ECCO LA NUOVA STAGIONE DEL TEATRO STABILE REGIONALE!!
- 11 Settembre 2013
- Generale
Un teatro che coniughi senso, emozione e poesia, che volga con decisione lo sguardo alla contemporaneità, che si concentri sulla cultura del territorio, ma che sappia anche ampliare i propri orizzonti, senza trincerarsi entro rassicuranti, angusti confini.
È a questo ideale di teatro – cuore pulsante di una comunità – che guarda il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia nel comporre una stagione ricca e articolata, che punta molto sulla produzione e sulla Prosa, che conferma la propria vocazione allo scambio con l’estero soprattutto nei cartelloni Danza e Musical&Eventi internazionali, ma sa anche reinterpretarli secondo inedite induzioni.
77 spettacoli scritti, interpretati, diretti dalla créme del teatro italiano e internazionale, una decina di titoli firmati dallo Stabile regionale frutto di un impegno produttivo significativo, messo “in primo piano” fin dalla duplice apertura di stagione che porta la firma di Antonio Calenda.
Il 22 ottobre Magazzino 18 di e con Simone Cristicchi, inaugurerà l’attività alla Sala Assicurazioni Generali (la sala maggiore del Politeama) che mantiene questa intitolazione in seguito alla riconferma dell’accordo di collaborazione fra Assicurazioni Generali e Teatro Stabile regionale.
Il 24 ottobre alla Sala Bartoli sarà la volta di Una giovinezza enormemente giovane raffinato progetto su Pasolini con l’interpretazione del grande Roberto Herlitzka: uno spettacolo realizzato grazie al contributo della Fondazione CRTrieste.
Poi il primo titolo ospite, Un flauto magico firmato da Peter Brook, assoluto maestro della regia e affidato a una compagnia di straordinario talento interpretativo e musicale: emblema di un teatro di straordinaria qualità artistica, emozionante, necessario.
La Stagione 2013-2014 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia è stata presentata mercoledì 11 settembre al Café Rossetti nel corso di una conferenza stampa condotta dal presidente Milos Budin e dal direttore Antonio Calenda.
A inaugurare la nuova stagione, sia al Politeama Rossetti che alla Sala Bartoli – ha ribadito il direttore Calenda – saranno due spettacoli di prosa, entrambi prodotti dal Teatro Stabile regionale: è un modo per porre in massimo rilievo ciò che per noi è fondamentale. Nell’attività di produzione, il Teatro esprime le proprie utopie, la propria identità, propone percorsi di ricerca e di pensiero fortemente significanti.
È il caso di Magazzino 18 e Una giovinezza enormemente giovane, i già citati spettacoli d’apertura, entrambi legati alla cultura del territorio.
Magazzino 18 che Simone Cristicchi – presente alla conferenza stampa – ha scritto con lo storico Jan Bernas e interpreta diretto da Antonio Calenda, prende le mosse da un particolare luogo della memoria della città – il magazzino che dà il titolo all’opera – per raccontare una pagina dolorosa della storia d’Italia. E per ricostruire le vite di coloro che dopo il 1947 decisero di lasciare le loro terre natali destinate a non essere più italiane. Una scelta di produzione delicata e importante, che lo Stabile intraprende nella certezza che riflettere sul passato sia fondamentale per affacciarsi con consapevolezza a un presente d’armonia. Attore e cantautore di fine sensibilità, Cristicchi sarà al centro di uno spettacolo composito, in cui la prosa s’intreccerà a immagini e alla musica eseguita dalla FVG Mitteleuropa Orchestra diretta dal Maestro Valter Sivilotti. Coproduttore dello spettacolo è Promomusic.
Una giovinezza enormemente giovane si fonda invece sulla drammaturgia di Gianni Borgna, grande esperto pasoliniano, per fare un singolare omaggio al grande scrittore friulano. Un monologo presago che da un lato evoca la sua opera letteraria, dall’altro sancisce la capacità profetica dello scrittore sul piano politico e sociale. Come se avesse saputo intuire quanto sarebbe accaduto nel mondo dopo la sua stessa morte. Protagonista di raffinato talento e forza introspettiva ne è Roberto Herlitzka diretto da Antonio Calenda. Lo spettacolo, che nasce in sinergia con Mittelfest 2013, è stato dato con successo in anteprima a Cividale.
