Votazioni aperte dal 10 Novembre
  • Crediti

    di Agatha Christie
    traduzione e adattamento di Edoardo Erba

    regia di Giorgio Gallione

    con Lodo Guenzi
    e con (in o.a.) Claudia Campagnola, Dario Merlini, Stefano Annoni, Maria Lauria, Andrea Nicolini, Mariagrazia Pompei, Tommaso Cardarelli

    scene Luigi Ferrigno

    costumi Francesca Marsella

    musiche di Paolo Silvestri

    luci di Antonio Molinaro

    produzione La Pirandelliana

Sarebbe sufficiente il nome di Agatha Christie, giallista di fama mondiale, seconda solo a Shakespeare per opere tradotte. Sarebbe sufficiente il titolo, “Trappola per topi”: dal debutto del 25 novembre 1952 all’Ambassadors Theatre di Londra, per 70 anni ha replicato con successo ininterrottamente… Invece c’è di più: c’è Edoardo Erba uno dei traduttori e drammaturghi italiani più preparati e sensibili, e c’è Lodo Guenzi, che con la stessa grazia è vincente nella musica, in televisione e nella prosa. E Giorgio Gallione: una firma registica che garantisce qualità e ispirazione, basti pensare al bellissimo “La mia vita raccontata male” in cui ha diretto Claudio Bisio, lo scorso anno. “Trappola per topi” è dunque uno spettacolo da non lasciarsi sfuggire!

PREZZO DEI BIGLIETTI

Platea A-B Interi € 27 | Ridotti € 24 | 2★

Platea C Interi € 23 | Ridotti € 19 | 1★

Gallerie Interi € 18 | Ridotti € 16 | 1★

 

Prenotazioni stelle 18/10 h. 10.00

Vendita biglietti 20/10 h. 10.00

Giovedì 10 Novembre
20:30
Venerdì 11 Novembre
20:30
Sabato 12 Novembre
20:30
Domenica 13 Novembre
16:00

La trama è un congegno implacabile: in un albergo isolato, la coppia di nuovi gestori riceve gli ospiti. Ne arrivano di attesi e di bizzarri e poi… l’imprevisto di una tempesta di neve, il telefono interrotto, l’isolamento forzato. E alla radio la notizia di un assassino psicopatico intenzionato a colpire ancora. «Sono personaggi vivi e rappresentabili - dice Gallione - e lo dimostreremo grazie alla potenza senza tempo di Agatha Christie, ma anche e soprattutto con il talento e l’adesione di una compagnia che gioca seriamente con un’opera “chiusa” e precisa come una filigrana, che però lascia spazio all’invenzione e alla sorpresa. In questo la scelta di Lodo Guenzi come protagonista è emblematica, una promessa di imprevedibilità e insieme di esattezza. Come sempre: metodo e follia».

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