ANTONIO LATELLA PORTA IN SCENA ALLO STABILE REGIONALE L'"EDOARDO II" DI MARLOWE
- 27 Febbraio 2006
- Generale
Edoardo II
di Christopher Marlowe nella regia di Antonio Latella è in scena al
Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia dall’1 al 5 marzo. Debutto
mercoledì alle 20.30 per uno degli spettacoli più innovativi e forti
delle ultime stagioni.
È un incontro significativo quello fra Cristopher Marlowe e Antonio Latella. Geniale, estremo, irruente il primo, ha lasciato di sé un’immagine irraggiungibile ed affascinante nella storia del teatro. Il secondo –Antonio Latella - rappresenta una delle personalità più forti e interessanti che la scena italiana degli ultimi anni abbia saputo rivelare. Innovativo, Latella non teme la provocazione, ma ama la poesia: fra questi due estremi è forte di un profondo amore per il teatro e di una seria competenza, concepisce e sviluppa il suo linguaggio scenico e le sue letture critiche sempre acute e di grande suggestione.
Il suo esordio a Trieste avviene proprio portando in scena il capolavoro di Marlowe, autore che affronta per la prima volta dopo aver scandagliato a fondo l’altro grande elisabettiano, Shakespeare.
Quello di Marlowe è un genio più sfuggente, “irregolare”. Una vita vissuta sul filo della ribellione, del rischio e dell’irrequietezza; una sete di cultura da “uomo rinascimentale” che riflette le contraddizioni dell’epoca elisabettiana, caratterizzata da ang
usti
conflitti religiosi e intrighi politici, ma anche dall’aprirsi delle
menti a un orizzonte più ampio che si dilata per dare all’uomo sempre
maggiore fiducia e centralità. Una parabola artistica – infine – che
s’illumina e si spegne nel breve ma intensissimo arco di cinque anni,
densi di successi, di altissima poesia, di impetuose creazioni
teatrali, di provocazioni. Christopher Marlowe è tutto questo:
stroncato appena ventinovenne da una coltellata ricevuta in una taverna
londinese (e probabilmente riconducibile al suo ruolo di spia del Regno
e alle sue incaute esternazioni di ateismo e omosessualità, più che a
un mero litigio per il conto), egli ci ha lasciato nella propria opera
un’eredità appassionata e palpitante.
Ne è un esempio singolare l’Edoardo II di cui Antonio Latella ha curato un nuovo allestimento che, in cartellone al Politeama Rossetti, manterrà vivo quel filone di ricerca sul “teatro elisabettiano” cui lo Stabile regionale ha dedicato energia e impegno portando in scena testi shakeasperiani quali Amleto, Otello e il recente Re Lear.
Attraverso il linguaggio duro e affascinante di Marlowe, Edoardo II narra di un re che perde la corona a causa del suo amore scabroso per un uomo – Gavestone – che gli è anche inferiore socialmente. I due, dichiarandosi apertamente, si scontrano con Isabella, la moglie del re, a cui si allea l’aristocrazia più conservatrice e potente: Gavestone viene ucciso e la stessa sorte – dopo lunghi tormenti – attende il re. Latella ricostruisce la vicenda in uno spettacolo dominato dall’essenzialità: spazi vuoti, gesti e costumi austeri, per lasciar riverberare la parola di Marlowe «poeta che cerca il suo essere uomo, mette al centro dell’universo della sua ricerca l’uomo stesso; lo rende d
io
di sé stesso e angelo, bestia vendicatrice pronta ad autodistruggersi.
Depura l’uomo da ogni forma di romanticismo e lo rende uomo in cerca
della sua ragione d’essere. Uomo contemporaneo».
In questo modo il regista delinea il percorso esistenziale del suo Edoardo che ci giunge – dice Antonio Latella – «come una confessione intima, emotiva, sbattuta in faccia al pubblico. Una confessione prepotente, come può esserlo urlare la propria solitudine».