La scena, terza produzione inedita firmata dallo Stabile con Enfi Teatro e inserita nel cartellone Prosa, è una commedia toccante, divertente e attuale. Ne è autrice e regista Cristina Comencini, acuta interprete del mondo femminile: due donne mature sono al centro della piéce, con le loro vite, le ambizioni, i sogni. Fra loro un giovane uomo e le sue impreviste fragilità. “Duettano” nei ruoli delle protagoniste Angela Finocchiaro e Maria Amelia Monti accanto a Stefano Annoni.
Prosegue poi per il Teatro Stabile la collaborazione con Bags, Malguion e con gli Oblivion: mentre continua ad essere in tour Oblivion Show 2.0, il talentuoso ed esilarante quintetto ha concepito un’originale incursione nel mondo di Verdi e di Shakespeare: Othello - l’H è muta. Lo spettacolo, che come sempre intreccia gag e musica, sarà in scena al Politeama Rossetti, come pure una versione da “gran finale” di Oblivion Show, che – arricchito da un buon numero di brani nuovi – apprezzeremo nella versione “2.5”.
L’attività di produzione e ospitalità inserita nell’ambito di “altripercorsi” sarà connotata quest’anno da una rilevante novità: la collaborazione con Bonawentura avviata con soddisfazione lo scorso anno, con la coproduzione di La melodia del corvo (spettacolo presentato in parte alla Sala Bartoli e in parte al Teatro Miela), verrà incrementata sia sul piano produttivo che su quello degli spazi.
Una nuova produzione firmata da entrambe le realtà sarà infatti La coscienza di Zeno spiegata al popolo interpretata da quelli di Pupkin diretti da Paolo Rossi e sarà in scena di nuovo nelle due sale, mentre Pupkin Kabarett sarà programmato per la prima volta al Politeama Rossetti.
Sul piano degli spazi, inoltre, gli appuntamenti del cartellone altripercorsi, potranno contare oltre che sulla Sala Bartoli e sulla Sala Assicurazioni Generali anche sul palcoscenico del Teatro Miela, che ospiterà ben cinque titoli: ciò nell’ottica di un dialogo sempre più intrinseco fra realtà artistiche affini che permetta un’opportuna sinergia fra strutture teatrali della città e della regione.
Nel contesto di altripercorsi andrà in scena anche la nuova produzione dello Stabile UNA di Enrico Luttman, diretto da Marco Casazza e interpretato da Maria Grazia Plos: un testo leggero ma molto incisivo sulle inquietudini e le prospettive di “una” donna di oggi.
Nello stesso cartellone – va infine ricordato – verrà riproposto Il tormento e l’estasi di Steve Jobs di Mike Daisey con Fulvio Falzarano diretto da Giampiero Solari: produzione varata con ottimo esito lo scorso anno, sarà poi in tournée nazionale, come pure l’ibseniano Hedda Gabler che riprenderà il tour a ottobre dalla sala storica del Piccolo Teatro di Milano in via Rovello.
La stagione Prosa 2013-2014 incrementa con decisione l’attenzione verso la contemporaneità: dei 17 titoli in programma, la maggior parte si sofferma su diversi aspetti della nostra realtà. Il teatro dunque sa parlare di complessità dei sentimenti, ma anche di differenze sociali e interiori, di mafia o della nostra più discussa politica recente... può affrontare addirittura gli intrighi che hanno generato la scellerata strategia dei “titoli derivati”. Ed in cartellone figurano autori italiani e internazionali che si fanno latori di tali tematiche, restituendo al teatro il suo ruolo centrale nella discussione e nel pensiero collettivi: Martin Crimp, Mattia Torre, Ronald Harwood, Pietro Grasso, Lucy Prebble, Vitaliano Trevisan... Anche i classici – alla cui universalità di pensiero e di senso è impossibile rinunciare – sono spesso riletti attraverso una sensibilità vicina a noi: è il caso di Richard Bean che restituisce lo spirito di Carlo Goldoni con spirito irruente, di Trevisan, autore di un inedito adattamento del Riccardo III shakespeariano, del limpido lavoro che Tullio Kezich ha effettuato per dare sostanza teatrale alla scrittura di Svevo, di Marco Paolini che costruisce il suo spettacolo sulla base dei racconti di Jack London.
