IN ESCLUSIVA NAZIONALE ARRIVA A TRIESTE IL NUOVO CIRCO DI "TRACES"
- 31 Dicembre 2010
- Generale
Un grande evento – inserito nel cartellone Musical del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – apre il nuovo anno sul palcoscenico della Sala Assicurazioni Generali: si tratta di Traces, il nuovo spettacolo della compagnia canadese “The seven Fingers” che approda a Trieste in “prima nazionale”.
Traces assicura al pubblico un inizio d’anno “al calor bianco”, con un gruppo d’artisti a cui va stretta ogni definizione e capaci di fare veramente tutto, anche di volare.
In scena qualche strumento musicale, due aste alte, una poltrona, stoffa nera, un tavolino… una cornice apparentemente scarna a cui si aggiungeranno pochi altri elementi che mai potrebbero far presupporre il tipo di sorprese a cui Traces condurrà la platea del Politeama Rossetti.
Lo spettacolo infatti, ha fatto il giro del mondo, riscuotendo successi da Parigi a Seul passando per New York e Londra, e lasciando agli spettatori ovunque uno stordimento fatto di poesia, entusiasmo, incanto, divertimento, commozione. Un’emozione a cui si arriva, partendo dalla semplicità, ma attraverso la perfezione di un linguaggio artistico di assoluta suggestione, che connota fortemente la compagnia canadese “Les 7 doigts de la main/ The seven fngers”.
Un nome curioso che svela le linee poetiche del gruppo, fondato nel 2002: storpia l’espressione “come le cinque dita della mano” per sottolineare lo stretto legame che unisce le diverse personalità dell’assieme (composto appunto da sette fondatori) portandole a muoversi ed esprimersi in armonia, seguendo un obiettivo comune, e con un affiatamento incredibile.
I loro spettacoli sono un mélange di linguaggi e forme artistiche differenti, adatte al pubblico di ogni età e provenienza, una fusione d’espressioni che ha meritato ammirazione fin dalla prima esibizione. Musica, canto, disegno e chiaramente le acrobazie ad alto voltaggio: è un modo di andare oltre al circo moderno, librarlo verso un orizzonte che non ha confini.
I cinque giovani artisti in scena sono mossi da un “La” iniziale, una motivazione che li protende verso l’incandescente creatività che è il segno di Traces: si trovano in un rifugio di fortuna, fatto di tela e nastro adesivo. C’è infatti una catastrofe annunciata, a cui reagiscono cercando di esprimere e dirsi tutto, senza lasciare nulla d’incompiuto: come se il darsi in modo esuberante l’un l’altro emozioni, racconti, ricordi potesse proteggerli da ciò che li minaccia.
Ecco allora il loro agire. Che parte da ciò che è normale fare alla loro età: suonare il pianoforte, disegnare, giocare a basket, sfrecciare con lo skateboard, leggere un libro, schermirsi fra abbracci e scaramucce d’amore… Ma ognuna di queste azioni prende forme meravigliose, inimmaginabili, che toccano l’acrobazia, si vestono di lirismo, divertono e sorprendono.
Si gioca con l’illusione dei segni e dei corpi, con il sottile limite fra equilibrio e disequlibrio e lo spettatore resta affascinato, incantato da quelle magie.
I corpi degli artisti vengono proiettati sulla scena con un ritmo che non lascia spazio al respiro, sono vettori delle loro stesse pulsioni creative e dei loro desideri, ogni immagine trascolora nell’altra, la dimensione della realtà è sempre più evanescente anche se il legame con l’oggi rimane forte, sempre… E nel vortice in cui ci accompagnano, i cinque artisti di Traces finiscono addirittura per scivolare su altissime aste infischiandosene della gravità, per volare infilandosi in grandi cerchi di metallo, regalandoci una affascinante alternanza di momenti corali e altri dove emerge la personalità di ogni singolo.
Danno tutti prova di un talento e di una capacità di presa del rischio impensabili: in questa affermazione della vita, in questa energia debordante si condensano i battiti del cuore di Traces, che è una performance di pura energia acrobatica e urbana, allegra ed esplosiva ma che si rivela molto più del puro intrattenimento. È poesia, è messaggio, un’iniezione di energia positiva per guardare con speranza al nuovo anno.
I cinque artisti che ammireremo in scena sono Antoine Carabinier-Lépine, Jonathan Casaubon, Gisle Henriet, Geneviève Morin, Julien Silliau.
Traces nuova produzione della compagnia “The Seven Fingers” è realizzato in coproduzione con le Centre National des Arts d’Ottawa con il sostegno del Conseil des Arts et Lettre du Québec e du Conseil des Arts du Canada. Ne sono autori i cofondatori e direttori artistici Shana Caroll, Isabelle Chassé, Patrick Léonard, Faon Shane, Gypsy Snider, Sébastien Soldevila, Samuel Tétreault.
Il tour italiano dello spettacolo è curato da Just In Time.
Traces va in scena alla Sala Assicurazioni Generali del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, da mercoledì 5 a sabato 8 gennaio alle ore 20.30; govedì 6 e sabato 8 gennaio le recite sono anche pomeridiane con inizio alle ore 16. I biglietti ancora disponibili sono in vendita a prezzi che vanno dai 40 ai 16 euro.
