VALZER PER UN MENTALISTA
  • Crediti

    di Davide Calabrese e Fabio Vagnarelli

    regia di Marco Lorenzi
    aiuto regia Yuri D'Agostino

    con Vanni De Luca, Andrea Germani e Romina Colbasso

    visual concept e luci Eleonora Diana

    musiche di Giorgio Tedesco

    produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

Trieste 1919. Un giovane completamente privo di memoria viene rinchiuso nel frenocomio cittadino. Lì Nemo – questo il nome che viene assegnato al misterioso uomo senza passato – incontra la dottoressa Martha Bernard (Romina Colbasso), che sperimenta con lui l’innovativa tecnica della psicanalisi, e un altro strano paziente con cui condivide la stanza di degenza: Edi (Andrea Germani).

Tre personaggi diversi, ma che sembrano le molte facce di una stessa medaglia. Un sistema di scatole cinesi in cui niente è come sembra e che annoda le vicende dei tre protagonisti in un vero e proprio Valzer continuamente spiazzante: la dottoressa Bernard sembra perseguire la missione di riabilitare il giovane senza memoria e contemporaneamente affrancare la dottrina psicanalitica agli occhi dei colleghi detrattori; Edi è intento a smontare gli entusiasmi del compagno di stanza e a ricordargli quanto la condizione del malato mentale sia irreversibile; Nemo, del tutto smarrito dalla perdita della sua identità, è attanagliato da paure, speranze, incubi atroci e abilità straordinarie che emergono suo malgrado. Tutto questo fino ad un finale che ci ricorda che non dobbiamo mai fidarci delle apparenze e che la realtà è sempre più complessa di quanto sembri. “Valzer per un mentalista” è una creazione singolare ed innovativa che non è né uno spettacolo di prosa né di magia, ma un affascinante crossing tra i due, alla ricerca di un’esperienza e di un territorio nuovi. Si propone di catapultare il pubblico all’interno di una vicenda avvincente e contemporaneamente mettere lo spettatore nella condizione disfidare la memoria e le capacità mentali di Nemo (il mnemonistaVanni De Luca). Memoria, finzione, verità ed intrattenimento si fondono e si confondono in un contesto onirico nel quale sembrerà di muoversi come in un sogno. «“Valzer per un mentalista” – spiega il regista Marco Lorenzi – è un lavoro di equilibrio davvero affascinante. Credo che in questo carattere di grande novità sia il motivo che mi spinge ad abbracciare una sfida come questa. Se ci penso bene, non conosco niente che possa assomigliare ad uno spettacolo come questo, che si propone di non essere né uno spettacolo di prosa, né uno spettacolo di magia, ma di essere entrambi e forse anche qualcosa di più. Ovvero una scommessa per una forma nuova e avvincente. Qualcosa che porti gli spettatori e gli attori in un gioco con regole nuove. Con il quale riconsegnare al pubblico alcune domande per me davvero importanti: cosa saremmo noi senza la memoria del nostro passato? E cosa saremmo senza la possibilità di immaginare il nostro domani?»

Congratulazioni

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