LA NAVE FANTASMA


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  • Crediti

    di Giovanni Maria Bellu, Renato Sarti e Bebo Storti

    regia di Renato Sarti

    con Bebo Storti, Renato Sarti

    disegni Emanuele Luzzati

    musiche Carlo Boccadoro

    produzione Teatro della Cooperativa PREMIO GASSMAN / Città di Lanciano 2005 – Miglior Testo Italiano

    Repliche: 6

Premio Gassman come miglior testo italiano, “La nave fantasma” è una sintesi drammatica su argomenti scottanti e nasce da un’inchiesta giornalistica firmata sul quotidiano La Repubblica da Giovanni Maria Bellu, anche co-autore dello spettacolo. Assieme a lui, per dare sostanza e ritmo teatrale al racconto, hanno lavorato Renato Sarti, coraggioso e completo artista teatrale (che firma la regia) e Bebo Storti, che con Sarti è anche protagonista in scena. “La nave fantasma” è un battello affondato al largo della Sicilia il 25 dicembre 1996, carico di migranti provenienti da India, Pakistan e Sri Lanka. 

PREZZO DEI BIGLIETTI

Posto unico Interi € 19 | Ridotti € 16 | 1

Last minute € 15

 

Prenotazioni abbonati "altri percorsi" 16/2

Prenotazioni stelle 20/2

Vendita biglietti 22/2

Martedì 17 Aprile
19:30
Mercoledì 18 Aprile
21:00
Giovedì 19 Aprile
21:00
Venerdì 20 Aprile
19:30
Sabato 21 Aprile
21:00
Domenica 22 Aprile
17:00

Premio Gassman come miglior testo italiano, “La nave fantasma” è una sintesi drammatica su argomenti scottanti e nasce da un’inchiesta giornalistica firmata sul quotidiano La Repubblica da Giovanni Maria Bellu, anche co-autore dello spettacolo. Assieme a lui, per dare sostanza e ritmo teatrale al racconto, hanno lavorato Renato Sarti, coraggioso e completo artista teatrale (che firma la regia) e Bebo Storti, che con Sarti è anche protagonista in scena. I due – che hanno frequentato in modo intelligente e graffiante il mondo del cabaret – fanno ricorso a certi suoi registri anche in questo spettacolo: sono ad esempio costantemente in rapporto diretto con il pubblico, improvvisano, giocano su ritmi incalzanti che incatenano l’attenzione. Ma quanto raccontano è una denuncia cruda e durissima, ed il loro cabaret diventa tragico, scioccante e – alla luce di quanto accade oggi – ancor più significativo.

“La nave fantasma” è un battello affondato al largo della Sicilia il 25 dicembre 1996, carico di migranti provenienti da India, Pakistan e Sri Lanka. Oggi eventi simili sono un’inumana consuetudine, allora era più che un caso isolato.

Ci furono 283 vittime: la maggiore tragedia navale accaduta nel Mediterraneo dalla Seconda Guerra Mondiale. Nonostante la rilevanza del numero di vittime e la straordinarietà dell’evento, però, pochi fra le autorità e fra gli stessi mass-media se ne occuparono, e anche i pescatori – che, attivissimi in quelle acque, trovarono impigliati nelle loro reti molti morti – finirono per lasciare al mare quei corpi, temendo il blocco delle loro attività. Proprio grazie alla sfida di uno di loro, Salvatore Lupo, pescatore di Portopalo, il fatto ritorna alla luce cinque anni più tardi: la sua testimonianza è raccolta da Giovanni Maria Bellu e diviene l’ossatura dell’importante reportage che culmina nell’individuazione del relitto, e nella diffusione delle sue immagini. Ma il silenzio continua ad attorniare la vicenda, nonostante l’impegno di alcune personalità di spicco nel mondo della cultura e della politica: il relitto fino ad oggi non è stato recuperato, né questa storia è stata restituita senza omertà. Anzi è stata “travolta” da tanti, troppi altri naufragi di migranti nel Mediterraneo. Cronache quotidiane ormai, che fanno dello spettacolo un’essenziale occasione di riflessione sui temi connessi all’immigrazione: la disperazione delle vittime, la ferocia dei trafficanti, le reazioni xenofobe, ma anche l’impreparazione e la paura della nostra società nell’affrontare il fenomeno. 

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