LUNETTA SAVINO È LA NUOVA NORA, ATTUALE E VIVA NELLA RISCRITTURA DI LEO MUSCATO
La “lodoletta” non c’è più: in Casa di bambola – L’altra Nora che Leo Muscato trae dal capolavoro ibseniano,
la protagonista non è più una bambolina vezzeggiata e incompresa, né
può diventare in alcun modo l’eroina protofemmnista che abbandona la
famiglia (per la prima volta in Ibsen intesa quale insostenibile giogo
quotidiano), cosa che tanto scandalo suscitò all’epoca dell’autore
norvegese.
È la maggiore novità della rilettura che Muscato offre di questo capolavoro della drammaturgia, in programma per il cartellone altripercorsi al Politeama Rossetti martedì 10 e mercoledì 11 febbraio, alle ore 20.30. Interpretato dalla brava Lunetta Savino e Paolo Bessegato e da un cast molto interessante, lo spettacolo è prodotto dallo Stabile delle Marche e da LeArt’ Teatro.
Muscato – senza dubbio una delle personalità registiche più decise e
interessanti delle ultime generazioni – ha un modo del tutto personale
di procedere con i classici, da cui è tuttavia profondamente attratto:
non gli basta sottolinearne l’universalità attraverso la creazione di
una messinscena attualizzante. Egli li riscrive: resta fedele al testo
d’origine, ma – come accade per Casa di bambola
– ambienta la vicenda nella nostra contemporaneità, elimina dal
linguaggio ogni pesantezza ottocentesca, libera il testo da ogni
riferimento che possa allontanare nello spazio e nel tempo la storia di
Nora dalla nostra realtà.
Una scelta fondata su una precisa motivazione concettuale: l’operazione
di Ibsen fu rivoluzionaria perché il suo teatro metteva a nudo
fragilità e ipocrisie della borghesia a lui coeva. I suoi drammi
borghesi erano agiti sul palcoscenico e osservati in platea dallo
stesso genere di persone: la reazione dura alla sua provocazione, il
turbamento e – nel migliore dei casi - la riflessione autocritica,
avvenivano perché lo spettatore si riconosceva appieno nelle qualità e
nelle cadute dei personaggi del dramma. Il regista e drammaturgo
Muscato intende dunque, con le proprie operazioni di ri-scrittura,
preservare tale “rapporto di vicinanza” e avvolgere chi assiste allo
spettacolo in un “inferno domestico” di pregnante verità.
Ecco allora il cambiamento della protagonista: oggi abbiamo bisogno di
una Nora diversa, che evoca più che l’eroina del dramma, quella della
donna a cui Ibsen si ispirò. Si seppe infatti che tratteggiò Nora
pensando a una giovane donna, sua ammiratrice, che fu protagonista d’un
grave scandalo. Affetta da una sorta di fragilità mentale, tendeva a
fare acquisti incauti senza il benestare del marito, e quando questi si
ammalò gravemente, lei si accollò segretamente un pesante debito per le
cure. Fu additata da tutta la Norvegia per questa azione e allora
mostrò veri segni di squilibrio, dai quali si riprese solo dopo essere
stata rinchiusa in manicomio dal marito, che le tolse anche la potestà
dei figli.
Ritroveremo molti echi di questa donna nell’applauditissima e surreale
interpretazione che Lunetta Savino dà dell’“altra Nora”: moglie di un
avvocato appena eletto in politica, egoista e carrierista, ci appare un
po’svampita, con comportamenti ripetitivi e leggermente insensati.
Contemporaneamente è vittima di tutti coloro che le stanno attorno,
sempre pronti ad approfittare subdolamente di lei: è di questa natura
il rapporto con il marito, con l’amico medico, addirittura con l’amica
del cuore, che parte con le migliori intenzioni, ma sparisce quando la
sua vita le presenta nuove opportunità… A Nora resta soltanto la fuga:
non un abbandono del tetto coniugale eroico e provocatorio, ma una fuga
piena di fragilità, mossa dall’istinto di sopravvivere.
Nell’assumere contorni semplici, quotidiani, la storia rivista da
Muscato riceve, anche ai nostri occhi, una verità lancinante, denuncia
solitudini, durezze, disperazioni che appartengono alle ombre della
nostra vita.
Accanto all’acuta chiave drammaturgica, impreziosisce il lavoro anche
la precisa, sensibile interpretazione di tutta la compagnia, composta
nella sua interezza da elementi ottimi. Accanto a Lunetta Savino, nota
al grande pubblico per le sue prove cinematografiche e televisive (da Un medico in famiglia al recente Raccontami
al fianco di Massimo Ghini) ma di accuratissima formazione teatrale,
daranno vita a palpitanti figure Paolo Bessegato (il marito), Salvatore
Landolina (l’uomo), Carlina Torta (l’amica), Riccardo Zinna (il
dottore) e Rei Ota (Pony Express).
Hanno collaborato all’allestimento con Leo Muscato – che cura
drammaturgia e regia – Antonio Panzuto per le scene, Federica Sala per
i costumi, Alessandro Verazzi per il disegno luci.
L’ufficio stampa