a partire da ottobre, ma fin d’ora sono confermati la seconda edizione del seguitissimo ciclo “Quelli di Shakespeare al Rossetti: interviste impossibili e insospettabili confessioni” a cura di Laura Pelaschiar, professore associato di Letteratura inglese all’Università di Trieste, gli approfondimenti e le conversazioni con i protagonisti a cura di Paolo Quazzolo, storico del teatro e accademico all’Università di Trieste e il ciclo “Peter Brown presents” curato dal direttore della British School e dedicato ai testi di area anglosassone.
Un’attività di produzione e programmazione così ampia non sarebbe possibile senza il prezioso contributo professionale di ogni membro dello staff del Teatro, cui va un grazie come a tutto l’assieme creativo di artisti, autori, attori, collaboratori con cui lo Stabile è in rapporto. Fondamentali sono naturalmente le reti e le sinergie che lo Stabile regionale ha intessuto sul piano nazionale come sul territorio: un grazie va a tutte le istituzioni, realtà culturali e artistiche, circuiti, realtà teatrali e non, con cui si è dialogato per costruire nuovi progetti.
Il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ringrazia la Fondazione CRTrieste e Generali.
Un grazie a tutti i Soci, in particolare al Comune di Trieste e alla Regione Friuli Venezia Giulia.
Grazie a tutti gli altri sponsor per la sensibilità a sostegno dell’attività - tesa ad offrire al pubblico arte, cultura, pensiero, divertimento di qualità - in cui costantemente lo Stabile s’impegna.
Dal sito del Teatro Stabile www.ilrossetti.it che a partire da oggi pubblicherà le informazioni su spettacoli, prezzi, formule di abbonamento relative alla nuova Stagione si accede direttamente all’acquisto e alla prenotazione mentre rimane attivo per informazioni il tel 040-3593511.
La campagna abbonamenti parte giovedì 9 luglio e la Biglietteria del Rossetti assieme a tutti i punti vendita dello Stabile regionale assicurerà assistenza per gli acquisti, per la scelta delle formule di abbonamento e per le prenotazioni. Saranno in distribuzione le brochure informative. Le riconferme dei turni fissi avranno come scadenza il 4 settembre.
L’ufficio stampa