Informazioni complete sono disponibili sul sito internet del Teatro www.ilrossetti.it e al numero telefonico 040-3593511.
La Stagione 2010-2011 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia va in scena grazie al sostegno della Fondazione CRTrieste.
L’ufficio stampa
Traces assicura al pubblico un inizio d’anno “al calor bianco”, con un gruppo d’artisti a cui va stretta ogni definizione e capaci di fare veramente tutto, anche di volare.
In scena qualche strumento musicale, due aste alte, una poltrona, stoffa nera, un tavolino… una cornice apparentemente scarna a cui si aggiungeranno pochi altri elementi che mai potrebbero far presupporre il tipo di sorprese a cui Traces condurrà la platea del Politeama Rossetti.
Lo spettacolo infatti, ha fatto il giro del mondo, riscuotendo successi da Parigi a Seul passando per New York e Londra, e lasciando agli spettatori ovunque uno stordimento fatto di poesia, entusiasmo, incanto, divertimento, commozione. Un’emozione a cui si arriva, partendo dalla semplicità, ma attraverso la perfezione di un linguaggio artistico di assoluta suggestione, che connota fortemente la compagnia canadese “Les 7 doigts de la main/ The seven fngers”.
Un nome curioso che svela le linee poetiche del gruppo, fondato nel 2002: storpia l’espressione “come le cinque dita della mano” per sottolineare lo stretto legame che unisce le diverse personalità dell’assieme (composto appunto da sette fondatori) portandole a muoversi ed esprimersi in armonia, seguendo un obiettivo comune, e con un affiatamento incredibile.
I loro spettacoli sono un mélange di linguaggi e forme artistiche differenti, adatte al pubblico di ogni età e provenienza, una fusione d’espressioni che ha meritato ammirazione fin dalla prima esibizione. Musica, canto, disegno e chiaramente le acrobazie ad alto voltaggio: è un modo di andare oltre al circo moderno, librarlo verso un orizzonte che non ha confini.
I cinque giovani artisti in scena sono mossi da un “La” iniziale, una motivazione che li protende verso l’incandescente creatività che è il segno di Traces: si trovano in un rifugio di fortuna, fatto di tela e nastro adesivo. C’è infatti una catastrofe annunciata, a cui reagiscono cercando di esprimere e dirsi tutto, senza lasciare nulla d’incompiuto: come se il darsi in modo esuberante l’un l’altro emozioni, racconti, ricordi potesse proteggerli da ciò che li minaccia.
Ecco allora il loro agire. Che parte da ciò che è normale fare alla loro età: suonare il pianoforte, disegnare, giocare a basket, sfrecciare con lo skateboard, leggere un libro, schermirsi fra abbracci e scaramucce d’amore… Ma ognuna di queste azioni prende forme meravigliose, inimmaginabili, che toccano l’acrobazia, si vestono di lirismo, divertono e sorprendono.
Si gioca con l’illusione dei segni e dei corpi, con il sottile limite fra equilibrio e disequlibrio e lo spettatore resta affascinato, incantato da quelle magie.
I corpi degli artisti vengono proiettati sulla scena con un ritmo che non lascia spazio al respiro, sono vettori delle loro stesse pulsioni creative e dei loro desideri, ogni immagine trascolora nell’altra, la dimensione della realtà è sempre più evanescente anche se il legame con l’oggi rimane forte, sempre… E nel vortice in cui ci accompagnano, i cinque artisti di Traces finiscono addirittura per scivolare su altissime aste infischiandosene della gravità, per volare infilandosi in grandi cerchi di metallo, regalandoci una affascinante alternanza di momenti corali e altri dove emerge la personalità di ogni singolo.
Danno tutti prova di un talento e di una capacità di presa del rischio impensabili: in questa affermazione della vita, in questa energia debordante si condensano i battiti del cuore di Traces, che è una performance di pura energia acrobatica e urbana, allegra ed esplosiva ma che si rivela molto più del puro intrattenimento. È poesia, è messaggio, un’iniezione di energia positiva per guardare con speranza al nuovo anno.
I cinque artisti che ammireremo in scena sono Antoine Carabinier-Lépine, Jonathan Casaubon, Gisle Henriet, Geneviève Morin, Julien Silliau.
Traces nuova produzione della compagnia “The Seven Fingers” è realizzato in coproduzione con le Centre National des Arts d’Ottawa con il sostegno del Conseil des Arts et Lettre du Québec e du Conseil des Arts du Canada. Ne sono autori i cofondatori e direttori artistici Shana Caroll, Isabelle Chassé, Patrick Léonard, Faon Shane, Gypsy Snider, Sébastien Soldevila, Samuel Tétreault.
Il tour italiano dello spettacolo è curato da Just In Time.
Traces va in scena alla Sala Assicurazioni Generali del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, da mercoledì 5 a sabato 8 gennaio alle ore 20.30; govedì 6 e sabato 8 gennaio le recite sono anche pomeridiane con inizio alle ore 16. I biglietti ancora disponibili sono in vendita a prezzi che vanno dai 40 ai 16 euro.
Informazioni complete sono disponibili sul sito internet del Teatro www.ilrossetti.it e al numero telefonico 040-3593511.
La Stagione 2010-2011 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia va in scena grazie al sostegno della Fondazione CRTrieste.
L’ufficio stampa
Precedente
30 Dicembre 2010
10 Gennaio 2011