Votazioni aperte dal 15 Aprile
  • Crediti

    di Molière

    traduzione di Cesare Garboli

    adattamento e regia di Roberto Valerio

    con (o.a.) Giuseppe Cederna, Vanessa Gravina, Roberto Valerio 
e con Paola De Crescenzo, Massimo Grigò, Elisabetta Piccolomini, Roberta Rosignoli, Luca Tanganelli

    scene di Giorgio Gori

    costumi di Lucia Mariani

    suono Alessandro Saviozzi

    luci di Emiliano Pona

    produzione Associazione Teatrale Pistoiese
    con il sostegno di Ministero dei beni e delle attività culturali, Regione Toscana

Una società in crisi che si dilania fra materialismo senza senso e impeti di spiritualità fanatica... È il terreno in cui Tartufo sguazza al meglio, mietendo vittime e vestendo agilmente la maschera della benevolenza e della devozione, su un volto invece ipocrita, viscido, sinistro. La pièce a cui ci si riferisce, è naturalmente il capolavoro di Molière, ma la società consumista e fanatica, vuota di morale e assetata di materia, non ricorda in modo preoccupante quella contemporanea?

PREZZO DEI BIGLIETTI

Platea A Interi € 25 | Ridotti € 22 | 2★

Platea B-C Interi € 16 | Ridotti € 14 | 1★

 

Prenotazioni stelle 21/1 h. 10.00

Vendita biglietti 23/1 h. 10.00

Mercoledì 15 Aprile
20:30
Giovedì 16 Aprile
20:30
Venerdì 17 Aprile
20:30
Sabato 18 Aprile
20:30
Domenica 19 Aprile
16:00

Questo pensiero sottende sicuramente la lettura che Roberto Valerio, ottimo attore e regista, offre del “Tartufo” sentendo la necessità, a 350 anni dal debutto, di gettare qualche fascio di luce in direzione nuova sull’opera, rivelandone valenze e significati adatti al nostro sentire. Se per Molière la figura di Tartufo nasceva per mettere alla berlina i bigotti che minavano l’evoluzione della società francese con un rigorismo religioso invocato per opportunità, il Tartufo di oggi non è un semplice impostore, deve possedere una diversa complessità. «Un guaritore. Un guru fanatico. Che denunzia, maledice e combatte (in apparenza) contro un mondo di materialismo, consumismo, lassismo, dissolutezza, permissività e amoralità. Questo angelo oscuro o demone pietoso irrompe in una famiglia borghese benestante, la sconvolge completamente, prende il controllo, la castiga, la rivoluziona, la assorbe. (...) Tartufo ipnotizza il padre, acceca la madre, sposa la figlia, bandisce il figlio, seduce la matrigna, sconvolgendo il normale flusso di vita dell’intera famiglia» anticipa il regista, che anche in Orgone – il malaticcio padre di famiglia – scruta inedite sfaccettature. «La sua preda, Orgone, è un uomo solo, fragile, non compreso dalla sua famiglia, in preda alla moderna malattia della depressione che sfocia in attacchi di ansia e nevrosi. E Tartufo è il suo medico, l’unico che riesce a comprenderlo e a regalargli serenità». Notevole il cast che Roberto Valerio, che interpreta Orgone, ha selezionato per addentrarsi in questo classico senza tempo. Perfetto, a detta unanime della critica, è il vischioso Tartufo di Giuseppe Cederna, al cui fianco si muove la Elmira di Vanessa Gravina, la sola abbastanza forte da opporsi al pericoloso manipolatore. «Porteremo sulla scena, attraverso una rappresentazione giocosa delle tensioni sociali, politiche, familiari, l’esistenza umana – conclude il regista – coniugando diversi registri in una polifonia di strati di senso, ora amari ora pungenti, che ci seducono, ci divertono e che ci parlano, nondimeno, con grande urgenza».

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