MARGHERITA HACK AL ROSSETTI CON “VARIAZIONI SUL CIELO”
  • 1 Dicembre 2004
  • Generale
«Un’astrofisica, una donna come Margherita Hack con la sua forza ed il suo carisma. La scienza, la fisica, la matematica e i calcoli che spaventano, che allontanano e stancano. Le teorie scientifiche, le scoperte, la curiosità, le verità. Cosa ha spinto Margherita ad andare così infondo fino ad impossessarsi dell’universo e a raccontarcelo? Cosa ha spinto una donna a cercare delle risposte così faticose e così lontane?».

Il tema sul quale si incentra Variazioni sul cielo e la figura della grande astrofisica hanno immediatamente affascinato Fabio Massimo Iaquone, regista di questo spettacolo originalissimo e coinvolgente che al pubblico del Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia – che ne è il produttore assieme a Promo Music – regala un privilegio in più, quello di applaudire sul palcoscenico, nella veste inedita d’attrice, la stessa professoressa Hack. È dai suoi occhi azzurri e profondi che lo spettacolo prende il via, dal suo sguardo sull’universo che ci accompagnerà fino ai confini del visibile. «Mi piace raccontare Margherita – scrive ancora Iaquone nelle sue note di regia – mi piace vederla come Eva che è stata la prima donna a porsi delle domande. La prima curiosa che ha messo piede sulla terra… e allora perché non partire da lei? Mark Twain nel suo Diario di Eva, narra di questa luna sospesa che Eva, spinta dalla curiosità, ha tentato di raggiungere camminandole incontro inutilmente perché la luna si allontanava sempre di più. È un po’ quello che accade a tutti noi, ma a me piace immaginare che la luna, le stelle, i pianeti tutti siano rimasti lì ad aspettare per farsi coccolare da Margherita. Mi piace l’idea di partire dal mondo scientifico, fatto di calcoli di studi e di teorie e tratteggiare tutto ciò in maniera poetica: uno spazio, una figurina, musica e delle immagini… e la testa che vola…!».

Infatti sono proprio questi – le immagini spettroscopiche e oniriche, i video, le parole di Sandra Cavallini, la musica di Valentino Corvino eseguita dal vivo dal gruppo dei C-Project – i codici attraverso i quali lo spettacolo si esprime, codici armoniosamente intrecciati alla pacata saggezza e alla profonda passione di Margherita Hack.

È questo suo atteggiamento in equilibrio fra sete di conoscenza e voglia di gioco, fra sfida e delicatezza, a condurre i colleghi di palcoscenico e gli stessi spettatori attraverso il mistero dell’universo, accarezzandolo senza violarlo o renderlo banale, rileggendolo senza paura. Lo scrutare della ricercatrice non cerca dunque una fuga dalla realtà – quella conosciuta, quotidiana, concreta – ma ambisce a un positivo ampliamento degli orizzonti, a un sano mutare di punti di vista e di prospettive, magari fino ad ipotizzare l’esistenza di un “multiverso”, uno “spazio a grappolo infinito” in cui sarà possibile coesistere con tutti… anche con chi giura d’aver visto gli extraterrestri.

Così, nell’intento di conoscere segreti sulle ombre e le luci dell’universo, scopriremo qualcosa di più anche su noi stessi e magicamente supereremo quell’ipotetica e preoccupante distanza che intuiamo fra astrofisica e poesia, fra sogno e scienza e che proprio nella persona di Margherita Hack riesce a dissolversi completamente. Ispirato dal testo della studiosa intitolato “Sette variazioni sul cielo”, lo spettacolo nasce da un’idea di Sandra Cavallini, attrice e autrice che ammireremo al fianco della Hack: al suo progetto di rielaborare il testo in forma poetica, ha presto aderito la studiosa, che ha collaborato alla stesura – in una sorta di work in progress – attraverso numerose video-interviste.

Variazioni sul cielo di Margherita Hack e Sandra Cavallini per la regia e le creazioni video Fabio Massimo Iaquone è in cartellone allo Stabile regionale per altripercorsi e va in scena dal 3 al 5 dicembre.

Lo spettacolo, liberamente ispirato a Sette variazioni sul cielo di Margherita Hack è interpretato da Sandra Cavallini con la partecipazione straordinaria di Margherita Hack e si avvale delle musiche di Valentino Corvino eseguite dal vivo dai C-Project (Valentino Corvino – violino ed elettronica, Stefano Bussoli – percussioni, Andrea Agostini – tastiere, basso ed elettronica).

