Votazioni aperte dal 11 Maggio
  • Crediti

    regia di Antonello Capodici

    con Pippo Pattavina e Marianella Bargilli
    e con Rosario Minardi, Gianpaolo Romania, Mario Opinato

    scene di Salvo Manciagli

    costumi di Sartoria Pipi Palermo

    assistente alla regia Alessia Zarcone

    musiche Mario Incudine

    produzione ABC Produzioni - Ass.ne Progetto Teatrando - ATA Carlentini

Uno, nessuno, centomila sono i volti, le identità che vengono attribuiti dagli altri a Vitangelo Moscarda, detto Gegé, il protagonista del celebre romanzo di Luigi Pirandello, che diviene un intrigante spettacolo teatrale, nella regia di Antonello Catodici, nell’interpretazione di un Maestro della tradizione teatrale siciliana come Pippo Pattavina e della duttile Marianella Bargilli. «L’impianto narrativo tradizionale lo colloca nel solco delle produzioni “borghesi di Pirandello - scrive il regista - ma la struttura non tragga in inganno: il romanzo ribolle delle stesse ferocie familiari che hanno reso l’autore l’intelligenza più acuta, crudele, definitiva di tutto il Novecento. (…) Pirandello scopre fra le pieghe di un apparente feuilleton, una vasta rete di disturbi e nevrosi, epitome di un più ampio malessere, che contagia le società moderne come tutt’oggi le intendiamo».

PREZZO DEI BIGLIETTI

Platea A-B Interi € 27 | Ridotti € 24 | 2★

Platea C Interi € 23 | Ridotti € 19 | 1★

Gallerie Interi € 18 | Ridotti € 16 | 1★

 

Prenotazioni stelle 07/03 h. 10.00

Vendita biglietti 09/03 h. 10.00

Giovedì 11 Maggio
20:30
Venerdì 12 Maggio
20:30
Sabato 13 Maggio
20:30
Domenica 14 Maggio
16:00

In una scenografia bianca e materica, attraversata da psichedeliche pennellate, Pippo Pattavina ripercorre in flashback la storia di Gegé, trasformando presto il monologo dei ricordi in una commedia ironica e acuta. Uomo di successo, Vitangelo Moscarda vive della rendita della banca ereditata dal padre, ed è sereno, finché la moglie un giorno rimarca alcuni lievi difetti del suo aspetto: Gegé, che non li aveva mai notati, si stupisce di come gli altri lo percepiscano. La cosa diviene per lui un’ossessione: non riesce a sopportare le diverse immagini che gli altri hanno di lui e tenta in modo rocambolesco e con assurdi comportamenti di “eliminarle”.

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