PRESENTATA IL 2 SETTEMBRE AL NUOVA STAGIONE DEL TEATRO STABILE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA
- 2 Settembre 2010
- Generale
“Io amo il Rossetti”: questo lo slogan che, attraverso la grafica, viene suggerito dalla campagna marketing del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia per la Stagione 2010-2011.
Ed in effetti lo Stabile mira a diventare il “teatro del cuore” per un pubblico sempre più vasto, in città, in regione e oltre, e contestualmente desidera porsi quale punto di riferimento per un numero sempre maggiore di artisti e compagnie italiane e internazionali.
Lo dimostrano chiaramente le linee del nuovo cartellone, presentato giovedì 2 settembre al Circolo Aziendale delle Assicurazioni Generali, nell’ambito di una conferenza stampa cui hanno preso parte, alla presenza di Giovanni Perissinotto CEO del Gruppo Generali, il Presidente del Teatro Paris Lippi, il direttore Antonio Calenda e il direttore organizzativo Stefano Curti.
Il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia possiede da sempre un ruolo centrale, nell’articolato sistema teatrale regionale, quale principale realtà produttiva di spettacoli di prosa. Una specificità che gli viene riconosciuta ed è molto apprezzata in ambito nazionale e anche oltre, come dimostrano le fitte e applaudite tournée compiute dai numerosi spettacoli di produzione (saranno otto quelli in scena nel 2010-2011), spesso rappresentati addirittura al di là dei confini italiani.
Accanto a tale eccellenza sul piano produttivo, lo Stabile nelle stagioni recenti ha acquistato un’ulteriore specificità sul piano delle ospitalità: piano ove ha espresso fortemente la propria vocazione – basata su ragioni storiche, geografiche, culturali – al confronto e allo scambio con l’estero (una quindicina dei 61 titoli in locandina sono produzioni internazionali).
I cartelloni recenti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, e quello della stagione 2010-2011 in particolare, appaiono fra i più originali da questo punto di vista in Italia: non si limitano infatti a presentare titoli internazionali che le agenzie circuitano nelle principali piazze europee, ma propongono molti spettacoli “in esclusiva”, o al loro debutto italiano, immaginati e direttamente gestiti dallo Stabile. Sono il frutto dello sviluppo di un tessuto di rapporti con altri teatri europei e internazionali (i partner dello Stabile sono fra i leader dello spettacolo dal vivo in Europa, dalla Stage Entertainment all’Ambassador Theatre Group, dalla David Ian Productions alla BB Promotion), e della creazione di una credibilità importante per il presente e il futuro dello Stabile regionale.
Quindi impegno produttivo, respiro europeo, desiderio di mettersi in gioco offrendo al pubblico un ampio ventaglio di possibilità e abbattendo confini geografici e culturali: a queste linee si intreccia l’imprescindibile dettato della qualità artistica, in base al quale si declinano le scelte del direttore Antonio Calenda. Scelte che – articolate nei cartelloni Prosa, Musical & grandi eventi, della Danza, degli altripercorsi a cui si aggiungono un settore dedicato al Cabaret e lo spazio consueto dei concerti – porteranno a Trieste artisti di primo livello. Fra gli attori spiccano infatti i nomi di Simon Callow, Gabriele Lavia, Laura Marinoni, Ugo Pagliai e Eros Pagni, Giulia Lazzarini e Andrea Jonasson, Massimo Popolizio, Franco Branciaroli, Roberto Herlitzka, Lello Arena e in un dialogo fitto con il cinema Elio Germano, Claudio Santamaria e poi Claudio Gioè, Valerio Binasco, Fausto Russo Alesi… Nella regia, accanto ad Antonio Calenda, troveremo Lluis Pasqual, Massimo Castri, Federico Tiezzi, Marco Sciaccaluga, Arturo Cirillo, Cesare Lievi, Gabriele Vacis, Juan Diego Puerta Lopez, Cristina Pezzoli. Non è da meno la raffinatezza di cartelloni che potremmo supporre volti al mero intrattenimento come quelli del Musical e della Danza e dove invece spiccano titoli ricercati come Chess e Spamalot, lo Swan Lake di Matthew Bourne e compagnie prestigiose come l’American Ballet II, i Complexions, i Momix.