Con Edoardo II, lo Stabile umbro ¬ produttore dell’allestimento – e Antonio Latella proseguono il progetto comune che ha già dato alle scene La Dodicesima Notte e La Tempesta di Shakespeare, e Bestia da Stile di Pasolini.
La traduzione del testo, inedita, è stata affidata a Letizia Russo, che dichiara:“[…] Ho scelto un linguaggio basso, senza connotazioni locali ma musicalmente teso, brutto in un certo senso, per non coprire di un’inutile cera la poesia del sangue che c’è in ogni singola battuta […]”.
Latella ha scelto di avvalersi di alcuni dei collaboratori e degli attori con i quali ha condiviso già grande parte del suo lavoro, affidando la creazione dei costumi ad Annelisa Zaccheria, le luci a Giorgio Cervesi Ripa, il suono a Franco Visioli, l’aiuto regia a Tommaso Tuzzoli.
Danilo Nigrelli interpreta Edoardo II.
Accanto a lui, in ordine alfabetico: Matteo Caccia, Marco Foschi, Fabio Pasquini, Annibale Pavone, Giuseppe Lanino, Enrico Roccaforte, Cinzia Spanò, Nicola Stravalaci, Rosario Tedesco.
È opportuno segnalare che la visione dello spettacolo Edoardo II per le tematiche affrontate deve essere sconsigliata ai minori di 14 anni.
Edoardo II va in scena al Politeama Rossetti – sesto titolo del cartellone Prosa dello Stabile regionale – da mercoledì 1 a domenica 5 marzo: le recite serali (mercoledì, giovedì, venerdì sabato) hanno inizio alle ore 20.30, le pomeridiane di giovedì e domenica alle ore 16.
Acquisti di biglietti sono possibili presso la Biglietteria del Politeama Rossetti (da martedì a sabato 8.30-12.30, 15.30-19) e il Ticket Point di Corso Italia (giorni feriali 8.30-12.30, 15.30-19), presso le agenzie di Monfalcone (Agenzia Universal), Gorizia (Agenzia Appiani) e Udine (Associazione Culturale Udine Sipario) e presso le Agenzie del circuito Charta presenti sul territorio nazionale. Vendita di biglietti telefonica chiamando CallTicket allo 040. 986.986.6 Informazioni e acquisti anche sul sito www.ilrossetti.it. e al tel. 040/3593511.
È un incontro significativo quello fra Cristopher Marlowe e Antonio Latella. Geniale, estremo, irruente il primo, ha lasciato di sé un’immagine irraggiungibile ed affascinante nella storia del teatro. Il secondo –Antonio Latella - rappresenta una delle personalità più forti e interessanti che la scena italiana degli ultimi anni abbia saputo rivelare. Innovativo, Latella non teme la provocazione, ma ama la poesia: fra questi due estremi è forte di un profondo amore per il teatro e di una seria competenza, concepisce e sviluppa il suo linguaggio scenico e le sue letture critiche sempre acute e di grande suggestione.
Il suo esordio a Trieste avviene proprio portando in scena il capolavoro di Marlowe, autore che affronta per la prima volta dopo aver scandagliato a fondo l’altro grande elisabettiano, Shakespeare.
Quello di Marlowe è un genio più sfuggente, “irregolare”. Una vita vissuta sul filo della ribellione, del rischio e dell’irrequietezza; una sete di cultura da “uomo rinascimentale” che riflette le contraddizioni dell’epoca elisabettiana, caratterizzata da ang
usti
conflitti religiosi e intrighi politici, ma anche dall’aprirsi delle
menti a un orizzonte più ampio che si dilata per dare all’uomo sempre
maggiore fiducia e centralità. Una parabola artistica – infine – che
s’illumina e si spegne nel breve ma intensissimo arco di cinque anni,
densi di successi, di altissima poesia, di impetuose creazioni
teatrali, di provocazioni. Christopher Marlowe è tutto questo:
stroncato appena ventinovenne da una coltellata ricevuta in una taverna
londinese (e probabilmente riconducibile al suo ruolo di spia del Regno
e alle sue incaute esternazioni di ateismo e omosessualità, più che a
un mero litigio per il conto), egli ci ha lasciato nella propria opera
un’eredità appassionata e palpitante.Ne è un esempio singolare l’Edoardo II di cui Antonio Latella ha curato un nuovo allestimento che, in cartellone al Politeama Rossetti, manterrà vivo quel filone di ricerca sul “teatro elisabettiano” cui lo Stabile regionale ha dedicato energia e impegno portando in scena testi shakeasperiani quali Amleto, Otello e il recente Re Lear.