Come in passato, rimane imprescindibile il canone della qualità artistica delle prove attoriali e di regia scelte per la nuova stagione: nomi di indiscutibile profilo, impegnati in sfide interessanti, scorrono uno dopo l’altro in locandina.
A partire da Pierfrancesco Favino, regista – con Paolo Sassanelli – e protagonista, attorniato da una notevole compagnia, di Servo per due di Bean. Seguiranno Laura Morante e Gigio Alberti in The Country di Crimp, il teso confronto fra Luca Zingaretti (anche regista) e Massimo De Francovich ne La torre d’avorio di Harwood, Valerio Mastrandrea e Valerio Aprea nell’attualissimo Qui ed ora di Mattia Torre.
Sarà di certo uno degli ospiti più attesi Giuseppe Fiorello, eclettico protagonista e coautore dell’omaggio a Domenico Modugno Penso che un sogno così, diretto da Giampiero Solari.
Per la prima volta affronta Shakespeare da regista e interprete Alessandro Gassmann in R III – Riccardo Terzo, cui succederanno le prove nel repertorio classico di Giuseppe Pambieri diretto da Maurizio Scaparro in un apprezzato La coscienza di Zeno, di Geppy Gleijeses nel capolavoro di Wilde L’importanza di chiamarsi Ernesto, di Mariano Rigillo in Erano tutti miei figli di Arthur Miller, nonché l’attesa lettura registica di Damiano Michieletto de L’ispettore generale di Gogol’. Sarà certo interessantee la regia di Enron di Lucy Prebble firmata da Leo Muscato, linguaggio composito e attori-danzatori del Balletto Civile di Michela Lucenti per parlare di crisi e frodi bancarie, mentre un’insolita piéce petroliniana, Il padiglione delle meraviglie segna il ritorno di Manuela Kustermann diretta da Massimo Verdastro. Dopo il silenzio di Pietro Grasso – spettacolo rivelazione al Festival di Spoleto – riporterà al Rossetti Sebastiano Lo Monaco e Mariangela D’Abbraccio. Alessandro Haber diretto da Andrée Ruth Shammmah interpreta Una notte in Tunisia, ispirato all’epilogo della vita di Craxi e Marco Paolini propone un nuovo momento del suo coinvolgente teatro in Ballata di uomini e cani.
A tali titoli si aggiungono le 24 proposte – tutte selezionate nell’ambito della drammaturgia contemporanea – del cartellone altripercorsi che, nei tre spazi di Sala Bartoli, Sala Assicurazioni Generali e per la prima volta del Teatro Miela, completeranno l’offerta inerente al teatro di prosa, assicurando al pubblico un orizzonte molto ampio di temi e riflessioni.
Con tagli sulla realtà coraggiosi, la stagione affronta infatti argomenti complessi come ad esempio quello dell’omosessualità (Beniamino di Steve J.Spears con Ennio Fantastichini), quello della controversa condizione femminile (Ferite a morte di Serena Dandini con Lella Costa, La semplicità ingannata di e con Marta Cuscunà), mentre un interessante ritratto di donna, fuori e dentro il mito sarà tratteggiato da Daniela Giovanetti diretta da Monica Conti in Jackie di Elfriede Jelinek. Una venatura del cartellone è dedicata anche alla riflessione sulla spiritualità e le religioni, considerate in chiavi diverse: lo humor sottile di Moni Ovadia ne Il registro dei peccati, la scrittura rigorosa di Stefano Massini in Balkan Burger, il taglio umano e avvincente di Eric-Emmanuel Schmitt ne La notte degli ulivi e Il Vangelo secondo Pilato con Christian Poggioni.