Da sottolineare ancora i temi portanti che guidano la riflessione proposta dal cartellone Prosa e altripercorsi: il direttore Calenda ha optato per una continuità con i percorsi di approfondimento avviati in passato, dunque ritroveremo la ricerca dedicata alla drammaturgia contemporanea (Jean Marie Besset, Lars Norén, Will Eno, Roberto Cavosi, Koltés, Antonio Tarantino, Ruggero Cappuccio Mario Vargas Llosa…), la valorizzazione delle potenzialità del territorio (nella storia e nella cultura della regione indagano Franco Però e Sabrina Morena ne Il viaggio di Caterina, ritorna l’Accademia della Follia con Stravaganza), e l’immancabile attenzione ai classici e alla loro universalità (da Shakespeare a Molière, da Balzac – al centro della produzione di punta della stagione – a Goldoni, ai Classici del Novecento, come Beckett, Garcia Lorca, Testori…).
Il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia consacra il proprio massimo impegno, al campo della produzione, vi fonda e vi esprime la propria identità e le proprie prospettive culturali e artistiche: importanti dunque gli otto spettacoli, in parte nuovi in parte “ripresi”, che saranno proposti nella Stagione 2010-2011.
Mentre saranno impegnati in tournée nazionale l’Edipo Re di Sofocle con Franco Brancairoli coprodotto con il Teatro de gli Incamminati e il Teatro di Messina e La casa di Ramallah di Tarantino con Giorgio Albertazzi, entrambe regie di Calenda già applaudite a Trieste lo scorso anno, la novità principale del nuovo cartellone Prosa sarà L’Affarista di Honoré de Balzac, che lo Stabile allestisce assieme al Teatro di Calabria e al Teatro Quirino. Antonio Calenda vi dirige Geppy Gleijeses nel ruolo del titolo e una numerosa compagnia – ove figurano fra gli altri Marianella Bargilli, Paila Pavese, Osvaldo Ruggieri – impegnata a dar vita alle molte figure che popolano questa squisita commedia capace di parlare al nostro tempo. «La commedia di Balzac – spiega infatti il regista – possiede una stringente attualità, un incredibile impatto sul lettore contemporaneo, poiché tratta temi molto sentiti, come la frenesia e l’immoralità delle speculazioni economiche, lo spietato gioco delle Borse, il mondo losco e cinico degli affari. Proprio il modo incisivo, vero e allo stesso tempo molto ironico in cui l’autore raffigura questo universo ambiguo, e la sua significativa attinenza con il nostro presente, mi ha indotto, assieme a Geppy Gleijeses, a incentrare su questo testo un nuovo progetto di produzione».
La seconda produzione inedita della Stagione 2010-2011 sarà invece concepita per Sala Bartoli: Franco Però dirigerà Il viaggio di Caterina tratto da Il baule di Giovanna di Diana De Rosa, realizzato in collaborazione con la Provincia di Trieste: indaga su un aspetto del passato del nostro territorio rimasto nell’ombra. Ne scaturisce un affresco insolito della Trieste di fine Ottocento di cui viene messo in scena il piccolo mondo di persone umili che all’ombra della città dinamica e ricca, cercavano un’esistenza degna. Fra tali voci spicca quella di Caterina Bainat una cameriera che subisce un processo per infanticidio.
L’inventore del cavallo ritornerà alla Sala Bartoli dopo il successo riscosso nell’ambito della rassegna estiva promossa dalla Provincia Open Door-Teatri a Teatro 2010. Lo spettacolo tratto da Achille Campanile, messo in scena a cura di Luciano Pasini con la supervisione artistica di Antonio Calenda ha la particolarità di essere recitato da quattro ottimi attori professionisti (Adriano Braidotti, Jacopo Venturiero, Giuditta Pasquinelli e Ilaria Zanetti) e dai giovanissimi allievi del Laboratorio Teatro Ragazzi dello Stabile regionale.
Un’altra rentrée in cartellone riguarda Stravaganza di Dacia Maraini che lo Stabile regionale produce assieme all’Accademia della Follia. La pièce sarà in tournée internazionale – replicherà per un lungo periodo in Brasile – e nell’occasione viene riproposta alla Sala Bartoli. Si tratta di teatro che si fa portatore d’impegno civile, umano, sociale attraverso le parole di un’autrice di classe e la regia partecipe di Claudio Misculin.
