LOST IN MACONDO
(Storie di Arcadi e di Aureliani)


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  • Crediti

    liberamente ispirato a "Cent'anni di solitudine" di G.G.Márquez
    drammaturgia di Valentina Diana

    regia, ideazione e coordinamento artistico di Andrea Collavino

    in scena le attrici e gli attori del "Collettivo L'Amalgama"
    con la partecipazione Banda Peon

    costumi di Lucia De Monte

    con la Peon Band

    tecnica di Alberto De Felice

    produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e Collettivo L'Amalgama

Il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e la compagnia del Collettivo L’Amalgama collaborano a un progetto legato a Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez che viene declinato in spettacoli contaminati dal paesaggio e dalla vita dei Comuni che, nel corso dell’estate 2022, ospitano la compagnia e diventano il palcoscenico naturale di ogni capitolo. La compagnia si stabilisce nel paese per lavorare nei suoi spazi all’aperto, chiedendo la collaborazione artistica e tecnica della gente del posto, valorizzandone le tradizioni e l’associazionismo. Alla fine della settimana di residenza il pubblico assiste, in forma di spettacolo, al capitolo appena creato.

Domenica 28 agosto alle 17.45 la rappresentazione partirà da Piazza della Libertà a Turriaco.

Ingresso gratuito

Domenica 28 Agosto
17:45

Il romanzo racconta sette generazioni della famiglia Buendía, il cui capostipite fondò la città di Macondo, dove avvengono tutti gli incontri ed eventi soprannaturali che caratterizzano l’opera e dove si intrecciano i destini degli abitanti con quello del mondo circostante. Ispirato al realismo magico di Márquez, il lavoro si focalizza sulla ricerca dell’elemento surreale e fantastico della vita quotidiana, sui casi miracolosi che ci possono capitare tutti i giorni e che non si possono spiegare razionalmente: un incontro fortuito, un incidente, un’eredità inaspettata, una predizione che si realizza. Questi eventi straordinari, avverandosi, cambiano il corso dell’esistenza dei singoli ma anche di famiglie, generazioni e paesi.

La compagnia recupera così la componente magica presente nelle storie dei Comuni italiani per mostrare quanto di meraviglioso si nasconde nel reale. Si farà influenzare dai fatti reali e miracolosi che racconteranno gli abitanti, da leggende, dal romanzo stesso per costruire così i vari capitoli. Si riscriverà la storia dei paesi ospitanti come fossero nuove Macondo: luoghi rappresentativi di un immaginario collettivo.

Ogni capitolo, ogni lavoro nel singolo paese, sarà uno spettacolo a sé: le prove si terranno all’aperto e il lavoro crescerà di giorno in giorno sotto gli occhi dei passanti. Le strade, i cortili, le aiuole, i parchi saranno il palcoscenico. Verranno realizzate delle video interviste, fondamentali tesori drammaturgici per la scrittura dei capitoli, che faranno da ponte tra la storia e la cultura dell’area geografica di residenza e l’immaginario dell’opera di Márquez. La serata finale, con la rappresentazione unirà spettacolo e festa, restituendo così al teatro la sua funzione: un momento in cui ritrovarsi, fare comunità e ascoltare insieme una storia. Inoltre le interviste saranno proiettate dopo lo spettacolo, creando un momento d’incontro pubblico tra i comuni e le storie dei suoi abitanti.

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