Attese prove d’attore saranno quelle di Francesco Russo Alesi che traduce in “assolo” Natale in casa Cupiello (una delle più ammirate novità della scorsa stagione) e di Giulia Lazzarini, grande interprete strehleriana che diretta da Renato Sarti in Muri evocherà la rivoluzione basagliana. Luca Lazzareschi e Tamara Balducci analizzeranno la fine d’un rapporto nella singolare struttura drammaturgica di Pascal Rambert in Clôture de l’amour, Corrado Augias ritorna a Trieste per tratteggiare accompagnato da un pianoforte un particolare ritratto di Traviata. Poi le belle interpretazioni di Randisi e Vetrano, anche registi del commovente Totò e Vicé di Franco Scaldati a cui seguiranno l’agonismo in forma teatrale di Giorgio Lupano e Cristian Giammarini in Maratona di New York di Edoardo Erba, ormai un classico, come pure Variazioni enigmatiche di Schmitt, qui interpretato da Saverio Marconi e Gian Paolo Valentini. Affiatato ed esilarante sarà anche il duetto di Paolo Triestino e Nicola Pistoia in Grisù, Giuseppe e Maria di Gianni Clementi, mentre una curiosa intersecazione fra prosa e fumetto avviene in Poema a fumetti di Dino Buzzati, con Paolo Valerio. L’onda dell’incrociatore infine, frutto del talento di artisti corregionali diretti da Maurizio Zacchigna, trae ispirazione dal romanzo di Quarantotti Gambini per un ritratto d’epoca di Trieste.
Si delineano invece lungo un itinerario di commistione fra prosa e musica, Gaber se fosse Gaber di e con Andrea Scanzi e Io provo a volare con Gianfranco Berardi ancora sulle suggestioni di Domenico Modugno.
Un’ispirazione nuova percorre il cartellone Musical & Eventi internazionali: è l’idea del circo, che attraversa molti dei titoli, reinterpretata in diverse forme. La troviamo soprattutto in ID del Cirque Éloize che, per la prima volta in collaborazione con il celeberrimo Cirque du Soleil, propone uno spettacolo che intreccia magia e modernità. Performance basate sulla multidisciplinarietà e perfezione degli artisti: arti circensi, potenzialità del corpo, teatro, incanto e addirittura – in questo show dal profilo “urbano” ed attuale – hip hop, acrobazie da streetdancers e l’intervento di bikers capaci di sfidare le leggi dell’equilibrio e della gravità. Lo spettacolo sarà solo a Trieste e Milano.
In esclusiva nazionale arriva poi The Illusionists: l’esordio della magia sul palcoscenico del Rossetti. Ne sono protagonisti sette illusionisti fra i più quotati al mondo, ognuno eccellente nel proprio settore, dalle sparizioni ai numeri con le catene ispirati a Houdinì, dai giochi con animali a performances che lasceranno tutti senza fiato. L’ allestimento è multimediale e molto sfarzoso.
Hanno imparato dall’acrobazia e dalla fantasia circensi anche i performer protagonisti di Blam! spettacolo rivelazione al recente Festival di Edimburgo, che gioca con rigorosi ambienti e oggetti d’ufficio per trasportare il pubblico poi in un inarrestabile vortice di creatività, punteggiato da citazioni riconoscibili e divertenti. La critica inglese lo ha definito “capolavoro di comicità” ma Blam! È molto di più: un mondo in cui ogni linguaggio – tranne la parola – è consentito agli artisti per stupire spettatori di ogni età.
Giochi d’ombre, danza di alto livello e acrobazia si fondono nel mondo incantato di Shadowland, la nuova proposta dei Pilobolus (che sarà inclusa anche nel cartellone Danza) che finora ha lasciato senza fiato pubblico ed operatori: un’incursione in un universo dove tutto è possibile, diventare piccolissimi o grandi come elefanti, vivere avventure meravigliose e trasformazioni che solo la fantasia più accesa sa suggerire. Con un protagonista assoluto: il corpo umano.