Nuove repliche anche per Oblivion Show, il fortunatissimo e singolare cabaret coprodotto dallo Stabile regionale e da The Blue Apple e firmato da Gioele Dix. I cinque energici e talentuosi protagonisti vi offrono un caleidoscopio comico-musicale irresistibile e pregevole nell’esecuzione.
Non sarà inserito in questo cartellone ma sarà in tournée nazionale Picasso altra produzione inedita dello Stabile regionale diretta da Calenda con protagonista Girogio Albertazzi.
Con la stagione Prosa – alle cui linee conduttrici abbiamo già accennato e che si svolgerà interamente alla Sala Assicurazioni Generali – Antonio Calenda ha voluto fare omaggio alla figura fondamentale e poetica dell’attore. Per inaugurare in modo assolutamente singolare e significativo il cartellone, il direttore ha quindi scelto un grande attore, per la prima volta di statura internazionale, una star acclamata dei palcoscenici britannici. Si tratta di Simon Callow che reciterà in lingua originale Shakespeare – The Man from Stratford, una commedia inedita, diretta da Tom Cairns e scritta da Johnatan Bate, eminente studioso e autorevole biografo shakespeariano. Un tributo alla figura dell’attore ancora maggiore se si pensa che Callow ci proporrà un excursus fra i più amati personaggi e i passi più suggestivi della drammaturgia del grande elisabettiano. Simon Callow – di cui conosceremo dal vivo le qualità interpretative – è noto al grande pubblico per i suoi ruoli in film famosi tra cui Amadeus, Camera con vista, Shakespeare in Love… A rimarcare la vocazione all’internazionalità dello Stabile regionale, va sottolineato che lo spettacolo è stato applaudito per l’intero mese di agosto al Festival di Edimburgo: a Trieste sarà in esclusiva nazionale.
Accanto al già citato L’Affarista di Balzac, produzione nuova dello Stabile regionale, la Stagione Prosa coniuga una ricca rosa di grandi prove d’attore, di raffinate letture registiche di autori classici, del Novecento e contemporanei. Molière ritorna due volte nel corso del cartellone, con capolavori quali Il malato immaginario – che riporta a Trieste un attesissimo Gabriele Lavia, in veste di protagonista e regista – e Il misantropo, che vedrà Massimo Castri dirigere Massimo Popolizio. Legato al filone shakespeariano è Otello per la regia di Arturo Cirillo, mentre Gabriele Vacis ci proporrà una interessante lettura del goldoniano Rusteghi. La stagione offre poi spazio a grandi maestri del Novecento, capaci di raccontare inquietudini che ancora ci appartengono: ascolteremo il pensiero di Giovanni Testori ne I Promessi sposi alla prova diretto da Federico Tiezzi, Aspettando Godot di Samuel Beckett sarà occasione per apprezzare l’eccellente duetto di due grandi interpreti, Ugo Pagliai e Eros Pagni, un vero tripudio di straordinari maestri della scena, è rappresentato da Donna Rosita nubile di Garcia Lorca, interpretato da tutti i grandi attori strehleriani, da Dettori a Franca Nuti, da Andrea Jonasson a Giulia Lazzarini, diretti da Lluis Pasqual. Del tutto particolare per testo e regia è la proposta de Le signorine di Wilko di Iwaszkiewicz diretto da Alvis Hermanis con Sergio Romano e Laura Marinoni. Appartengono invece al filone della drammaturgia contemporanea il delicato Il vecchio e il cielo scritto e diretto da Cesare Lievi, che segna anche la prima ospitalità di uno spettacolo firmato dal Teatro Giovanni da Udine e dal CSS, Ben Hur di Gianni Clementi con Paolo Triestino e Nicola Pistoia e Lavori in corso di Claudio Fava, diretto da Ninni Bruschetta entrambi improntati a un teatro d’impegno civile.
Dieci titoli, tutti di altissima qualità per il cartellone Musical & grandi eventi, che rilancia nel segno della vocazione al dialogo con l’estero (ben 7 le produzioni internazionali ospitate) e festeggia i dieci anni dal varo del primo “itinerario” interamente dedicato al musical e addirittura il ventennale dalla prima apparizione di un musical (era The Rocky Horror Show) sul palcoscenico della Sala Assicurazioni Generali. Per celebrare l’anniversario, l’apertura è con la prima italiana di Musical Rocks! firmato dal gruppo tedesco EMS Live e costruito come un collage dei numeri d’assieme e duetti più
Ed in effetti lo Stabile mira a diventare il “teatro del cuore” per un pubblico sempre più vasto, in città, in regione e oltre, e contestualmente desidera porsi quale punto di riferimento per un numero sempre maggiore di artisti e compagnie italiane e internazionali.
