Votazioni aperte dal 24 Marzo
  • Crediti

    ideazione e regia Marco Martinelli e Ermanna Montanari

    in scena Ermanna Montanari, Alessandro Argnani, Salvatore Caruso, Tonia Garante, Roberto Magnani, Mirella Mastronardi, Ernesto Orrico, Gianni Parmiani, Laura Redaelli, Alessandro Renda
    incursioni sceniche Fagio, Luca Pagliano

    scene di Edoardo Sanchi

    costumi di Giada Masi

    con la partecipazione del Coro Misto/Zbor Jacobus Gallus nell’esecuzione di alcuni brani delle opere di Giuseppe Verdi
    maestro collaboratore Marko Sancin

    arrangiamento e adattamenti musicali, accompagnatore e maestro del coro Stefano Nanni
    musiche originali di Marco Olivieri
    consulenza musicale Gerardo Guccini

    disegno luci di Fabio Sajiz
    editing video Alessandro Renda

    produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione e Teatro delle Albe / Ravenna Teatro

Un “dramma padano” che miscela cronache giudiziarie e sogni: così gli ideatori, Marco Martinelli ed Ermanna Montanari, defi- niscono “Va pensiero”, loro ultima creazione (premio Ubu 2018) che prende spunto da un episodio veramente avvenuto.

Si fa riferimento alla storia di Donato Ungaro, un vigile urbano, ma anche giornalista e scrittore, che nel 2002 si fa licenziare dal Comune di Brescello, pur di mantenere la propria integrità. Il suo atteggiamento intransigente verso personaggi potenti della cittadina (in cui si era radicata la ’ndrangheta) infastidisce: la legge, però, dovrebbe essere uguale per tutti.

PREZZO DEI BIGLIETTI

Platea A Interi € 25 | Ridotti € 22 | 2★

Platea B-C Interi € 16 | Ridotti € 14 | 1★

 

Prenotazioni stelle 28/1 h. 10.00

Vendita biglietti 30/1 h. 10.00

Martedì 24 Marzo
20:30
Mercoledì 25 Marzo
20:30

Nello spettacolo il caso di Ungaro è trasfigurato: ci si sposta in una città immaginaria e alla vicenda s’intrecciano altre storie e figure. Per Martinelli e Montanari il modello narrativo cui ispirarsi per raccontare la “nostra” collusione, è quello di Dickens, che nel suo tratteggiare la Londra cupa del malaffare sapeva lasciare uno spiraglio per una fiammella di luce. Quella fiammella è Ungaro, e la musica di Verdi – che in “Va pensiero” si fonde costantemente al racconto – ben interpreta una “speranza” a cui guardare e offe una “culla” all’orecchio del pubblico.

«“Va pensiero” – spiegano gli autori – ha due aspetti visivi che abbiamo pensato alla radice. Da una parte è un paesaggio: la drammaturgia si sposta dall’ufficio del sindaco, all’argine di un fiume, alla Piazza Mazzini di questo paese immaginario. Un paese che è un popolo – in scena ci sono dieci attori e venti coristi – ed è la terra che noi amiamo, per questo suoniamo con le nostre campane teatrali un grido di allarme, e la storia di Ungaro è questo grido. Dall’altra parte però, davanti a un paesaggio di popolo, di terra, ci sono primi piani cinematografici fortissimi: per ognuna delle dieci figure, che sono i pilastri narrativi della storia». E se il personaggio del sindaco, la Zarina, vomita bruttezza e incarna la spudoratezza del potere, lo spettacolo colpevolizza anche le figure più piccole, che testimoniano di come nella nostra società la coscienza sia offuscata colpevolmente anche nei comportamenti più quotidiani. La compagnia d’interpreti unisce attori che lavorano regolarmente con il Teatro delle Albe a nuovi apporti, che arricchiscono il cast di lingue, cadenze, esperienze artistiche. Preziosa e ricercata anche la dimensione sonora dello spettacolo a cura di Stefano Nanni: vi si intrecciano le musiche originali di Marco Olivieri, suoni naturali e celebri arie verdiane che a Trieste saranno interpretate in scena dal coro misto “Jacobus Gallus”.

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