Locke
  • Crediti

    regia di Filippo Dini

    con Filippo Dini

    le voci al telefono sono di (in ordine di apparizione): Sara Bertelà, Eva Cambiale, Alberto Astorri, Emilia Piz, Iacopo Ferro, Mattia Fabris, Mariangela Granelli, Valentina Cenni, Carlo Orlando, Giampiero Rappa, Fabrizio Coniglio

    scene e costumi Laura Benzi

    luci Pasquale Mari

    produzione Teatro Franco Parenti - Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia - Teatro Stabile di Torino

    Repliche: 6

Un testo intenso e coinvolgente che avviene “in tempo reale”: il pubblico vive 75 minuti assieme al protagonista, in un viaggio lancinante alla fine del quale quell’uomo sarà profondamente diverso.

Il bravissimo Filippo Dini lo porta in scena da regista e interprete: una sfida che ha immaginato immediatamente, nel 2014, davanti al film omonimo di Steven Knight con Tom Hardy. La scrittura dell’autore inglese gli appare perfetta per il teatro ed essenziale per il momento che viviamo: «È un viaggio epico di un eroe contemporaneo - spiega infatti Dini - che si assume la responsabilità di aver sbagliato volendone anche portare le conseguenze, senza nascondersi o fuggire. Questa ammissione di fallibilità, nella nostra società inautentica, è un atto epico e insolito (...): la sua onestà è un dono per tutti noi».

Ivan Locke esce dal cantiere londinese di cui è a capo: è un uomo borghese, di successo, si fidano tutti di lui. Si infila in una bella macchina e parte. Lo attendono come ogni sera la moglie, una bella casa, il barbecue, la partita da vedere in televisione con i figli...

Le telefonate che fa durante il viaggio e la forma dei suoi rapporti con gli interlocutori ce lo svelano a poco a poco: fino a quando coglieremo la sua scelta, coraggiosa, definitiva, sicuramente traumatica.

Quella sera non viaggia verso casa: c’è un’altra voce da ascoltare, quella di una donna che sta per partorire.

Congratulazioni

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