Lo dimostrano chiaramente le linee del nuovo cartellone, presentato giovedì 2 settembre al Circolo Aziendale delle Assicurazioni Generali, nell’ambito di una conferenza stampa cui hanno preso parte, alla presenza di Giovanni Perissinotto CEO del Gruppo Generali, il Presidente del Teatro Paris Lippi, il direttore Antonio Calenda e il direttore organizzativo Stefano Curti.
Il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia possiede da sempre un ruolo centrale, nell’articolato sistema teatrale regionale, quale principale realtà produttiva di spettacoli di prosa. Una specificità che gli viene riconosciuta ed è molto apprezzata in ambito nazionale e anche oltre, come dimostrano le fitte e applaudite tournée compiute dai numerosi spettacoli di produzione (saranno otto quelli in scena nel 2010-2011), spesso rappresentati addirittura al di là dei confini italiani.
Accanto a tale eccellenza sul piano produttivo, lo Stabile nelle stagioni recenti ha acquistato un’ulteriore specificità sul piano delle ospitalità: piano ove ha espresso fortemente la propria vocazione – basata su ragioni storiche, geografiche, culturali – al confronto e allo scambio con l’estero (una quindicina dei 61 titoli in locandina sono produzioni internazionali).
I cartelloni recenti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, e quello della stagione 2010-2011 in particolare, appaiono fra i più originali da questo punto di vista in Italia: non si limitano infatti a presentare titoli internazionali che le agenzie circuitano nelle principali piazze europee, ma propongono molti spettacoli “in esclusiva”, o al loro debutto italiano, immaginati e direttamente gestiti dallo Stabile. Sono il frutto dello sviluppo di un tessuto di rapporti con altri teatri europei e internazionali (i partner dello Stabile sono fra i leader dello spettacolo dal vivo in Europa, dalla Stage Entertainment all’Ambassador Theatre Group, dalla David Ian Productions alla BB Promotion), e della creazione di una credibilità importante per il presente e il futuro dello Stabile regionale.
Quindi impegno produttivo, respiro europeo, desiderio di mettersi in gioco offrendo al pubblico un ampio ventaglio di possibilità e abbattendo confini geografici e culturali: a queste linee si intreccia l’imprescindibile dettato della qualità artistica, in base al quale si declinano le scelte del direttore Antonio Calenda. Scelte che – articolate nei cartelloni Prosa, Musical & grandi eventi, della Danza, degli altripercorsi a cui si aggiungono un settore dedicato al Cabaret e lo spazio consueto dei concerti – porteranno a Trieste artisti di primo livello. Fra gli attori spiccano infatti i nomi di Simon Callow, Gabriele Lavia, Laura Marinoni, Ugo Pagliai e Eros Pagni, Giulia Lazzarini e Andrea Jonasson, Massimo Popolizio, Franco Branciaroli, Roberto Herlitzka, Lello Arena e in un dialogo fitto con il cinema Elio Germano, Claudio Santamaria e poi Claudio Gioè, Valerio Binasco, Fausto Russo Alesi… Nella regia, accanto ad Antonio Calenda, troveremo Lluis Pasqual, Massimo Castri, Federico Tiezzi, Marco Sciaccaluga, Arturo Cirillo, Cesare Lievi, Gabriele Vacis, Juan Diego Puerta Lopez, Cristina Pezzoli. Non è da meno la raffinatezza di cartelloni che potremmo supporre volti al mero intrattenimento come quelli del Musical e della Danza e dove invece spiccano titoli ricercati come Chess e Spamalot, lo Swan Lake di Matthew Bourne e compagnie prestigiose come l’American Ballet II, i Complexions, i Momix.
