Una giornata particolare del danzatore Gregorio Samsa


Votazioni aperte dal 15 Febbraio
  • Crediti

    regia e drammaturgia Eugenio Barba, Lorenzo Gleijeses e Julia Varley

    con Lorenzo Gleijeses
    voci off Eugenio Barba, Geppy Gleijeses, Maria Alberta Navello, Julia Varley

    scene Roberto Crea

    musiche originali e partiture luminose Mirto Baliani
    oggetti coreografici Michele Di Stefano

    consulenza drammaturgica Chiara Lagani

    assistente alla regia Manolo Muoio

    produzione Teatro Biondo Palermo / Gitiesse Artisti Riuniti
    in collaborazione con Nordisk Teaterlaboratorium

Lo spettacolo nasce dalla collaborazione fra un attore rigoroso come Lorenzo Gleijeses ed un grande maestro del teatro, Eugenio Barba ed interseca elementi biografici di Franz Kafka, gli accadimenti vissuti da Gregorio Samsa ne “La metamorfosi” e la vicenda di un danzatore che porta lo stesso nome.

 

PREZZO DEI BIGLIETTI

Posto unico Interi € 19 | Ridotti € 16 | 1★

Last minute € 15

 

Prenotazioni stelle 25/1 h. 10.00

Vendita biglietti 27/1 h. 10.00

 

Si ricorda che dal 6 agosto 2021 l’accesso agli spettacoli aperti al pubblico è consentito in zona bianca esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19 (Green Pass).

Martedì 15 Febbraio
19:30
Mercoledì 16 Febbraio
21:00
Giovedì 17 Febbraio
21:00
Venerdì 18 Febbraio
19:30
Sabato 19 Febbraio
21:00
Domenica 20 Febbraio
17:00

Il Samsa-danzatore cerca l’assoluta perfezione tecnica e interpretativa ripetendo ossessivamente le stesse sequenze, ma ciò lo conduce in una dimensione esistenziale dove realtà e immaginazione si confondono. «Gregorio è come un ragno che non può evitare di tessere la propria tela» spiega Gleijeses. «La sua ricerca artistica, che mira alla libertà, doppia la sua stessa vita, acquisisce una ricchezza labirintica che sarà squarciata dalla volontà di inseguire sé stesso». L’attore si addentra in questo universo forte delle linee registiche e drammaturgiche concepite con Julia Varley ed il Maestro Barba. Egli, che ha lavorato quasi esclusivamente con l’Odin Teatret, ha scelto di condividere quest’avventura artistica. «Il mio teatro? - dice - Se fosse un elemento - terra, acqua, fuoco, aria - sarebbe il mare. Non conosco l’arte di rimanere a galla da solo. Allora cerco la mano di un altro, un individuo disperato, fiducioso, ambizioso o ingenuo, ferito profondamente o che vuole scappare da se stesso. È un individuo pronto a spingere il mare insieme a me verso quel muscolo che pompa sangue. E quando esausti sentiamo che è impossibile, il mare è una goccia che cola azzurra sulla gota di uno spettatore. Suona sentimentale, ma lo sforzo ne vale la pena».

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