ALLA SALA BARTOLI UN ORIGINALISSIMO COLLAGE DA ACHILLE CAMPANILE
- 18 Ottobre 2010
- Generale
L’inventore del cavallo che il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ha prodotto per la rassegna Open door. Teatri a Teatro 2010 della Provincia di Trieste, ha debuttato nel giugno scorso con pieno successo al Teatrino di San Giovanni.
Ritorna ora in scena nella stagione ufficiale dello Stabile regionale, dal 20 al 29 ottobre alla Sala Bartoli, inserito nel cartellone altripercorsi: da subito, anche questa seconda apparizione sulle scene ha suscitato l’attenzione del pubblico che sarà folto a ognuna delle numeroso repliche, tanto che sembra il caso di sollecitare – chi fosse interessato a una godibilissima serata declinata nel segno dello humor campaniliano – a recarsi al più presto alle biglietterie.
Lo spettacolo, suggerito da Antonio Calenda – che lo firma per la supervisione artistica – è completamente incentrato sull’umorismo sagace e senza tempo di Achille Campanile e si compone di un collage di alcune fra le sue pagine più amate, da L’orrenda parola a Centocinquanta la gallina canta, passando per le celeberrime Tragedie in due battute fino ad arrivare, naturalmente, a L’inventore del cavallo, che dà il titolo alla piéce.
Antonio Calenda ha messo a disposizione di questo progetto tutta la sua competenza: è infatti un cultore dell’ironia di Campanile, autore a cui ha dedicato ben otto fortunati spettacoli il più recente dei quali è Un’indimenticabile serata – divenuto un vero cult nel mondo del teatro italiano, con oltre dieci anni di repliche, e una ripresa televisiva della Rai – in cui ha avuto l’intuizione di amplificare lo spirito campaniliano attraverso le sorprendenti corde comiche di Piera Degli Esposti.
Per L’inventore del cavallo, invece, la particolarità è che Calenda lo ha costruito affidando l’intramontabile umorismo di Achille Campanile a una compagnia composita ove figurano accanto ad attori professionisti, abitualmente impegnati nelle produzioni dello Stabile (Adriano Braidotti, Jacopo Venturiero, Giuditta Pasquinelli, Ilaria Zanetti), il nucleo di freschissimi talenti che si stanno formando al Laboratorio del Teatro Ragazzi dello Stabile (che nel 2010 è giunto al traguardo del suo primo ciclo triennale): un gruppo di giovani allievi attori triestini che metteranno il luce le loro doti in questa prima prova sul palcoscenico.
Uno spettacolo declinato nel segno della intensità, della generosità, della duttilità dei giovani professionisti e allievi, ma anche nel segno della speranza che essi simboleggiano: «Attraversiamo un momento dei più difficili per il teatro e la cultura – sottolinea infatti Antonio Calenda – e mi è sembrato un gesto significativo perciò investire proprio ora sui giovani, sulla loro attenzione, sulla curiosità che rivolgono al teatro, e anche sulla loro dedizione. Il Teatro Stabile investe su coloro che saranno i futuri artefici del teatro: alcuni continuando a lavorarci, altri magari solo frequentandolo, ma sempre amando e conoscendo profondamente questo lavoro… Ed è stata una scelta mirata anche quella di affrontare assieme a loro proprio Achille Campanile, che è stato un punto di riferimento del nuovo nella letteratura e nel teatro del Novecento, e si rivela ancora attualissimo nel farci capire cos’è il teatro quando è metafora, quando attraverso l’ironia ci racconta l’assurdo del vivere».
