GEPPY GLEIJESES E MARIANELLA BARGILLI SONO I PROTAGONISTI DI UN NUOVO APPUNTAMENTO PIRANDELLIANO AL POLITEAMA ROSSETTI
  • 4 Gennaio 2010
  • Generale

Debutta giovedì 7 gennaio al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia lo spettacolo Il giuoco delle parti, di Luigi Pirandello, produzione del Teatro Stabile di Calabria. A portare in scena la commedia pirandelliana sono Geppy Gleijeses e Maranella Bargilli, diretti – assieme a una numerosa compagnia – da Elisabetta Courir. Egisto Marcucci, fine uomo di teatro cura invece il progetto e la drammaturgia di questa nuova e interessante messinscena.

 

«Dietro alla doppiezza di una scrittura drammatica e nel contempo comica, c’è la consapevolezza di essere isolati in un mondo senza amore, senza via di uscita, senza liberazione, con la continua constatazione della risibilità dei comportamenti e della condizione umana nella commiserazione di una vita perduta e comicamente tradita. La vera crudeltà non è lo scioglimento dell’enigma, ma il porre con chiarezza l’enigma stesso che tale deve restare». Le riflessioni di Egisto Marcucci ed Elisabetta Courir, tratteggiano in tutta la sua durezza la poetica di cui Luigi Pirandello permea quest’opera, che si inserisce fra la stesura di testi come Così è, se vi pare e I giganti della montagna attraverso i quali l’autore fa saltare definitivamente i resti del teatro borghese.

 

Scritta nel 1918 e tratta dalla novella Quando si è capito il giuoco del 1915, la commedia è costruita proprio come un “giuoco” che però non ha nulla di scherzoso o leggero: rappresenta invece un durissimo, cinico e crudele “gioco di coppia”. «Appartiene – dicono ancora Marcucci e Courir – a quella fase pirandelliana dove il processo di deformazione e di scomposizione imposto ai personaggi, dà il punto d’avvio all’interpretazione di una vicenda non di rado paradossale e conserva intatta l’intenzione di farci sentire l’assurdità che corre sotto i diluvi di parole sprecate o l’imbarazzo di situazioni che rispecchiano un ordine sociale in dissonante contrasto tra serio e assurdo, nonché i terrificanti silenzi ed il vuoto delle convenzioni».

Silenzi, insensatezza delle convenzioni sociali, l’assurdità di chi le segue, compongono infatti il substrato in cui si radica la piéce, che narra la vicenda di Leone Gala e Silia.

Sono ufficialmente una coppia, marito e moglie, ma ormai da tre anni non vivono come tale. Abitano in case separate, non si amano, anzi, lei ha un amante, Guido Venanzi, ed il marito ne è al corrente… Per rispettare le “forme” però, i due hanno fatto la scelta folle di frequentarsi, almeno per mezz’ora al giorno: così Leone Gala va quotidianamente a far visita a Silia, una pura questione di facciata, senza altre ragioni, senza sentimenti...

Leone s’illude che pagando questo prezzo alla “società” potrà vivere tranquillo, imperniando la propria esistenza sull’interesse per la filosofia e per la cucina, attività che lo appassiona molto. Per la gelosia, l’amore, per le altre emozioni sincere non vuole più trovare posto: è il raziocinio maniacale, invece, a governare le sue giornate.

Silia non è altrettanto controllata: non riesce più a sopportare la continua irrisione del marito che durante le visite, rigorosamente la osserva e la critica. Intende liberarsi di tale supplizio, facendolo uccidere. L’occasione le viene offerta su un piatto d’argento, quando alcuni ubriachi che cercano una prostituta d’alto bordo alloggiata nello stesso palazzo di Silia, sbagliando, importunano lei. L’onta va lavata, sono proprio le “convenzioni sociali” a richiederlo: Silia ottiene che ci sia un duello. Per lei, naturalmente, dovrebbe battersi il marito, che – inetto nel combattimento – la lascerebbe finalmente sola e libera.

Ma Leone, grazie alla sua freddezza e alla capacità retorica, si mette in salvo: convincendo tutti che è Venanzi, l’amante, a fare da anni ormai “la parte” del marito di Sila e come tale, risponderà di persona dell’offesa arrecata alla sua donna.

 

Sul palcoscenico, attorniati da un’affiatata compagnia, ritorneranno due attori amati dalla platea dello Stabile regionale: Geppy Glejeses darà voce ai concettuosi ragionamenti di Leone e al suo sorprendente colpo di teatro finale, Marianella Bargilli – attrice eclettica, applaudita la scorsa primavera nel “calcistico” Alé Calais – saprà donare spessore e calore al personaggio di Silia.

 

Le scene dello spettacolo sono firmate da Graziano Gregori ed i costumi da Carla Teti, le luci sono di Luigi Ascione, mentre per le musiche originali hanno collaborato Matteo D’Amico, Guido Ruggeri.

 

Diretti da Elisabetta Courir recitano i già citati Geppy Gleijeses (Leone Gala) e Marianella Bargilli (Silia), attorniati da Leandro Amato (Guido Venanzi), Antonio Ferrante (Il dottor Spiga), Franco Ravera (Filippo detto Socrate), Massimo Cimaglia (Barelli/Primo signore ubriaco), Ferruccio Ferrante (Il marchesino Miglioriti), Francesco Pupa (Secondo signore ubriaco), Francesco Sgrò (Terzo signore ubriaco), Giorgia Morese (Clara).

 

Il giuoco delle parti di Pirandello va in scena al Politeama Rossetti da giovedì 7 a domenica 10 gennaio: repliche serali giovedì e sabato alle ore 20.30, mentre venerdì e domenica si terranno alle ore 16 le recite pomeridiane.

 

La Stagione 2009-2010 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia va in scena grazie al sostegno della Fondazione CRTrieste.

 

Prenotazioni e acquisti di biglietti possono essere effettuate presso tutti i punti vendita del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e naturalmente presso la Biglietteria del Politeama Rossetti.

Ulteriori informazioni sono disponibili anche sul sito internet del Teatro www.ilrossetti.it e al numero telefonico 040-3593511.

 

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