di Marco Paolini e Gianfranco Bettin

con Marco Paolini

tavole illustrate Roberto Abbiati

musiche originali Stefano Nanni

audiovisivi e luci Michele Mescalchin
fonica Tiziano Vecchiato
voci campionate di Beatrice Gallo, Emanuele Wiltsch

produzione Michela Signori, Jolefilm

Repliche: 5

Dopo i successi di “Racconto per Ustica”, “Parlamento chimico”, “Bestiario Veneto”, “Miserabili”, “Itis Galileo”, “Il Sergente” e ”Ballata di uomini e cani” Marco Paolini ritorna al Politeama Rossetti con un esperimento di fantascienza narrata a teatro.

PREZZO DEI BIGLIETTI

Platea A-B Interi € 31 | Ridotti € 28 | 2

Platea C Interi € 26 | Ridotti € 242

I galleria Interi € 20 | Ridotti € 181

II galleria Interi € 15 | Visibilità ridotta € 121

 

Prenotazioni stelle 3/10

Vendita biglietti 5/10

Mercoledì 18 Ottobre

20:30

Giovedì 19 Ottobre

20:30

Venerdì 20 Ottobre

20:30

Sabato 21 Ottobre

20:30

Domenica 22 Ottobre

16:00

La Stagione 2017-2018 si apre nel segno del grande teatro di narrazione e del talento di uno straordinario artista, autore, attore, e prezioso amico del Teatro Stabile: Marco Paolini. Quasi tutti i suoi spettacoli sono stati applauditi a Trieste, a partire da “Il racconto del Vajont” presentato dallo Stabile con straordinario successo nel 1996, per poi passare al teatro civile di “Racconto per Ustica” e “Parlamento chimico”, agli entusiasmanti “Il Milione” e “Bestiario Veneto”, alle indagini di ampio respiro di “Miserabili”, “Itis Galileo”, “Il Sergente”, ”Ballata di uomini e cani”, fino all’affascinante operazione di “Amleto a Gerusalemme”… 

Questa volta Paolini propone un esperimento di fantascienza narrata a teatro: ha infatti sentito l’urgenza di dare spazio all’inquietudine del futuro. Un futuro che travolge velocissimo le nostre vite, come pure i limiti della nostra immaginazione: «Nella stazione spaziale del film “2001 Odissea nello spazio” (girato da Kubrick nel 1968) ci sono cabine telefoniche a disposizione dei viaggiatori, sono modernissime, confortevoli e permettono di fare videochiamate, ma sono fisse. Nessuno nel film usa un telefono portatile o un palmare» osserva infatti l’autore, riflettendo sul come sia difficile, paradossalmente, fare previsioni sul futuro prossimo, che invece potrebbe essere parte del nostro orizzonte.

Il suo nuovo spettacolo – scritto assieme a Gianfranco Bettin – indaga proprio nelle pieghe di questo “futuro prossimo” e si svolge fra 5000 giorni, in una Mestre multietnica, che si affaccia su un Porto Marghera trasformato in fabbrica di neve, visti i cambiamenti climatici… Una prospettiva che sul domani saprà farci sorridere, ma anche pensare.

GUARDA IN ANTEPRIMA ALCUNE IMMAGINI DELLO SPETTACOLO

Numero Primo è un bambino intelligentissimo, ibrido genetico e figlio insperato del maturo Ettore – fotografo della “vecchia guardia” più ispirato dalla pellicola che dal digitale – e di una madre di cui conosciamo solo la voce computerizzata. Il rapporto padre-figlio offre a Paolini l’opportunità di riflettere su come viviamo l’evoluzione tecnologica, il confronto con i giovani, su come siamo disposti a cambiare noi stessi e l’etica… 

«Ho un’età in cui non sento il bisogno di guardare indietro, di ricostruire, preferisco sforzarmi di immaginare il futuro, così farò un Album con nuovi personaggi» prospettava Marco Paolini affrontando questo lavoro, nato come sempre nel suo teatro, da una lunga elaborazione, con molte verifiche con il pubblico da cui si delinea, passo dopo passo, lo spettacolo, che debutta al Rossetti nella sua edizione compiuta.

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