Attraverso il linguaggio duro e affascinante di Marlowe, Edoardo II narra di un re che perde la corona a causa del suo amore scabroso per un uomo – Gavestone – che gli è anche inferiore socialmente. I due, dichiarandosi apertamente, si scontrano con Isabella, la moglie del re, a cui si allea l’aristocrazia più conservatrice e potente: Gavestone viene ucciso e la stessa sorte – dopo lunghi tormenti – attende il re. Latella ricostruisce la vicenda in uno spettacolo dominato dall’essenzialità: spazi vuoti, gesti e costumi austeri, per lasciar riverberare la parola di Marlowe «poeta che cerca il suo essere uomo, mette al centro dell’universo della sua ricerca l’uomo stesso; lo rende d
io
di sé stesso e angelo, bestia vendicatrice pronta ad autodistruggersi.
Depura l’uomo da ogni forma di romanticismo e lo rende uomo in cerca
della sua ragione d’essere. Uomo contemporaneo».In questo modo il regista delinea il percorso esistenziale del suo Edoardo che ci giunge – dice Antonio Latella – «come una confessione intima, emotiva, sbattuta in faccia al pubblico. Una confessione prepotente, come può esserlo urlare la propria solitudine».
Con Edoardo II, lo Stabile umbro ¬ produttore dell’allestimento – e Antonio Latella proseguono il progetto comune che ha già dato alle scene La Dodicesima Notte e La Tempesta di Shakespeare, e Bestia da Stile di Pasolini.
La traduzione del testo, inedita, è stata affidata a Letizia Russo, che dichiara:“[…] Ho scelto un linguaggio basso, senza connotazioni locali ma musicalmente teso, brutto in un certo senso, per non coprire di un’inutile cera la poesia del sangue che c’è in ogni singola battuta […]”.
Latella ha scelto di avvalersi di alcuni dei collaboratori e degli attori con i quali ha condiviso già grande parte del suo lavoro, affidando la creazione dei costumi ad Annelisa Zaccheria, le luci a Giorgio Cervesi Ripa, il suono a Franco Visioli, l’aiuto regia a Tommaso Tuzzoli.
Danilo Nigrelli interpreta Edoardo II.
Accanto a lui, in ordine alfabetico: Matteo Caccia, Marco Foschi, Fabio Pasquini, Annibale Pavone, Giuseppe Lanino, Enrico Roccaforte, Cinzia Spanò, Nicola Stravalaci, Rosario Tedesco.
È opportuno segnalare che la visione dello spettacolo Edoardo II per le tematiche affrontate deve essere sconsigliata ai minori di 14 anni.
Edoardo II va in scena al Politeama Rossetti – sesto titolo del cartellone Prosa dello Stabile regionale – da mercoledì 1 a domenica 5 marzo: le recite serali (mercoledì, giovedì, venerdì sabato) hanno inizio alle ore 20.30, le pomeridiane di giovedì e domenica alle ore 16.
Acquisti di biglietti sono possibili presso la Biglietteria del Politeama Rossetti (da martedì a sabato 8.30-12.30, 15.30-19) e il Ticket Point di Corso Italia (giorni feriali 8.30-12.30, 15.30-19), presso le agenzie di Monfalcone (Agenzia Universal), Gorizia (Agenzia Appiani) e Udine (Associazione Culturale Udine Sipario) e presso le Agenzie del circuito Charta presenti sul territorio nazionale. Vendita di biglietti telefonica chiamando CallTicket allo 040. 986.986.6 Informazioni e acquisti anche sul sito www.ilrossetti.it. e al tel. 040/3593511.