Votazioni aperte dal 14 Febbraio
  • Crediti

    di Costanza Di Quattro

    regia di Moni Ovadia
    regista collaboratore Giampaolo Romania

    con Mario Incudine

    costumi e installazioni Elisa Savi

    musiche Mario Incudine
    eseguite dal vivo da Antonio Vasta

    luci Daniele Savi

    produzione A.S.C. PRODUCTION Arte Spettacolo Cultura
    Teatro Della Città
    in collaborazione con Teatro Leonardo Sciascia, Teatro Nino Martoglio, Teatro Pubblico Ligure

Il teatro ed una favola che - a iniziare da Perrault - è divenuta un topos della cultura occidentale e allude al femminicidio. Lo sguardo incisivo di una giovane autrice, Costanza Di Quattro, si coniuga al linguaggio registico raffinato e duttile di Moni Ovadia che si affida al talento poliedrico di Mario Incudine, un artista-cantastorie che alterna recitazione narrativa alle forme del “cunto” della tradizione siciliana.

Sono le basi di uno spettacolo che rilegge in modo attuale la favola di “Barbablù”.

«Sul palco insieme al protagonista - racconta Moni Ovadia - c’è Antonio Vasta, un formidabile polistrumentista che incarna e riverbera nel suo agire musicale le emozioni, le pulsioni e i deliri e li restituisce incessantemente con una scarna ritualità. La scena è

PREZZO DEI BIGLIETTI

Posto unico Interi € 19 | Ridotti € 16 | 1★
Last minute € 15

 

Prenotazioni stelle 10/01 h. 10.00

Vendita biglietti 12/01 h. 10.00

Martedì 14 Febbraio
19:30
Mercoledì 15 Febbraio
21:00

immersa in un clima “gotico” e le donne di Barbablù sono istallazioni/simulacri ideati da Elisa Savi a significare che il femminicida per antonomasia non può concepire l'identità femminile nella sua dignità, non può pensare una relazione con il mondo femminile ma solo sottomissione ad uno schema costruito da lui in modo ossessivo nel quadro del suo inopponibile dominio. Il flusso tumultuoso della confessione di Barbablù - che si concede talora all'intimismo di fronte alla memoria dell'unica donna amata, Iris, bellissima, dolcissima, sottomessa, perfetta, che cionondimeno lui uccide per averla sua per sempre - si alterna a tre momenti di straniamento attraverso i quali, uscendo di scena, il “mostro” si riconosce come tale e ci ammaestra sulla cultura che genera i Barbablù e continua a generarli»

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