Votazioni aperte dal 29 Marzo
  • Crediti

    di Carolina Africa Martìn Pajares

    traduzione di Antonella Caron

    regia Andrea Collavino

    con Fiammetta Bellone, Elsa Bossi, Sara Cianfriglia, Elena Dragonetti, Alice Giroldini

    disegno luci Aldo Mantovani

    assistente alla regia Marta Prunotto

    produzione Teatro Nazionale di Genova

Cinque donne, tre generazioni, una famiglia: e l’amore a tessere in una polifonia esistenziale, le mille melodie che compongono la vita di ognuna, fatta di dolore e di sogni, di gioie e di affetti, di impegni professionali e di distacchi sentimentali... Quanti eventi e sentimenti compongono una vita, e quanti si intrecciano nella famiglia tutta al femminile che l’autrice spagnola Carolina Africa Martin ritrae in questa ironica pièce! Il regista Andrea Collavino pone proprio queste emozioni universali al centro dello spettacolo, tanto da rinunciare del tutto agli oggetti di scena: «Liberato il palco dagli oggetti, diamo agli spettatori la possibilità di immaginare (...) Gli oggetti d’uso casalingo, le camere, i corridoi, i muri che parlano, perché mai abbastanza spessi, gli specchi, i tappeti e le lampade, tutto acquista la sua multiforme e unica dimensione nella mente e nei ricordi di ogni spettatore, risultando contemporaneamente un viaggio nel mondo di Carolina Africa Martin e nel proprio unico universo personale».

PREZZO DEI BIGLIETTI

Posto unico Interi € 19 | Ridotti € 16 | 1★

Last minute € 15

 

Prenotazioni stelle 1/3 h. 10.00

Vendita biglietti 3/3 h. 10.00

 

Si ricorda che dal 6 agosto 2021 l’accesso agli spettacoli aperti al pubblico è consentito in zona bianca esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19 (Green Pass).

Martedì 29 Marzo
19:30
Mercoledì 30 Marzo
21:00
Giovedì 31 Marzo
21:00
Venerdì 1 Aprile
19:30
Sabato 2 Aprile
21:00
Domenica 3 Aprile
17:00

Le ottime attrici danno vita in perfetta coralità alle figure della Nonna, della Madre e delle tre figlie che - con una vitalità che ricorda il cinema di Almodovar e con infinita tenerezza - intrecciano le esperienze del passato alle esigenze del presente, e guardano al futuro anelando alla felicità. «È come un piccolo buco nel muro per vedere quella che è la vita quello che siamo - spiega l’autrice - senza pretendere altro, contemplando la grandezza e la miseria di una casa riconoscibile, piena di ironia, rimproveri, silenzi, dolore, risate».

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