Da sottolineare ancora i temi portanti che guidano la riflessione proposta dal cartellone Prosa e altripercorsi: il direttore Calenda ha optato per una continuità con i percorsi di approfondimento avviati in passato, dunque ritroveremo la ricerca dedicata alla drammaturgia contemporanea (Jean Marie Besset, Lars Norén, Will Eno, Roberto Cavosi, Koltés, Antonio Tarantino, Ruggero Cappuccio Mario Vargas Llosa…), la valorizzazione delle potenzialità del territorio (nella storia e nella cultura della regione indagano Franco Però e Sabrina Morena ne Il viaggio di Caterina, ritorna l’Accademia della Follia con Stravaganza), e l’immancabile attenzione ai classici e alla loro universalità (da Shakespeare a Molière, da Balzac – al centro della produzione di punta della stagione – a Goldoni, ai Classici del Novecento, come Beckett, Garcia Lorca, Testori…).
Il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia consacra il proprio massimo impegno, al campo della produzione, vi fonda e vi esprime la propria identità e le proprie prospettive culturali e artistiche: importanti dunque gli otto spettacoli, in parte nuovi in parte “ripresi”, che saranno proposti nella Stagione 2010-2011.
Mentre saranno impegnati in tournée nazionale l’Edipo Re di Sofocle con Franco Brancairoli coprodotto con il Teatro de gli Incamminati e il Teatro di Messina e La casa di Ramallah di Tarantino con Giorgio Albertazzi, entrambe regie di Calenda già applaudite a Trieste lo scorso anno, la novità principale del nuovo cartellone Prosa sarà L’Affarista di Honoré de Balzac, che lo Stabile allestisce assieme al Teatro di Calabria e al Teatro Quirino. Antonio Calenda vi dirige Geppy Gleijeses nel ruolo del titolo e una numerosa compagnia – ove figurano fra gli altri Marianella Bargilli, Paila Pavese, Osvaldo Ruggieri – impegnata a dar vita alle molte figure che popolano questa squisita commedia capace di parlare al nostro tempo. «La commedia di Balzac – spiega infatti il regista – possiede una stringente attualità, un incredibile impatto sul lettore contemporaneo, poiché tratta temi molto sentiti, come la frenesia e l’immoralità delle speculazioni economiche, lo spietato gioco delle Borse, il mondo losco e cinico degli affari. Proprio il modo incisivo, vero e allo stesso tempo molto ironico in cui l’autore raffigura questo universo ambiguo, e la sua significativa attinenza con il nostro presente, mi ha indotto, assieme a Geppy Gleijeses, a incentrare su questo testo un nuovo progetto di produzione».
La seconda produzione inedita della Stagione 2010-2011 sarà invece concepita per Sala Bartoli: Franco Però dirigerà Il viaggio di Caterina tratto da Il baule di Giovanna di Diana De Rosa, realizzato in collaborazione con la Provincia di Trieste: indaga su un aspetto del passato del nostro territorio rimasto nell’ombra. Ne scaturisce un affresco insolito della Trieste di fine Ottocento di cui viene messo in scena il piccolo mondo di persone umili che all’ombra della città dinamica e ricca, cercavano un’esistenza degna. Fra tali voci spicca quella di Caterina Bainat una cameriera che subisce un processo per infanticidio.
L’inventore del cavallo ritornerà alla Sala Bartoli dopo il successo riscosso nell’ambito della rassegna estiva promossa dalla Provincia Open Door-Teatri a Teatro 2010. Lo spettacolo tratto da Achille Campanile, messo in scena a cura di Luciano Pasini con la supervisione artistica di Antonio Calenda ha la particolarità di essere recitato da quattro ottimi attori professionisti (Adriano Braidotti, Jacopo Venturiero, Giuditta Pasquinelli e Ilaria Zanetti) e dai giovanissimi allievi del Laboratorio Teatro Ragazzi dello Stabile regionale.
Un’altra rentrée in cartellone riguarda Stravaganza di Dacia Maraini che lo Stabile regionale produce assieme all’Accademia della Follia. La pièce sarà in tournée internazionale – replicherà per un lungo periodo in Brasile – e nell’occasione viene riproposta alla Sala Bartoli. Si tratta di teatro che si fa portatore d’impegno civile, umano, sociale attraverso le parole di un’autrice di classe e la regia partecipe di Claudio Misculin.
