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  • Crediti

    di Henrik Ibsen
    versione italiana e adattamento Fausto Paravidino

    regia Rimas Tuminas

    con Andrea Jonasson, Gianluca Merolli, Fabio Sartor, Giancarlo Previati, Eleonora Panizzo

    scene e costumi Adomas Jacovskis
    realizzazione scene Tecnoscena
    realizzazione costumi Atelier Nicolao srl

    musica Faustas Latènas, Giedrius Puskunigis, Jean Sibelius, Georges Bizet

    disegno luci Fiammetta Baldiserri

    assistente alla regia Gabriele Tuminaite
    assistente e interprete del team creativo Alina Frolenko

    materiale audio luci Opera 26
    foto e video Serena Pea

    produzione TSV – Teatro Stabile del Veneto

«Sono felice di tornare a lavorare in Italia, con un regista per cui provo una curiosa, stupita ammirazione» ha commentato Andrea Jonasson, la straordinaria attrice - stella del Burgtheater di Vienna e moglie di Giorgio Strehler di cui è stata musa per tanti fondamentali spettacoli - che incarnerà Helene Alving in “Spettri”, diretta da Rimas Tuminas. «Un uomo - ha aggiunto - che ama il metodo Stanislavskij e preferisce un palcoscenico sgombro in cui noi attori, con il nostro corpo, dobbiamo cercare di esprimere tutto ciò che questi infelici, tormentati personaggi si portano dentro: come una radiografia della coscienza in cui c’è solo tristezza».

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PREZZO DEI BIGLIETTI

Platea A-B Interi € 27 | Ridotti € 24 | 2★

Platea C Interi € 23 | Ridotti € 19 | 1★

Gallerie Interi € 18 | Ridotti € 16 | 1★

 

Prenotazioni stelle 8/11 h. 10.00

Vendita biglietti 10/11 h. 10.00

Giovedì 24 Novembre
20:30
Venerdì 25 Novembre
20:30
Sabato 26 Novembre
20:30
Domenica 27 Novembre
16:00

In effetti Tuminas - regista fra i più quotati sul piano internazionale e direttore del Teatro Vachtangov di Mosca - portando in scena il capolavoro di Ibsen nell’adattamento di Fausto Paravidino, immagina che esso si svolga in uno spazio onirico, come sgorgando dalla mente di Helene, visitata dai suoi fantasmi. Così passato e presente, personaggi reali e “spettri” s’intrecciano sul palcoscenico ricostruendo una storia che - come la tragedia classica - è offuscata da terribili verità, incesti, follie. Ibsen vi svela l’ipocrisia morale, il perbenismo di facciata di una società grigia e stagnante, come l’animo dei protagonisti dove il sole - come evidenzia il figlio Osvald nella celebre battuta finale - arriva troppo tardi. «I “fantasmi” - chiarisce Tuminas - sono le menzogne che adottiamo e che trasmettiamo ai nostri figli. Questo spettacolo è una storia di liberazione dai fantasmi che ci inseguono».

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