IMPORTANTE COMUNICAZIONE DEL PRESIDENTE DELLO STABILE REGIONALE PARIS LIPPI
  • 16 Novembre 2010
  • Generale
NOTA DEL PRESIDENTE DEL TEATRO STABILE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA, PARIS LIPPI
in risposta all’intervista ad Alessandro Metz apparsa oggi – 16/11/2010 nelle pagine di Cronaca de IL PICCOLO

con cortese preghiera di pubblicazione

«Non ho alcun desiderio di entrare nelle querelle interne del PD né di intromettermi in un discorso che non mi riguarda affatto.

In qualità di Presidente del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, ritengo però necessario precisare alcuni punti che attengono all’intervista rilasciata oggi a IL PICCOLO da Alessandro Metz, poiché che ha tirato in ballo il mondo culturale della città e in particolare il Politeama Rossetti.
In questo campo, trovo che Alessandro Metz abbia necessità di effettuare qualche approfondimento, poiché risulta chiaramente da quanto esprime nell’intervista che non conosce con molta precisione l’argomento.

Innanzitutto bisogna mettere a parte Alessandro Metz del fatto che il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia è un teatro di produzione: lo è da oltre 50 anni.
L’attività di produzione che porta avanti nell’ambito di ogni stagione è notevolissima: basti pensare che nella scorsa stagione sono stati 11 gli spettacoli prodotti dallo Stabile regionale e per il 2010-2011 sono 8 (un numero superiore o al meno pari alla programmazione completa di molti altri teatri)…
Anche la qualità a questi spettacoli non fa difetto: infatti essi sono molto rappresentati in ambito nazionale e internazionale.
A molti, curiosamente, non piace soffermarsi su questo dato: mentre al Politeama Rossetti vanno in scena titoli di ospitalità, gli spettacoli firmati e creati dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – dopo essere stati rappresentati a Trieste – vanno in tournée e nell’arco dell’anno toccano molte città italiane, sono graditi sul piano artistico e generano anche risultati sul piano economico. Negli anni recenti ci sono stati molti i successi in questo senso, basti pensare all’accoglienza ottenuta in città e in tour da La notte dell’angelo testo inedito scritto e diretto da Furio Bordon, da Vita di Galileo di Brecht con Branciaroli che ha ricevuto il Biglietto d’Oro 2008, premio che va solo alle punte di diamante fra gli spettacoli italiani, o ai riconoscimenti avuti sul territorio, fra cui la preziosa Rosa D’Argento…

Quella della produzione è un’attività che in città magari non è costantemente tangibile, ma c’è, è importante e ne danno notizia i media nazionali…

Ne abbiamo esempi concreti anche in questi giorni: in sede, alla Sala Bartoli lo Stabile ha presentato, in avvio di stagione due produzioni proprie, L’inventore del cavallo da Achille Campanile e Stravaganza di Dacia Maraini diretto da Claudio Misculin e coprodotto con l’Accademia della Follia di Trieste. Il primo è nato dall’impegno degli allievi del Laboratorio Teatro Ragazzi, una scuola che il Teatro Stabile sostiene con le proprie sole forze e che sta realizzando una significativa opera di “educazione” alla cultura e all’arte scenica. Il secondo è un esempio di teatro d’impegno sociale che ha avuto tali esiti artistici da essere chiamato addirittura a una tournée internazionale (sta replicando attualmente in Brasile).
Se vogliamo guardare al panorama nazionale, invece, stanno riscuotendo in questi giorni rilevanti successi in piazze di prestigio La casa di Ramallah con Giorgio Albertazzi che è stato ospite fino al 14 novembre al Piccolo Teatro di Milano ed Edipo Re con Franco Branciaroli, che è ancora in scena al Teatro Argentina di Roma.
E sono in preparazione altri progetti, fra cui desidero menzionare Il viaggio di Caterina, affidato alle cure di Franco Però legato al nostro territorio, un nuovo saggio della Scuola…

Mi fermo qui, ma l’elenco potrebbe proseguire, come potrei insistere sui dati d’eccellenza che distinguono il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e di cui il signor Metz sembra essere all’oscuro: dati di gestione o relativi alle presenze che pongono lo Stabile al vertice della “top ten” dei teatri italiani più frequentati e che testimoniano la vitalità delle linee culturali e artistiche proposte in cartellone.

Ma eviterò di apparire pedante e mi fermo qui, invitando piuttosto Alessandro Metz e altri che di recente sembrano essere rimasti all’oscuro della reale identità dello Stabile del Friuli Venezia Giulia, a rivolgersi direttamente a noi, allo stesso Antonio Calenda, per capire meglio la situazione ed esprimere poi informazioni precise e soprattutto corrette sull’attività del Teatro, che è un bene prezioso della città»

Il Presidente
Paris Lippi
Congratulazioni

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