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dal 20 al 29 ottobre 2010
Politeama Rossetti, Sala Bartoli
L'INVENTORE DEL CAVALLO
Di: da Achille Campanile
Scene: Pier Paolo Bisleri
Costumi: Stefano Nicolao
Musiche: Germano Mazzocchetti
Regia: messinscena a cura di Luciano Pasini, supervisione artistica di Antonio Calenda
Produzione: Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia per "Open Door. Teatri a Teatro 2010"
Interpreti: Adriano Braidotti, Jacopo Venturiero, Giuditta Pasquinelli, Ilaria Zanetti
e con Paolo Cartago, Valentina Crucil, Christian Destradi, Chiara Gombach, Sofia Lippi, Giada Padar, Giulia Pamfili, Ileana Pipitone, Francesco Rocchi, Davide Rossi, Samuele Steindler, Giulietta Tisminetzky, Jacopo Zucca
Repliche: 14
L’inventore del cavallo che il Teatro Stabile ha prodotto per la rassegna Open door. Teatri a Teatro 2010, coordinata e sostenuta dalla Provincia di Trieste, ha ottenuto, nelle repliche estive al Teatrino di San Giovanni, un deciso successo. Ecco allora che all’entusiasmo dei giovani allievi del Laboratorio Teatro Ragazzi, che ne sono i protagonisti assieme agli ottimi attori professionisti Adriano Braidotti, Jacopo Venturiero, Giuditta Pasquinelli e Ilaria Zanetti, viene offerta una nuova opportunità di mettersi alla prova, questa volta davanti al pubblico del cartellone altripercorsi che di certo godrà della verve del versatile cast e dell’intramontabile humor di Campanile.
Lo spettacolo, suggerito da Antonio Calenda – che ne firma la supervisione artistica – è infatti completamente incentrato sull’umorismo sagace e senza tempo di Achille Campanile e si compone di un collage di alcune fra le sue pagine più amate: da L’orrenda parola a Centocinquanta la gallina canta, passando per le celeberrime Tragedie in due battute fino ad arrivare a L’inventore del cavallo, che dà il titolo alla piéce.
Antonio Calenda ha messo a disposizione del progetto tutta la sua competenza: è infatti un devoto cultore dell’ironia di Campanile, autore a cui ha dedicato ben otto fortunati spettacoli.
Uno spettacolo declinato dunque nel segno della intensità, della generosità, della duttilità dei giovani – professionisti e allievi – ma anche nel segno della speranza che essi simboleggiano: «Attraversiamo un momento dei più difficili per il teatro e la cultura – sottolinea infatti Antonio Calenda – e mi è sembrato significativo investire proprio ora sui giovani, sulla loro attenzione, sulla curiosità che rivolgono al teatro, e anche sulla loro dedizione. Ed è stata una scelta mirata anche quella di affrontare assieme a loro proprio Achille Campanile, che è stato un punto di riferimento del “nuovo” nella letteratura e nel teatro del Novecento, e si rivela ancora attualissimo nel farci capire cos’è il teatro quando è metafora, quando attraverso l’ironia ci racconta l’assurdo del vivere».
Fecondo e acutissimo autore, Campanile ha percorso nella sua carriera tutti i generi letterari dal romanzo al teatro, dal giornalismo all’aneddoto, tratteggiando sottilmente la realtà – quella frastagliata, complessa del XX secolo – attraverso la lente dell’umorismo.
Una chiave che continua, nel tempo, a conquistarci: lo dimostrano da un lato l’immediato entusiasmo con cui lo hanno studiato e interpretato i protagonisti de L’inventore del cavallo, dall’altro, molti illustri pareri di intellettuali…
Fra questi vanno menzionati almeno Umberto Eco che ha evidenziato chiaramente come «Campanile sia narratore che usa detriti di altri romanzi e di parlare quotidiano molto prima di Ionesco (…) Il suo umorismo è chiave per capire, attraverso le contorsioni del linguaggio comune, restituito alla sua pregnanza dalla tecnica amplificatoria, un aspetto sia pure minimo della condizione umana». Poi Carlo Bo, che ha avuto in passato modo di puntualizzare quanto il teatro dell’assurdo sia debitore dell’intuizione campaniliana: «L’assurdo però – scrive introducendo il Manuale di Conversazione – che pure è una categoria riscoperta prima da Campanile e in seguito adoperata da scrittori che ebbero fortuna e fama mondiali, in lui resta come un momento astratto: non vi si fonda sopra nessuna teoria. Come c’era grazia e libertà nel momento iniziale del racconto, grazia e libertà si ritrovano puntualmente al momento delle conclusioni che – oltre tutto – non sono mai definitive, conservando il loro rapporto di colloquio». E ugualmente importanti sono stati gli scritti che Enzo Siciliano ha dedicato all’autore: «In Campanile – ammette nella prefazione ad Agosto moglie mia non ti conosco – il riso riflette l’inutilità di sé stesso. Che prospettive si aprono oltre questa metafisica inutilità? Forse una delusione profonda, un sentimento di relativismo radicale. Oltre Campanile si incontra il Flaiano migliore, col suo celebrare continuo e ininterrotto il vanitas vanitatum. Oppure, si incontra la sfrontata causticità dell’ironico Malerba, o le pagine del più giovane Celati, quando sono depurate da ogni culturalistica interferenza. Sul fondo incrocia il Longanesi degli anni buoni. È pur sempre un ridere che contraddice ogni sua prevedibile movenza, e si capovolge nel contrario. Da ultimo i maestri della risata hanno dichiarato forfait, e hanno passato la mano ad altri, a scrittori del tutto diversi: per esempio a scrittori come Samuel Beckett».
Mentre è di poche settimane fa un interessantissimo intervento sulle pagine culturali de La Repubblica a firma di Paolo Mauri, dedicato all’epistolario dello scrittore e da cui scaturisce tutto il gusto geniale e folle di Campanile per la battuta…
Su una materia che coniuga brillantezza e intelligenza, energia e stile, la numerosa compagnia de L’inventore del cavallo ha lavorato con vera passione: gli allievi del Laboratorio Teatro Ragazzi vi si sono dedicati già durante i corsi regolari e sono stati seguiti in questo percorso formativo dagli insegnanti Luciano Pasini per la parte legata ai movimenti (Pasini firma anche il coordinamento della messinscena de L’inventore del cavallo), Noemi Calzolari per la dizione, Daniela Ferletta ed Ilaria Zanetti per l’impostazione musicale.
Ed infatti ricco di musica e di verve è lo spettacolo che si avvale delle musiche di Germano Mazzocchetti, della luminosa scena di Pier Paolo Bisleri, dei costumi di Stefano Nicolao e delle luci di Nino Napoletano, tutti fra i più fidati collaboratori di Antonio Calenda.
   
  Interi € 16.00
  Ridotti € 14.00
   
  ABB. STELLE  
  Tutti i settori 1*
   

MER 20 ottobre h. 21.00 turno Ba1

GIO 21 ottobre h. 17.00

GIO 21 ottobre h. 21.00 turno Ba2

VEN 22 ottobre h. 21.00 turno Ba4

LUN 25 ottobre h. 21.00

MAR 26 ottobre h. 21.00

MER 27 ottobre h. 21.00

GIO 28 ottobre h. 17.00 turno Ba5

GIO 28 ottobre h. 21.00

VEN 29 ottobre h. 21.00 turno Ba3

Inizio Prevendita
MAR 28 ottobre
pren.abbonamento stelle

GIOV 30 ottobre
vendita biglietti

Durata dello spettacolo
1h 30' senza intervallo
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