E in effetti Achille Campanile appare davvero coinvolgente e divertente, sagace e incisivo anche ai lettori e agli spettatori attuali: lo dimostrano da un lato l’entusiasmo con cui lo hanno studiato e interpretato i protagonisti de L’inventore del cavallo, dall’altro, molti illustri pareri intellettuali…
Umberto Eco ha evidenziato chiaramente che «Campanile è narratore che usa detriti di altri romanzi e di parlare quotidiano molto prima di Ionesco (…) Il suo umorismo è chiave per capire, attraverso le contorsioni del linguaggio comune, restituito alla sua pregnanza dalla tecnica amplificatoria, un aspetto sia pure minimo della condizione umana». Anche Carlo Bo ha avuto in passato modo di puntualizzare quanto il teatro dell’assurdo sia debitore dell’intuizione campaniliana: «L’assurdo però – scrive introducendo il Manuale di Conversazione – che pure è una categoria riscoperta prima da Campanile e in seguito adoperata da scrittori che ebbero fortuna e fama mondiali, in lui resta come un momento astratto: non vi si fonda sopra nessuna teoria. Come c’era grazia e libertà nel momento iniziale del racconto, grazia e libertà si ritrovano puntualmente al momento delle conclusioni che – oltre tutto – non sono mai definitive, conservando il loro rapporto di colloquio». E ugualmente importanti sono stati gli scritti che Enzo Siciliano ha dedicato all’autore.
Mentre è recente un interessante intervento sulle pagine culturali de La Repubblica a firma di Paolo Mauri, dedicato all’epistolario dello scrittore e da cui scaturisce tutto il gusto geniale e folle di Campanile per la battuta…
Su una materia che coniuga brillantezza e intelligenza, energia e stile, la numerosa compagnia de L’inventore del cavallo ha lavorato con grande passione: gli allievi del Laboratorio Teatro Ragazzi vi si sono dedicati già durante i corsi regolari e sono stati seguiti in questo percorso formativo dagli insegnanti Luciano Pasini per la parte legata ai movimenti (Pasini firma anche il coordinamento della messinscena de L’inventore del cavallo), Noemi Calzolari per la dizione, Daniela Ferletta ed Ilaria Zanetti per l’impostazione musicale.
Ed infatti ricco di musica e di verve sarà lo spettacolo in scena al Teatrino di San Giovanni, che si avvale delle musiche di Germano Mazzocchetti, della luminosa scena di Pier Paolo Bisleri, dei costumi di Stefano Nicolao e delle luci di Nino Napoletano, tutti fra i più fidati collaboratori di Calenda.
Gli attori professionisti coinvolti nel progetto sono anch’essi parte della “squadra” cui di consueto il Teatro Stabile si rivolge per le proprie produzioni: Adriano Braidotti (che recentemente è stato un applaudito Arlecchino ne I due gemelli veneziani) proporrà diversi numeri di mimo e, fra gli altri, prenderà parte simpaticamente alla scena de L’inventore del cavallo, Jacopo Venturiero (che abbiamo ammirato nei panni del coraggioso aviatore in To be or not to be) sarà protagonista de Il Cosmopolita e parteciperà a diverse altre scene, Giuditta Pasquinelli interpreterà i quadri di Paganini e Gentiluomo mentre Ilaria Zanetti sfodererà tutto il suo talento canoro in Centocinquanta, per farsi poi ritrovare pura attrice in altri quadri fra cui L’orrenda parola.
Lo spettacolo è molto corale, costruito anche sull’affiatamento del giovane cast, che ha dovuto confrontarsi con difficoltà per nulla scontate: i giovani allievi del Laboratorio Teatro Ragazzi daranno prova del loro impegno in quasi tutte le scene, dividendosi in particolare le Tragedie in due battute e ritornando in Centocinquanta, L’orrenda parola, L’inventore del cavallo.
In scena ammireremo: Paolo Cartago, Valentina Crucil, Christian Destradi, Chiara Gombach, Sofia Lippi, Giada Padar, Giulia Pamfili, Ileana Pipitone, Francesco Rocchi, Davide Rossi, Samuele Steindler, Giulietta Tisminetzky, Jacopo Zucca.
Lo spettacolo replica alle ore 21 alla Sala Bartoli a partire da mercoledì 20 ottobre fino a venerdì 29: doppia recita nelle giornate di giovedì 21 e giovedì 28 ottobre, quando si terranno anche le repliche pomeridiane alle ore 17.
