Votazioni aperte dal 11 Gennaio
  • Crediti

    di Francesco Niccolini

    regia di Giuseppe Marini

    con Claudio Casadio
    voci: Andrea Paolotti (Ermes) Cecilia D’Amico (Sorella) Andrea Monno (Infermiere) Giuseppe Marini (Dottore)

    illustrazioni Andrea Bruno
    scenografia e animazioni Imaginarium Creative Studio

    musiche originali Paolo Coletta

    collaborazione alla drammaturgia Claudio Casadio

    una produzione Società per Attori / Accademia Perduta Romagna Teatri
    in collaborazione con Lucca Comics & Games

Francesco Niccolini ha scritto per alcuni dei più importanti attori italiani - da Marco Paolini a Vetrano e Randisi - e Claudio Casadio è un eccellente attore di cinema e teatro: intrecciano il loro talento per portare in scena “L’Oreste”. È una riflessione toccante e innovativa sull’abbandono e sull’amore negato, su come la vita spesso sia impietosa. E su come, a volte, sia più difficile andare da Imola a Lucca che da Imola sulla Luna.

PREZZO DEI BIGLIETTI

Posto unico Interi € 19 | Ridotti € 16 | 1★

Last minute € 15

 

Prenotazioni stelle 14/12 h. 10.00

Vendita biglietti 16/12 h. 10.00

 

Si ricorda che dal 6 agosto 2021 l’accesso agli spettacoli aperti al pubblico è consentito in zona bianca esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19 (Green Pass).

Martedì 11 Gennaio
19:30
Mercoledì 12 Gennaio
21:00
Giovedì 13 Gennaio
21:00
Venerdì 14 Gennaio
19:30
Sabato 15 Gennaio
21:00
Domenica 16 Gennaio
17:00

Potrebbe sembrare un intrigante monologo, ma “L’Oreste” è molto di più. «Grazie alla “mano” di Andrea Bruno, uno dei migliori illustratori italiani, e alla collaborazione con il Festival Lucca Comics, lo spettacolo si popola di personaggi con una continua interazione fra presenza scenica e disegno animato» spiega l’autore. «L’Oreste riceve visita dai suoi familiari, dalle visioni dei mondi disperati che coltiva dentro di sé, oltre che da medici e infermieri. I sogni dell’Oreste, i suoi incubi, i suoi desideri e gli errori di una vita tutta sbagliata, trasformano la scenografia in un caleidoscopio di presenze che solo le tecniche del “Graphic Novel Theater” rendono realizzabile».

Il mondo dell’Oreste risulta allora vivissimo: un paradosso, visto che da trent’anni è rinchiuso nel grigiore di un manicomio. La sua vita è stata punteggiata da traumi: la morte della sorella più amata, la partenza del padre per la guerra in Russia, il rifiuto della madre... Un ragazzino così problematico passava facilmente (e crudelmente) dal riformatorio al manicomio: ciononostante Oreste è allegro, canta, scrive alla fidanzata e si racconta.

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