QUELL’ANNO DI SCUOLA
  • Crediti

    progetto drammaturgico e regia di Alessandro Marinuzzi

    con gli attori della Compagnia Stabile del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia Ester Galazzi e Riccardo Maranzana
    e della Compagnia Giovani (progetto TeSeO) del Teatro Stabile del Veneto Meredith Airò Farulla, Riccardo Bucci, Davide Falbo, Chiara Pellegrin, Emilia Piz, Gregorio Righetti, Andrea Sadocco, Daniele Tessaro

    elementi scenici e costumi Andrea Stanisci

    assistente alla regia Davide Rossi

    produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Teatro Stabile del Veneto

“Un anno di scuola” di Giani Stuparich è una struggente rivisitazione d’ispirazione autobiografica della Trieste dell’inizio dell’altro secolo, della sua gioventù e del suo ambiente culturale, a pochi anni dallo scoppio di quella prima guerra mondiale che cambiò molti destini collettivi e individuali, ma è anche uno strumento per mettere criticamente a confronto la società e i giovani di allora con quelli di oggi.

Alessandro Marinuzzi, regista e formatore teatrale triestino che ha già collaborato con il Teatro Stabile regionale, rievoca i diversi punti di vista di una generazione di studenti triestini, alle soglie della maturità, mettendoli a confronto con quelli di una compagnia di giovani allievi attori e con le diverse generazioni viventi nel presente odierno, ma anche riconnettendoli con i suoi personali ricordi di adolescente al tempo della sua partecipazione all’omonimo film per la RAI realizzato da Franco Giraldi nel 1977. Fu infatti il più giovane attore del cast, nel ruolo di Momi.

A portare in scena lo spettacolo, oltre a Ester Galazzi e Riccardo Maranzana della Compagnia Stabile saranno gli allievi attori della Compagnia Giovani del progetto TeSeO dello Stabile del Veneto, in una elaborazione drammaturgica del testo di Stuparich firmata da Marinuzzi insieme al giovane Davide Rossi: una scelta che riflette in scena la venatura d’inquietudine ed emotività giovanile che palpita nelle pagine del romanzo e lo rende così universale.

Congratulazioni

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