Nuove repliche anche per Oblivion Show, il fortunatissimo e singolare cabaret coprodotto dallo Stabile regionale e da The Blue Apple e firmato da Gioele Dix. I cinque energici e talentuosi protagonisti vi offrono un caleidoscopio comico-musicale irresistibile e pregevole nell’esecuzione.
Non sarà inserito in questo cartellone ma sarà in tournée nazionale Picasso altra produzione inedita dello Stabile regionale diretta da Calenda con protagonista Girogio Albertazzi.
Con la stagione Prosa – alle cui linee conduttrici abbiamo già accennato e che si svolgerà interamente alla Sala Assicurazioni Generali – Antonio Calenda ha voluto fare omaggio alla figura fondamentale e poetica dell’attore. Per inaugurare in modo assolutamente singolare e significativo il cartellone, il direttore ha quindi scelto un grande attore, per la prima volta di statura internazionale, una star acclamata dei palcoscenici britannici. Si tratta di Simon Callow che reciterà in lingua originale Shakespeare – The Man from Stratford, una commedia inedita, diretta da Tom Cairns e scritta da Johnatan Bate, eminente studioso e autorevole biografo shakespeariano. Un tributo alla figura dell’attore ancora maggiore se si pensa che Callow ci proporrà un excursus fra i più amati personaggi e i passi più suggestivi della drammaturgia del grande elisabettiano. Simon Callow – di cui conosceremo dal vivo le qualità interpretative – è noto al grande pubblico per i suoi ruoli in film famosi tra cui Amadeus, Camera con vista, Shakespeare in Love… A rimarcare la vocazione all’internazionalità dello Stabile regionale, va sottolineato che lo spettacolo è stato applaudito per l’intero mese di agosto al Festival di Edimburgo: a Trieste sarà in esclusiva nazionale.
Accanto al già citato L’Affarista di Balzac, produzione nuova dello Stabile regionale, la Stagione Prosa coniuga una ricca rosa di grandi prove d’attore, di raffinate letture registiche di autori classici, del Novecento e contemporanei. Molière ritorna due volte nel corso del cartellone, con capolavori quali Il malato immaginario – che riporta a Trieste un attesissimo Gabriele Lavia, in veste di protagonista e regista – e Il misantropo, che vedrà Massimo Castri dirigere Massimo Popolizio. Legato al filone shakespeariano è Otello per la regia di Arturo Cirillo, mentre Gabriele Vacis ci proporrà una interessante lettura del goldoniano Rusteghi. La stagione offre poi spazio a grandi maestri del Novecento, capaci di raccontare inquietudini che ancora ci appartengono: ascolteremo il pensiero di Giovanni Testori ne I Promessi sposi alla prova diretto da Federico Tiezzi, Aspettando Godot di Samuel Beckett sarà occasione per apprezzare l’eccellente duetto di due grandi interpreti, Ugo Pagliai e Eros Pagni, un vero tripudio di straordinari maestri della scena, è rappresentato da Donna Rosita nubile di Garcia Lorca, interpretato da tutti i grandi attori strehleriani, da Dettori a Franca Nuti, da Andrea Jonasson a Giulia Lazzarini, diretti da Lluis Pasqual. Del tutto particolare per testo e regia è la proposta de Le signorine di Wilko di Iwaszkiewicz diretto da Alvis Hermanis con Sergio Romano e Laura Marinoni. Appartengono invece al filone della drammaturgia contemporanea il delicato Il vecchio e il cielo scritto e diretto da Cesare Lievi, che segna anche la prima ospitalità di uno spettacolo firmato dal Teatro Giovanni da Udine e dal CSS, Ben Hur di Gianni Clementi con Paolo Triestino e Nicola Pistoia e Lavori in corso di Claudio Fava, diretto da Ninni Bruschetta entrambi improntati a un teatro d’impegno civile.
Dieci titoli, tutti di altissima qualità per il cartellone Musical & grandi eventi, che rilancia nel segno della vocazione al dialogo con l’estero (ben 7 le produzioni internazionali ospitate) e festeggia i dieci anni dal varo del primo “itinerario” interamente dedicato al musical e addirittura il ventennale dalla prima apparizione di un musical (era The Rocky Horror Show) sul palcoscenico della Sala Assicurazioni Generali. Per celebrare l’anniversario, l’apertura è con la prima italiana di Musical Rocks! firmato dal gruppo tedesco EMS Live e costruito come un collage dei numeri d’assieme e duetti più