Votazioni aperte dal 4 Marzo
  • Crediti

    di Sofocle

    traduzione e adattamento Laura Sicignano e Alessandra Vannucci

    regia di Laura Sicignano

    con Sebastiano Lo Monaco

    Lucia Cammalleri, Egle Doria, Luca Iacono, Silvio Laviano, Simone Luglio, Franco Mirabella, Barbara Moselli, Pietro Pace

    scene e costumi Guido Fiorato

    musiche originali eseguite dal vivo Edmondo Romano

    luci di Gaetano La Mela

Una storia antichissima e attuale si perpetua in uno spazio astratto, visionario, fra macerie di palazzi sventrati e testimonianze di tecnologie e miserie, quelle stesse che vediamo nei reportage giornalistici, purtroppo quotidianamente, confondendo ormai nell’abitudine i contorni ed i particolari di guerre mediorientali che non trovano fine... Una storia che racconta il contrasto – che è sempre avvenuto nella Storia – fra ragione di stato e ribellione, fra le parole del potere, degli adulti e la pietas e l’istinto dei giovani...

PREZZO DEI BIGLIETTI

Platea A Interi € 25 | Ridotti € 22 | 2★

Platea B-C Interi € 16 | Ridotti € 14 | 1★

 

Prenotazioni stelle 17/12 h. 10.00

Vendita biglietti 19/12 h. 10.00

Mercoledì 4 Marzo
20:30
Giovedì 5 Marzo
20:30
Venerdì 6 Marzo
20:30
Sabato 7 Marzo
20:30
Domenica 8 Marzo
16:00

Laura Sicignano, direttore del Teatro Stabile di Catania e regista, sente la necessità di riportare sul palcoscenico la storia struggente di Antigone, uno di quei miti in cui la terra di Sicilia affonda le proprie radici: «Da Sant’Agostino a Leibniz, da Voltaire ad Hannah Arendt, l’idea del male minore ha percorso il pensiero morale occidentale» osserva. «Antigone nel momento in cui si affaccia alla vita adulta, preferisce trasformarsi in martire in nome di una radicale negazione del mondo. I giovani di questa tragedia si immolano. Il vuoto dei padri inghiotte quello dei figli, in un vortice che implode davanti agli occhi del mondo. Tutti i personaggi invocano gli dei, ma non arriverà alcun deus ex machina a riportare la pace».

Durante la guerra tebana, i fratelli di Antigone, Eteocle e Polinice, si affrontano in un tremendo duello sotto le mura della città contesa e si uccidono l’un l’altro. Il re Creonte deve riportare l’ordine dopo la guerra civile, segnare un confine netto fra vincitori e vinti, estirpare ogni focolaio di ribellione seguendo esclusivamente la Ragion di Stato e lo fa attraverso un editto durissimo: condanna a rimanere insepolto il cadavere di Polinice. Ma Antigone non può accettare la scelta del re e si ribella alla legge in nome di una giustizia del cuore e degli uomini, di una pietas e di una morale che la pone in comunicazione con il mondo degli dei e delle anime, più che con le esigenze della politica. I giovani del dramma incarnano questo sentire, e lo perseguono al costo della vita: Antigone disobbedendo, seppellisce il corpo di Polinice e viene condannata. Prima di essere giustiziata si toglie la vita, seguita per amore da Emone, suo promesso sposo e figlio del re. «Miei primi compagni di viaggio – spiega la regista – saranno un attore siciliano di tradizione classica - Sebastiano Lo Monaco - nei panni di Creonte, contrapposto ad un’Antigone - Barbara Moselli - che pur provenendo da una scuola classica, si è mossa spesso nei teatri di frontiera».

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