Il musical puro invece, è rappresentato dal titolo più amato e famoso che si possa immaginare in questo campo: ritorna Cats ed è un grande avvenimeto, dopo l’immenso successo del 2008. In Italia, solo Trieste (debutto nazionale) e Milano – dove replicherà al Teatro degli Arcimboldi – figurano nel tour dell’edizione originale inglese del capolavoro di Andrew Lloyd Webber e Thomas
È a questo ideale di teatro – cuore pulsante di una comunità – che guarda il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia nel comporre una stagione ricca e articolata, che punta molto sulla produzione e sulla Prosa, che conferma la propria vocazione allo scambio con l’estero soprattutto nei cartelloni Danza e Musical&Eventi internazionali, ma sa anche reinterpretarli secondo inedite induzioni.
77 spettacoli scritti, interpretati, diretti dalla créme del teatro italiano e internazionale, una decina di titoli firmati dallo Stabile regionale frutto di un impegno produttivo significativo, messo “in primo piano” fin dalla duplice apertura di stagione che porta la firma di Antonio Calenda.
Il 22 ottobre Magazzino 18 di e con Simone Cristicchi, inaugurerà l’attività alla Sala Assicurazioni Generali (la sala maggiore del Politeama) che mantiene questa intitolazione in seguito alla riconferma dell’accordo di collaborazione fra Assicurazioni Generali e Teatro Stabile regionale.
Il 24 ottobre alla Sala Bartoli sarà la volta di Una giovinezza enormemente giovane raffinato progetto su Pasolini con l’interpretazione del grande Roberto Herlitzka: uno spettacolo realizzato grazie al contributo della Fondazione CRTrieste.
Poi il primo titolo ospite, Un flauto magico firmato da Peter Brook, assoluto maestro della regia e affidato a una compagnia di straordinario talento interpretativo e musicale: emblema di un teatro di straordinaria qualità artistica, emozionante, necessario.
La Stagione 2013-2014 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia è stata presentata mercoledì 11 settembre al Café Rossetti nel corso di una conferenza stampa condotta dal presidente Milos Budin e dal direttore Antonio Calenda.
A inaugurare la nuova stagione, sia al Politeama Rossetti che alla Sala Bartoli – ha ribadito il direttore Calenda – saranno due spettacoli di prosa, entrambi prodotti dal Teatro Stabile regionale: è un modo per porre in massimo rilievo ciò che per noi è fondamentale. Nell’attività di produzione, il Teatro esprime le proprie utopie, la propria identità, propone percorsi di ricerca e di pensiero fortemente significanti.
È il caso di Magazzino 18 e Una giovinezza enormemente giovane, i già citati spettacoli d’apertura, entrambi legati alla cultura del territorio.
Magazzino 18 che Simone Cristicchi – presente alla conferenza stampa – ha scritto con lo storico Jan Bernas e interpreta diretto da Antonio Calenda, prende le mosse da un particolare luogo della memoria della città – il magazzino che dà il titolo all’opera – per raccontare una pagina dolorosa della storia d’Italia. E per ricostruire le vite di coloro che dopo il 1947 decisero di lasciare le loro terre natali destinate a non essere più italiane. Una scelta di produzione delicata e importante, che lo Stabile intraprende nella certezza che riflettere sul passato sia fondamentale per affacciarsi con consapevolezza a un presente d’armonia. Attore e cantautore di fine sensibilità, Cristicchi sarà al centro di uno spettacolo composito, in cui la prosa s’intreccerà a immagini e alla musica eseguita dalla FVG Mitteleuropa Orchestra diretta dal Maestro Valter Sivilotti. Coproduttore dello spettacolo è Promomusic.
Una giovinezza enormemente giovane si fonda invece sulla drammaturgia di Gianni Borgna, grande esperto pasoliniano, per fare un singolare omaggio al grande scrittore friulano. Un monologo presago che da un lato evoca la sua opera letteraria, dall’altro sancisce la capacità profetica dello scrittore sul piano politico e sociale. Come se avesse saputo intuire quanto sarebbe accaduto nel mondo dopo la sua stessa morte. Protagonista di raffinato talento e forza introspettiva ne è Roberto Herlitzka diretto da Antonio Calenda. Lo spettacolo, che nasce in sinergia con Mittelfest 2013, è stato dato con successo in anteprima a Cividale.