I biglietti sono disponibili presso i consueti punti vendita del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito internet del Teatro www.ilrossetti.it
L’ufficio stampa
Ritorna ora in scena nella stagione ufficiale dello Stabile regionale, dal 20 al 29 ottobre alla Sala Bartoli, inserito nel cartellone altripercorsi: da subito, anche questa seconda apparizione sulle scene ha suscitato l’attenzione del pubblico che sarà folto a ognuna delle numeroso repliche, tanto che sembra il caso di sollecitare – chi fosse interessato a una godibilissima serata declinata nel segno dello humor campaniliano – a recarsi al più presto alle biglietterie.
Lo spettacolo, suggerito da Antonio Calenda – che lo firma per la supervisione artistica – è completamente incentrato sull’umorismo sagace e senza tempo di Achille Campanile e si compone di un collage di alcune fra le sue pagine più amate, da L’orrenda parola a Centocinquanta la gallina canta, passando per le celeberrime Tragedie in due battute fino ad arrivare, naturalmente, a L’inventore del cavallo, che dà il titolo alla piéce.
Antonio Calenda ha messo a disposizione di questo progetto tutta la sua competenza: è infatti un cultore dell’ironia di Campanile, autore a cui ha dedicato ben otto fortunati spettacoli il più recente dei quali è Un’indimenticabile serata – divenuto un vero cult nel mondo del teatro italiano, con oltre dieci anni di repliche, e una ripresa televisiva della Rai – in cui ha avuto l’intuizione di amplificare lo spirito campaniliano attraverso le sorprendenti corde comiche di Piera Degli Esposti.
Per L’inventore del cavallo, invece, la particolarità è che Calenda lo ha costruito affidando l’intramontabile umorismo di Achille Campanile a una compagnia composita ove figurano accanto ad attori professionisti, abitualmente impegnati nelle produzioni dello Stabile (Adriano Braidotti, Jacopo Venturiero, Giuditta Pasquinelli, Ilaria Zanetti), il nucleo di freschissimi talenti che si stanno formando al Laboratorio del Teatro Ragazzi dello Stabile (che nel 2010 è giunto al traguardo del suo primo ciclo triennale): un gruppo di giovani allievi attori triestini che metteranno il luce le loro doti in questa prima prova sul palcoscenico.
Uno spettacolo declinato nel segno della intensità, della generosità, della duttilità dei giovani professionisti e allievi, ma anche nel segno della speranza che essi simboleggiano: «Attraversiamo un momento dei più difficili per il teatro e la cultura – sottolinea infatti Antonio Calenda – e mi è sembrato un gesto significativo perciò investire proprio ora sui giovani, sulla loro attenzione, sulla curiosità che rivolgono al teatro, e anche sulla loro dedizione. Il Teatro Stabile investe su coloro che saranno i futuri artefici del teatro: alcuni continuando a lavorarci, altri magari solo frequentandolo, ma sempre amando e conoscendo profondamente questo lavoro… Ed è stata una scelta mirata anche quella di affrontare assieme a loro proprio Achille Campanile, che è stato un punto di riferimento del nuovo nella letteratura e nel teatro del Novecento, e si rivela ancora attualissimo nel farci capire cos’è il teatro quando è metafora, quando attraverso l’ironia ci racconta l’assurdo del vivere».
