PATRIZIA MILANI E CARLO SIMONI RITORNANO CON “LA VEDOVA SCALTRA”
  • 24 Novembre 2004
  • Generale
Avrà il volto di Patrizia Milani la bella Rosaura, protagonista della deliziosa commedia goldoniana La vedova scaltra, testo a partire dal quale l’autore fa partire la sua fondamentale “Riforma del teatro comico”.

Lo riallestisce ora – e lo propone al Politeama Rossetti a partire dal 24 novembre – il Teatro Stabile di Bolzano, con la sua affiatatissima compagnia diretta da Marco Bernardi.

«Ne La vedova scaltra – commenta il regista – l’autore è riuscito a creare dialoghi vivaci e stringenti, ad organizzare intrecci divertenti e sostenuti da un ritmo davvero settecentesco, tratteggiando alla perfezione i caratteri dei suoi personaggi, tanto da riuscire a penetrare nel loro animo».
L’allegria delle maschere, i travestimenti, il fil rouge dell’amore che vena l’intera commedia e lo sfondo d’effetto del carnevale veneziano sembrerebbero infatti già sufficienti a rendere La vedova scaltra un piacevolissimo, irrinunciabile momento di grande teatro. Ma la commedia – datata 1748 – cela ancora molte preziosità: fin dal debutto ebbe grande successo e un notevolissimo numero di repliche, affascinando il pubblico con la perfetta armonia di “Mondo” e “Teatro” che l’autore seppe infondervi.
«Sebbene le commedie da me date avessero tutte avuto fortuna – scrisse a tale proposito Carlo Goldoni – nessuna fu fortunata come questa. Ebbe trenta repliche dappertutto fu rappresentata con lo stesso esito felice. L’inizio della mia riforma non poteva avere conseguenze più fervorose».
Assieme agli applausi però La vedova scaltra ricevette anche attacchi pericolosi, soprattutto dall’Abate Chiari, un rivale di Goldoni che copiò la commedia riproponendola – condita da dure battute contro l’originale – a propria firma e con il titolo La scuola delle vedove. Una reazione all’innovazione che Carlo Goldoni allora rappresentava: egli desiderava purificare il teatro del suo tempo dai lazzi eccessivi della Commedia dell’Arte, dagli stereotipi ormai troppo marcati, dalle libertà che gli attori – improvvisando – si prendevano rispetto la drammaturgia.
Un’operazione coraggiosa e complessa, che l’autore intraprese da solo, scrivendo le commedie per intero, cercando di costruire vicende, trame, personaggi in modo naturale, realistico, guardando con nuova attenzione ai caratteri, più profondi, ricchi, finalmente lontani dai clichés della tradizione dell’Arte.
La vedova scaltra è la prima commedia in cui Goldoni interviene in questo senso, equilibrando con grande maestria innovazione e concessioni al gusto del pubblico ( ne è un esempio eclatante la “convivenza” nello spettacolo delle maschere con figure più sensibilmente tratteggiate) e inventando – nel personaggio di Rosaura – un vero carattere, una “femminista ante litteram”, donna forte e decisa che sembra quasi una “prova generale” della più celebre Mirandolina, protagonista de La Locandiera.

La commedia mette in scena la storia di una giovane vedova – Rosaura – che vorrebbe prendere nuovamente marito: ad un ballo diversi uomini restano affascinati da lei e addirittura quattro pretendenti le presentano i rispettivi omaggi l’indomani. Sono quattro “vitelloni” in cui Goldoni sembra canzonare in qualche modo i viaggiatori del Grand Tour, esperienza allora ritenuta fondamentale nell’educazione di un uomo. Il primo è l’italiano Conte di Bosco Nero che a Rosaura piacerebbe, se non fosse per l’eccessiva gelosia; più incostante e distaccato si dimostra l’inglese Milord Runebif, al contrario è estremamente affettato Monsieur Le Blau, francese, e mostra gran sussiego e classe il nobile spagnolo Don Alvaro. Per recapitare a Rosaura doni e messaggi, tutti si affidano ad Arlecchino, funambolico ed esilarante servitore. Come scegliere fra costoro il giusto compagno? Rosaura – con la scaltrezza che la connota – decide di mettere alla prova i suoi pretendenti: approfittando del carnevale veneziano, incontra e seduce i corteggiatori usando quattro diversi travestimenti, coincidenti con la nazionalità di ognuno. Così verifica la sincerità dei sentimenti di ognuno: dei quattro cavalieri infatti, tre si lasciano tentare dalle misteriose connazionali e solo l’italiano rimane fedele al proprio amore per Rosaura. Durante una festa la donna, svelerà ai pretendenti di aver ordito loro il tranello e offrirà la propria mano al Conte di Bosco Nero.

Marco Bernardi riporta oggi in scena la bellissima commedia goldoniana in una lettura molto raffinata e contemporaneamente ricca di verve: ha scelto una scenografia – firmata da Gisbert Jaekel – tutta giocata su atmosfere e cromatismi settecenteschi e un ricco sfoggio di costumi coerentemente concepiti da Roberto Banci. L’elaborazione musicale è a cura di Franco Maurina e le luci infine sono opera di Andrea Travaglia.

Di primo livello il cast, con una coppia di protagonisti di grandissima esperienza e classe come Patrizia Milani (Rosaura) e Carlo Simoni (Il Conte di Bosco Nero) cui si affiancano Alvise Battain (Pantalone de’ Bisognosi), Gianna Coletti (Marionette), Luigi Ottoni (Arlecchino), Christian Quagli (Birif), Maurizio Ranieri (Foletto), Libero Sansavini (Il Dottor Lombardi), Cristina Scagliotti (Eleonora), Roberto Tesconi (Monsieur Le Blau), Riccardo Zini (Milord Runebif), Andrea Castelli (Don Alvaro de Castiglia).

Con La vedova scaltra – che va in scena per il cartellone “Prosa” del Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia da mercoledì 24 a domenica 28 novembre – lo Stabile regionale avvia nella propria programmazione una parentesi goldoniana che proseguirà con Il bugiardo – portato in scena da Glauco Mauri e Roberto Sturno – e si chiuderà infine con l’Arlecchino servitore di due padroni, saggio conclusivo del laboratorio Teatro Stabile dei Ragazzi, protagonisti i giovanissimi allievi della Civica Scuola d’Arte Drammatica di Trieste. Un’attenzione forte all’autore veneto nel nome del quale, con la messinscena de La donna di garbo, cinquant’anni orsono, è iniziata l’attività e la storia del Teatro Stabile regionale.

Informazioni e acquisti di biglietti, presso la Biglietteria del Politeama Rossetti (da martedì a sabato 8.30-12.30, 15.30-19) e il nuovo Ticket Point di Corso Italia (giorni feriali 8.30-12.30, 15.30-19) e presso le consuete agenzie di Monfalcone (Agenzia Universal), Gorizia (Agenzia Appiani) e Udine (Associazione Culturale Udine Sipario). Informazioni anche sul sito www.ilrossetti.it. e al numero 040/3593511.
Congratulazioni

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