La scena, terza produzione inedita firmata dallo Stabile con Enfi Teatro e inserita nel cartellone Prosa, è una commedia toccante, divertente e attuale. Ne è autrice e regista Cristina Comencini, acuta interprete del mondo femminile: due donne mature sono al centro della piéce, con le loro vite, le ambizioni, i sogni. Fra loro un giovane uomo e le sue impreviste fragilità. “Duettano” nei ruoli delle protagoniste Angela Finocchiaro e Maria Amelia Monti accanto a Stefano Annoni.
Prosegue poi per il Teatro Stabile la collaborazione con Bags, Malguion e con gli Oblivion: mentre continua ad essere in tour Oblivion Show 2.0, il talentuoso ed esilarante quintetto ha concepito un’originale incursione nel mondo di Verdi e di Shakespeare: Othello - l’H è muta. Lo spettacolo, che come sempre intreccia gag e musica, sarà in scena al Politeama Rossetti, come pure una versione da “gran finale” di Oblivion Show, che – arricchito da un buon numero di brani nuovi – apprezzeremo nella versione “2.5”.
L’attività di produzione e ospitalità inserita nell’ambito di “altripercorsi” sarà connotata quest’anno da una rilevante novità: la collaborazione con Bonawentura avviata con soddisfazione lo scorso anno, con la coproduzione di La melodia del corvo (spettacolo presentato in parte alla Sala Bartoli e in parte al Teatro Miela), verrà incrementata sia sul piano produttivo che su quello degli spazi.
Una nuova produzione firmata da entrambe le realtà sarà infatti La coscienza di Zeno spiegata al popolo interpretata da quelli di Pupkin diretti da Paolo Rossi e sarà in scena di nuovo nelle due sale, mentre Pupkin Kabarett sarà programmato per la prima volta al Politeama Rossetti.
Sul piano degli spazi, inoltre, gli appuntamenti del cartellone altripercorsi, potranno contare oltre che sulla Sala Bartoli e sulla Sala Assicurazioni Generali anche sul palcoscenico del Teatro Miela, che ospiterà ben cinque titoli: ciò nell’ottica di un dialogo sempre più intrinseco fra realtà artistiche affini che permetta un’opportuna sinergia fra strutture teatrali della città e della regione.
Nel contesto di altripercorsi andrà in scena anche la nuova produzione dello Stabile UNA di Enrico Luttman, diretto da Marco Casazza e interpretato da Maria Grazia Plos: un testo leggero ma molto incisivo sulle inquietudini e le prospettive di “una” donna di oggi.
Nello stesso cartellone – va infine ricordato – verrà riproposto Il tormento e l’estasi di Steve Jobs di Mike Daisey con Fulvio Falzarano diretto da Giampiero Solari: produzione varata con ottimo esito lo scorso anno, sarà poi in tournée nazionale, come pure l’ibseniano Hedda Gabler che riprenderà il tour a ottobre dalla sala storica del Piccolo Teatro di Milano in via Rovello.
La stagione Prosa 2013-2014 incrementa con decisione l’attenzione verso la contemporaneità: dei 17 titoli in programma, la maggior parte si sofferma su diversi aspetti della nostra realtà. Il teatro dunque sa parlare di complessità dei sentimenti, ma anche di differenze sociali e interiori, di mafia o della nostra più discussa politica recente... può affrontare addirittura gli intrighi che hanno generato la scellerata strategia dei “titoli derivati”. Ed in cartellone figurano autori italiani e internazionali che si fanno latori di tali tematiche, restituendo al teatro il suo ruolo centrale nella discussione e nel pensiero collettivi: Martin Crimp, Mattia Torre, Ronald Harwood, Pietro Grasso, Lucy Prebble, Vitaliano Trevisan... Anche i classici – alla cui universalità di pensiero e di senso è impossibile rinunciare – sono spesso riletti attraverso una sensibilità vicina a noi: è il caso di Richard Bean che restituisce lo spirito di Carlo Goldoni con spirito irruente, di Trevisan, autore di un inedito adattamento del Riccardo III shakespeariano, del limpido lavoro che Tullio Kezich ha effettuato per dare sostanza teatrale alla scrittura di Svevo, di Marco Paolini che costruisce il suo spettacolo sulla base dei racconti di Jack London.