E in effetti Achille Campanile appare davvero coinvolgente e divertente, sagace e incisivo anche ai lettori e agli spettatori attuali: lo dimostrano da un lato l’entusiasmo con cui lo hanno studiato e interpretato i protagonisti de L’inventore del cavallo, dall’altro, molti illustri pareri intellettuali…
Umberto Eco ha evidenziato chiaramente che «Campanile è narratore che usa detriti di altri romanzi e di parlare quotidiano molto prima di Ionesco (…) Il suo umorismo è chiave per capire, attraverso le contorsioni del linguaggio comune, restituito alla sua pregnanza dalla tecnica amplificatoria, un aspetto sia pure minimo della condizione umana». Anche Carlo Bo ha avuto in passato modo di puntualizzare quanto il teatro dell’assurdo sia debitore dell’intuizione campaniliana: «L’assurdo però – scrive introducendo il Manuale di Conversazione – che pure è una categoria riscoperta prima da Campanile e in seguito adoperata da scrittori che ebbero fortuna e fama mondiali, in lui resta come un momento astratto: non vi si fonda sopra nessuna teoria. Come c’era grazia e libertà nel momento iniziale del racconto, grazia e libertà si ritrovano puntualmente al momento delle conclusioni che – oltre tutto – non sono mai definitive, conservando il loro rapporto di colloquio». E ugualmente importanti sono stati gli scritti che Enzo Siciliano ha dedicato all’autore.
Mentre è recente un interessante intervento sulle pagine culturali de La Repubblica a firma di Paolo Mauri, dedicato all’epistolario dello scrittore e da cui scaturisce tutto il gusto geniale e folle di Campanile per la battuta…
Su una materia che coniuga brillantezza e intelligenza, energia e stile, la numerosa compagnia de L’inventore del cavallo ha lavorato con grande passione: gli allievi del Laboratorio Teatro Ragazzi vi si sono dedicati già durante i corsi regolari e sono stati seguiti in questo percorso formativo dagli insegnanti Luciano Pasini per la parte legata ai movimenti (Pasini firma anche il coordinamento della messinscena de L’inventore del cavallo), Noemi Calzolari per la dizione, Daniela Ferletta ed Ilaria Zanetti per l’impostazione musicale.
Ed infatti ricco di musica e di verve sarà lo spettacolo in scena al Teatrino di San Giovanni, che si avvale delle musiche di Germano Mazzocchetti, della luminosa scena di Pier Paolo Bisleri, dei costumi di Stefano Nicolao e delle luci di Nino Napoletano, tutti fra i più fidati collaboratori di Calenda.
Gli attori professionisti coinvolti nel progetto sono anch’essi parte della “squadra” cui di consueto il Teatro Stabile si rivolge per le proprie produzioni: Adriano Braidotti (che recentemente è stato un applaudito Arlecchino ne I due gemelli veneziani) proporrà diversi numeri di mimo e, fra gli altri, prenderà parte simpaticamente alla scena de L’inventore del cavallo, Jacopo Venturiero (che abbiamo ammirato nei panni del coraggioso aviatore in To be or not to be) sarà protagonista de Il Cosmopolita e parteciperà a diverse altre scene, Giuditta Pasquinelli interpreterà i quadri di Paganini e Gentiluomo mentre Ilaria Zanetti sfodererà tutto il suo talento canoro in Centocinquanta, per farsi poi ritrovare pura attrice in altri quadri fra cui L’orrenda parola.
Lo spettacolo è molto corale, costruito anche sull’affiatamento del giovane cast, che ha dovuto confrontarsi con difficoltà per nulla scontate: i giovani allievi del Laboratorio Teatro Ragazzi daranno prova del loro impegno in quasi tutte le scene, dividendosi in particolare le Tragedie in due battute e ritornando in Centocinquanta, L’orrenda parola, L’inventore del cavallo.
In scena ammireremo: Paolo Cartago, Valentina Crucil, Christian Destradi, Chiara Gombach, Sofia Lippi, Giada Padar, Giulia Pamfili, Ileana Pipitone, Francesco Rocchi, Davide Rossi, Samuele Steindler, Giulietta Tisminetzky, Jacopo Zucca.
Lo spettacolo replica alle ore 21 alla Sala Bartoli a partire da mercoledì 20 ottobre fino a venerdì 29: doppia recita nelle giornate di giovedì 21 e giovedì 28 ottobre, quando si terranno anche le repliche pomeridiane alle ore 17.
I biglietti sono disponibili presso i consueti punti vendita del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito internet del Teatro www.ilrossetti.it
L’ufficio stampa