TANGO MACONDO
Il venditore di metafore


Votazioni aperte dal 28 Febbraio
  • Crediti

    liberamente ispirato all’opera “Il venditore di metafore “ di Salvatore Niffoi ed. Giunti

    drammaturgia e regia di Giorgio Gallione

    con Paolo Fresu (tromba, flicorno), Daniele di Bonaventura (bandoneon), Pierpaolo Vacca (organetto)
    
con Ugo Dighero, Rosanna Naddeo, Paolo Li Volsi
    con DEOS Danse Ensemble Opera Studio - Genova: Luca Alberti, Alice Pan, Valentina Squarzoni, Francesca Zaccaria

    scene Marcello Chiarenza

    coreografie Giovanni Di Cicco

    costumi Francesca Marsella

    musiche originali Paolo Fresu

    disegno luci Aldo Mantovani

    produzione Teatro Stabile di Bolzano

“Tango Macondo”, uno spettacolo dove narrazione, musica e coreografia si fondono per dar vita a un viaggio ai confini con la realtà, tra vecchio e nuovo Mondo, tra riti arcaici e fantastica contemporaneità.

PREZZO DEI BIGLIETTI

Platea A-B Interi € 27 | Ridotti € 24 | 2★

Platea C Interi € 23 | Ridotti € 19 | 1★

Gallerie Interi € 18 | Ridotti € 16 | 1★

 

Prenotazioni stelle 17/01 h. 10.00

Vendita biglietti 19/01 h. 10.00

Martedì 28 Febbraio
20:30
Mercoledì 1 Marzo
20:30

Liberamente ispirato al “venditore di metafore” di Salvatore Niffoi e alle storie popolari della tradizione sarda che si incrociano con il realismo magico della letteratura sudamericana di Borges, Cortazar o ancora di García Márquez, lo spettacolo racconta la storia d’amore di Matoforu, il venditore di metafore sardo interpretato da Ugo Dighero e la sua cantatrice, Azelina Bisocciu, Rosanna Naddeo. Dal paese della Barbagia, Mamoiada, conosciuto per il suo misterioso carnevale dalle origini arcaiche, fatto di maschere diaboliche e grottesche, martoriato da eventi naturali catastrofici, a Macondo - luogo di fantasia situato in Argentina in cui approdano i due protagonisti - la narrazione svela un mondo traboccante di umana follia e tragica passione. Il lirismo empatico della tromba di Paolo Fresu, compositore delle musiche di scena, i ritmi travolgenti della melodie popolari e dei tanghi, eseguiti dal vivo insieme all’organetto sardo e al bandoneon, le suggestive coreografie di Giovanni Di Cicco e la scenografia semplice ma di grande effetto di Marcello Chiarenza arricchiscono la narrazione restituendo al pubblico il gusto quasi infantile del lasciarsi trasportare nel mondo fiabesco dei racconti. Il regista Giorgio Gallione si destreggia in un discorso intricato e articolato portando in scena uno spettacolo di grande impatto.

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