Ha creato lo spazio scenico Cristian Taraborrelli. Hanno collaborato alla realizzazione dei video artisti quali il coreografo André Gingras Amos Ben-Tal, Marzia Bolognini, Lydia Bustinduy, Stefano Cocco, Irene Craia, Christophe Dozzi, Vaclav Kunes, Patrick Marin, Luciano Menotta, Francesco Nappa, Miguel Oliveira, Simonetta Pastocchi, Valeriano Pesante, Lukas Timulak, Alex Turra, Bregje van Balen, Medhi Walerski;

È un vero evento che Margherita Hack sia davanti al pubblico del Politeama Rossetti: una studiosa che è nel suo campo, fra gli scienziati più importanti e noti sul piano internazionale. Nata a Firenze -– ma triestina d’adozione – è Accademico Linceo, professore emerito di astronomia all’Università di Trieste, dove per molti anni ha diretto il Dipartimento di Astronomia e l’Osservatorio Astronomico. Si è occupata della struttura e dello stato evolutivo di stelle con caratteristiche particolari, a mezzo di analisi spettroscopiche da terra e da satelliti. Per la sua ricerca ha ottenuto tra i più alti riconoscimenti in Italia e all’estero, ma possiede anche il preziosissimo dono di saper conquistare il pubblico meno preparato facendosi tramite del proprio sapere in modo comprensibile e appassionato. Ricchissima la sua bibliografia: circa duecentocinquanta pubblicazioni su riviste internazionali, sei testi universitari e una quindicina di libri di divulgazione. Tra queste opere vanno almeno menzionate Stellar spectroscopy (in collaborazione con O. Struve, 1969); L’universo violento della radioastronomia (1983), Corso di astronomia (1984), L’universo alle soglie del duemila (1992), Sette variazioni sul cielo (1999), L’universo alle soglie del III millennio (2000), Storia dell’astronomia dalle origini al 2000 e oltre –Leopardi-Hack (2002).

A trasformare la materia di Margherita Hack in uno spettacolo “di luci, suoni, sogni” è stato Fabio Massimo Iaquone, videoartista e sperimentatore che il pubblico dello Stabile regionale ha già conosciuto come autore delle installazioni video in Tosca – Amore disperato di Lucio Dalla e nel recente Iniziali BCGLF di Giovanni Lindo Ferretti e Barberio Corsetti. Con quest’ultimo ha instaurato da molto un significativo sodalizio artistico: assieme hanno lavorato in Woyzeck, Metamorfosi, Medea opera-video di Adriano Guarnieri. Un altro momento significativo della sua carriera è stata la collaborazione con Bob Wilson (per Giorgio Armani Story, Commandment, Relative Lights e Prometeo allestito all’Opera di Atene). Iaquone è molto attivo anche nel campo dell’opera lirica: ha preso parte alla produzione de La voix humaine, Ervartung, Julie e Milton di Spontini, La Bohème, The Turn of Screw e recentemente ha firmato la regia di Candide di Leondard Bernstein per l’Opera de Rennes. I suoi progetti multimediali – Caput VIII, ZOO Concerto per peli e respiro, Cyp 17 (realizzato con Gingras) 01 Zoovenice – sono stati presentati al Palazzo delle esposizioni di Roma, al Festival Internazionale Ponti Oporto Springdance e al Korso Festival in Olanda, all’Opera di Atene e di Roma, alla Biennale di Venezia, a Valencia e a Bombay, mentre i suoi lavori in generale sono stati ammirati alla Mostra del Cinema di Venezia, al Festival di Montreal, al Festival di Nuove Tecnologie di Maubeuge, al Media Wave Video Festival; ha vinto inoltre il Pixel Movie Award. Tra le sue ultime collaborazioni The Essence Obdance del Nederland Dans Theater e per l’Holland Festival Gesualdo Considered as a Murdered di Luca Francescani. Sua infine la regia di Unspoken di Katia Labéque Band.

A Sandra Cavallini si deve invece – oltre alle emozioni che ci regalerà sul palcoscenico – la prima idea di portare in scena il pensiero dell’astrofisica. Impegnata fino al 1992 con la Compagnia Teatro del Vicolo diretta da Antonio Fava, è stata assistente dello stesso Fava in Italia e all’estero per la parte tecnico gestuale nello “Stage Internazionale di Commedia dell’Arte”. Dal 1993 è con il Teatro del Frizzo, dove lavora nuovamente – nella doppia veste di attrice e autrice – sulle suggestioni della Commedia dell’Arte e sull’immaginario popolare. Dal 1995 recita con la Compagnia Teatro Aperto-Teatro Stabile del Dehon a Bologna diretta da artisti quali Antonio Salines, Guido Ferrarini e Luciano Leonesi. Interessanti inoltre l’esperienza con l’“Associazione Familiari delle Vittime della Strage del 2 Agosto di Bologna” e quella di interprete de La città capovolta accanto al musicista Piero Bonaguri e su musiche di di Gilberto Cappelli e Adriano Guarnieri.
Congratulazioni

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