DEBUTTA LUNEDÌ 29 NOVEMBRE ALLE ORE 21, ALLA SALA BARTOLI, “LA SOFFITTA“
  • 26 Novembre 2004
  • Generale
Può un oggetto del passato – magari semidimenticato e relegato in una polverosa soffitta – raccontare qualcosa di importante della nostra vita? E magari – scavando un po’ più a fondo – della nostra storia, della nostra identità?
Attorno a questo quesito – e con il solito inesauribile atteggiamento ironico e simpaticamente irriverente – hanno riflettuto Boris Kobal e Maurizio Soldà, racchiudendo gli esilaranti esiti delle loro considerazioni in La soffitta, nuovo spettacolo di produzione che il Teatro Stabile presenta a partire da lunedì 29 novembre alla Sala Bartoli del Politeama Rossetti.

Ne sono protagonisti Maurizio Soldà e Adriano Rustja (attore di grande esperienza, che sicuramente è stato già apprezzato spesso dal pubblico che frequenta anche il Teatro Sloveno), mentre Boris Kobal si riserva il doppio ruolo di regista e – sempre a quattro mani con Soldà – di autore del testo.

L’inedito e imprevedibile sodalizio artistico fra Soldà e Kobal è nato nella scorsa stagione, quando i due hanno concepito e interpretato assieme Bonjur Triestesse: spettacolo amato dalla critica e dal pubblico al punto che dopo una lunga serie di “tutto esaurito” lo Stabile regionale ha scelto addirittura di riproporlo a distanza di pochi mesi, per soddisfare la richiesta di biglietti.

È apparso naturale dare un seguito all’esperienza dei due artisti (Soldà diviso fra impegni d’attore, regista e di educatore teatrale, Kobal autore e interprete, celebre per il suo cinico cabaret e direttore del Teatro Comunale di Lubiana MGL) e ovviamente alla linea di ricerca dello Stabile tesa a portare in primo piano il lavoro di autori contemporanei corregionali e a promuovere contemporaneamente l’approfondimento sulla realtà e i temi del territorio.

Dunque ecco intrapreso un nuovo itinerario per cui Soldà e Kobal hanno scelto un curioso punto di partenza: una soffitta. E se il grigiore di una soffitta a un primo sguardo può apparire improbabile per “dare il La” ad un tourbillon di battute, gag, luoghi comuni di sicuro divertimento, i due autori assicurano il contrario: è come un baule magico da cui scaturiscono vecchie emozioni, sogni, ricordi esilaranti, e chissà quante altre sorprese…
«La soffitta – dicono – è il luogo dove riporre ciò che non serve più, in gran parte cianfrusaglie che, tristemente, un giorno i nostri eredi sgombereranno buttandole al macero o vendendole in blocco a un rigattiere. Eppure, se per caso, rovistando in un baule polveroso troviamo la prima bambola di nostra figlia ora trentenne, ci assale un groppo in gola, e la cianfrusaglia, “el stafanic” come per miracolo ci fa rivedere quel San Nicolò del ‘74 o del ’54 o del ’24, quel mattino, gli occhi della bambina… tutta la nostra vita».
Ne La soffitta Kobal e Soldà hanno immaginato che due amici in solaio siano alla ricerca di qualcosa: cominciano a rovistare, magari anche nei bauli degli altri inquilini, contagiati dall’irrefrenabile curiosità che ci assale quando apriamo un cassetto in casa d’altri. Così salta fuori di tutto: dal “rosario de zia Maria” alla “dentiera de zio Nini”, al “capel de alpin de sior Giurgevich che stà in mezanin” e poi di questi tempi non può mancare “el tricolore del ’54, de mama”… E si scopre che la soffitta è pure il luogo delle cose nascoste per pudore: il Viagra, l’ultimo CD di musica rap, acquistato “…per capir perché a mio nipote ghe piasi”.
A ogni oggetto si legano un ricordo, un commento, e le memorie s’intrecciano all’attualità: così Soldà e Rustja trovano modo d’intrattenersi sul martirio di San Giusto, passando per il sogno americano, di commentare “el genetliaco dell’imperator” accennando pure alla pensione che “no riva e no stropa” e magari lanciare qualche frecciata alla sanità (senza risparmiarne ai ricoverati e ai loro atteggiamenti) arricchendo il tutto di spruzzate di ipotesi sul futuro.

Solo agli spettatori sarà svelata la conclusione di tanto cercare, che nasce dall’esigenza di Kobal e Soldà «di raccontare col sorriso e senza retorica la nostra “madrepatria”… o “madrecittà”, che dir si voglia».

Il debutto dello spettacolo sarà lunedì 29 dicembre alle ore 21 alla Sala Bartoli del Politeama Rossetti. La soffitta di Boris Kobal e Maurizio Soldà, con Maurizio Soldà e Adriano Rustja per la regia di Kobal, prodotto dal Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia, è in abbonamento per “altripercorsi”. Repliche fino al 30 dicembre 2004.

Lo spettacolo replica alle ore 21 il 30 novembre e il 3, 4, 6, 7, 10, 11, 14, 15, 17, 18, 20, 21, 27, 28, 29 dicembre ed alle ore 17 in recita pomeridiana nei giorni 2, 5, 8, 9, 12, 16, 19, 22, 23, 26, 30 dicembre. I prezzi dei biglietti sono di 15 euro (interi) e di 12,50 (Under 25).

Acquisti e prenotazioni presso la Biglietteria del Politeama Rossetti (da martedì a sabato 8.30-12.30, 15.30-19) e il nuovo Ticket Point di Corso Italia (giorni feriali 8.30-12.30, 15.30-19) e presso le consuete agenzie di Monfalcone (Agenzia Universal), Gorizia (Agenzia Appiani) e Udine (Associazione Culturale Udine Sipario). Informazioni e vendita anche sul sito www.ilrossetti.it., informazioni al tel. 040/3593511.
Congratulazioni

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