Non aver paura del buio


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  • Crediti

    un’idea di Gianpiero Lapilli
    realizzata con Roberta Colacino, Giada Bigot, Silvia Ponton

    con I Piccoli di Podrecca

    costumi delle marionette a cura di Sara Favero

    produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

    Si ringrazia la Fondazione Casali

Nasce da un sogno “Non aver paura del buio”, anzi, da una frase che Gianpiero Lapilli, ideatore dello spettacolo, ha sognato molti anni fa: “Non aver paura del buio perché chi ha paura del buio ha paura della fantasia”.

Una bella frase che poi lo ha accompagnato attraverso la vita e che è stata l’ispirazione di questo nuovo progetto con i Piccoli di Podrecca.

Lo spettacolo segue un numeroso calendario di appuntamenti nelle Scuole dell'Infanzia di Trieste.

Gianpiero Lapilli - che ha avuto una lunga esperienza con i Piccoli collaborando con Sergio D’Osmo - ha condotto una parte dell’ultimo corso di formazione per marionettisti promosso dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, dall’Enaip e dalla Regione, decidendo in quell’occasione di delineare un progetto creativo particolare.

Ecco allora prendere vita il nuovo allestimento che si indirizza ai bambini delle Scuole dell'Infanzia, un pubblico davvero speciale per il suo partecipare “senza filtri” a ciò che avviene in palcoscenico.

La scrittura di Lapilli, gioca molto con l’identificazione fra il protagonista - Totò, una marionetta antropomorfa, un bambino dunque - e gli spettatori ai quali insegna, attraverso l’esperienza teatrale, a gestire e a spiegarsi emozioni potenti come la paura e la stessa fantasia.

Totò - che ha paura del buio - cerca infatti di vincerla giocando alle “ombre cinesi” ma il lupo che l’ombra disegna, sorprendentemente si materializza in scena: il bimbo lo seguirà, affrontando una simpatica avventura e l’incontro con diversi personaggi buffi. Prima un’ oca, poi la rana ed infine un vecchio saggio che a Totò fornisce una lezione importante.

Inutile dire che presto anche gli spettatori superano ogni remora verso il lupo, che diventa il personaggio preferito: «È lui la vera rockstar» scherza Gianpiero Lapilli, davvero sorpreso - dopo le prime repliche nelle scuole - dell’accoglienza entusiastica dei bambini. «Nel corso dello spettacolo - spiega - le animatrici usano molte diverse tecniche di teatro di figura, dalle classiche marionette a filo ai burattini “a guanto” o “a stecca”, alle ombre: è uno stimolo alla creatività e ad usare la fantasia anche nei giochi. I bambini hanno chiaramente bisogno di tutto questo, come di appassionarsi al mondo pieno di sortilegi e di mestieri del teatro».

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