Il dittico di mise en espace che il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ha realizzato nel luglio scorso nel Parco di Miramare nell’ambito del festival “Il Castello degli Spettacoli – Teatri a Teatro 2009”, coordinato e sostenuto dalla Provincia di Trieste è stato accolto da calorosi consensi.
Il progetto, che intendeva segnare un trait d’union con i temi cardine lungo i quali Antonio Calenda articola in generale l’attività artistica del Teatro, era incentrato sulla drammaturgia di Claudio Magris – intellettuale triestino con cui lo Stabile vanta un prezioso rapporto di collaborazione – e in particolare su due monologhi dai toni molto diversi, ma accomunati da una riflessione sulla solitudine e sull’amore.
Naturale, dunque, la scelta di dare all’iniziativa un seguito nella stagione invernale, riproponendo le letture nella raccolta cornice di Sala Bartoli.
Sarà Antonio Calenda – che quest’estate ha ricevuto il plauso di pubblico e critica anche in veste d’attore – a sostenere l’impegno interpretativo in entrambi i testi, il misterioso Il Conde e il brillante Le Voci che saranno presentati come parti di un unico appuntamento, ma in giornate alternate.
Il Conde raccoglie – sullo sfondo di atmosfere cupe – lo sfogo del marinaio che accompagna un inquietante “pescatore di cadaveri”: sopraffatto e deriso dal violento superiore, egli finisce per far assurgere a proprio ideale ed enigmatico oggetto d’amore una incantevole polena ripescata dai flutti.
Al centro de Le voci è invece un uomo introverso che si è isolato in un mondo popolato dalle voci femminili gentili e accattivanti delle segreterie telefoniche, che egli preferisce nettamente a quelle vere. Magris tratteggia con ironia la dialettica fra soave irrealtà e delusione del vero, incarnata da questo personaggio.