Come in passato, rimane imprescindibile il canone della qualità artistica delle prove attoriali e di regia scelte per la nuova stagione: nomi di indiscutibile profilo, impegnati in sfide interessanti, scorrono uno dopo l’altro in locandina.
A partire da Pierfrancesco Favino, regista – con Paolo Sassanelli – e protagonista, attorniato da una notevole compagnia, di Servo per due di Bean. Seguiranno Laura Morante e Gigio Alberti in The Country di Crimp, il teso confronto fra Luca Zingaretti (anche regista) e Massimo De Francovich ne La torre d’avorio di Harwood, Valerio Mastrandrea e Valerio Aprea nell’attualissimo Qui ed ora di Mattia Torre.
Sarà di certo uno degli ospiti più attesi Giuseppe Fiorello, eclettico protagonista e coautore dell’omaggio a Domenico Modugno Penso che un sogno così, diretto da Giampiero Solari.
Per la prima volta affronta Shakespeare da regista e interprete Alessandro Gassmann in R III – Riccardo Terzo, cui succederanno le prove nel repertorio classico di Giuseppe Pambieri diretto da Maurizio Scaparro in un apprezzato La coscienza di Zeno, di Geppy Gleijeses nel capolavoro di Wilde L’importanza di chiamarsi Ernesto, di Mariano Rigillo in Erano tutti miei figli di Arthur Miller, nonché l’attesa lettura registica di Damiano Michieletto de L’ispettore generale di Gogol’. Sarà certo interessantee la regia di Enron di Lucy Prebble firmata da Leo Muscato, linguaggio composito e attori-danzatori del Balletto Civile di Michela Lucenti per parlare di crisi e frodi bancarie, mentre un’insolita piéce petroliniana, Il padiglione delle meraviglie segna il ritorno di Manuela Kustermann diretta da Massimo Verdastro. Dopo il silenzio di Pietro Grasso – spettacolo rivelazione al Festival di Spoleto – riporterà al Rossetti Sebastiano Lo Monaco e Mariangela D’Abbraccio. Alessandro Haber diretto da Andrée Ruth Shammmah interpreta Una notte in Tunisia, ispirato all’epilogo della vita di Craxi e Marco Paolini propone un nuovo momento del suo coinvolgente teatro in Ballata di uomini e cani.
A tali titoli si aggiungono le 24 proposte – tutte selezionate nell’ambito della drammaturgia contemporanea – del cartellone altripercorsi che, nei tre spazi di Sala Bartoli, Sala Assicurazioni Generali e per la prima volta del Teatro Miela, completeranno l’offerta inerente al teatro di prosa, assicurando al pubblico un orizzonte molto ampio di temi e riflessioni.
Con tagli sulla realtà coraggiosi, la stagione affronta infatti argomenti complessi come ad esempio quello dell’omosessualità (Beniamino di Steve J.Spears con Ennio Fantastichini), quello della controversa condizione femminile (Ferite a morte di Serena Dandini con Lella Costa, La semplicità ingannata di e con Marta Cuscunà), mentre un interessante ritratto di donna, fuori e dentro il mito sarà tratteggiato da Daniela Giovanetti diretta da Monica Conti in Jackie di Elfriede Jelinek. Una venatura del cartellone è dedicata anche alla riflessione sulla spiritualità e le religioni, considerate in chiavi diverse: lo humor sottile di Moni Ovadia ne Il registro dei peccati, la scrittura rigorosa di Stefano Massini in Balkan Burger, il taglio umano e avvincente di Eric-Emmanuel Schmitt ne La notte degli ulivi e Il Vangelo secondo Pilato con Christian Poggioni.
Attese prove d’attore saranno quelle di Francesco Russo Alesi che traduce in “assolo” Natale in casa Cupiello (una delle più ammirate novità della scorsa stagione) e di Giulia Lazzarini, grande interprete strehleriana che diretta da Renato Sarti in Muri evocherà la rivoluzione basagliana. Luca Lazzareschi e Tamara Balducci analizzeranno la fine d’un rapporto nella singolare struttura drammaturgica di Pascal Rambert in Clôture de l’amour, Corrado Augias ritorna a Trieste per tratteggiare accompagnato da un pianoforte un particolare ritratto di Traviata. Poi le belle interpretazioni di Randisi e Vetrano, anche registi del commovente Totò e Vicé di Franco Scaldati a cui seguiranno l’agonismo in forma teatrale di Giorgio Lupano e Cristian Giammarini in Maratona di New York di Edoardo Erba, ormai un classico, come pure Variazioni enigmatiche di Schmitt, qui interpretato da Saverio Marconi e Gian Paolo Valentini. Affiatato ed esilarante sarà anche il duetto di Paolo Triestino e Nicola Pistoia in Grisù, Giuseppe e Maria di Gianni Clementi, mentre una curiosa intersecazione fra prosa e fumetto avviene in Poema a fumetti di Dino Buzzati, con Paolo Valerio. L’onda dell’incrociatore infine, frutto del talento di artisti corregionali diretti da Maurizio Zacchigna, trae ispirazione dal romanzo di Quarantotti Gambini per un ritratto d’epoca di Trieste.
Si delineano invece lungo un itinerario di commistione fra prosa e musica, Gaber se fosse Gaber di e con Andrea Scanzi e Io provo a volare con Gianfranco Berardi ancora sulle suggestioni di Domenico Modugno.
Un’ispirazione nuova percorre il cartellone Musical & Eventi internazionali: è l’idea del circo, che attraversa molti dei titoli, reinterpretata in diverse forme. La troviamo soprattutto in ID del Cirque Éloize che, per la prima volta in collaborazione con il celeberrimo Cirque du Soleil, propone uno spettacolo che intreccia magia e modernità. Performance basate sulla multidisciplinarietà e perfezione degli artisti: arti circensi, potenzialità del corpo, teatro, incanto e addirittura – in questo show dal profilo “urbano” ed attuale – hip hop, acrobazie da streetdancers e l’intervento di bikers capaci di sfidare le leggi dell’equilibrio e della gravità. Lo spettacolo sarà solo a Trieste e Milano.
In esclusiva nazionale arriva poi The Illusionists: l’esordio della magia sul palcoscenico del Rossetti. Ne sono protagonisti sette illusionisti fra i più quotati al mondo, ognuno eccellente nel proprio settore, dalle sparizioni ai numeri con le catene ispirati a Houdinì, dai giochi con animali a performances che lasceranno tutti senza fiato. L’ allestimento è multimediale e molto sfarzoso.
Hanno imparato dall’acrobazia e dalla fantasia circensi anche i performer protagonisti di Blam! spettacolo rivelazione al recente Festival di Edimburgo, che gioca con rigorosi ambienti e oggetti d’ufficio per trasportare il pubblico poi in un inarrestabile vortice di creatività, punteggiato da citazioni riconoscibili e divertenti. La critica inglese lo ha definito “capolavoro di comicità” ma Blam! È molto di più: un mondo in cui ogni linguaggio – tranne la parola – è consentito agli artisti per stupire spettatori di ogni età.
Giochi d’ombre, danza di alto livello e acrobazia si fondono nel mondo incantato di Shadowland, la nuova proposta dei Pilobolus (che sarà inclusa anche nel cartellone Danza) che finora ha lasciato senza fiato pubblico ed operatori: un’incursione in un universo dove tutto è possibile, diventare piccolissimi o grandi come elefanti, vivere avventure meravigliose e trasformazioni che solo la fantasia più accesa sa suggerire. Con un protagonista assoluto: il corpo umano.
Il musical puro invece, è rappresentato dal titolo più amato e famoso che si possa immaginare in questo campo: ritorna Cats ed è un grande avvenimeto, dopo l’immenso successo del 2008. In Italia, solo Trieste (debutto nazionale) e Milano – dove replicherà al Teatro degli Arcimboldi – figurano nel tour dell’edizione originale inglese del capolavoro di Andrew Lloyd Webber e Thomas
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