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| Introduzione di Antonio Calenda |
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Uno dei miei primi ricordi di teatro è legato all’arte incantevole dei Piccoli di Podrecca: vidi un loro spettacolo a Roma, da bambino, e le loro figure, la fantasia, il loro fascino segnarono profondamente il mio immaginario infantile... Sono stato felice - accettando la direzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia - di sapere che era stato proprio quest’ente a salvare, nel 1979, il prezioso, importantissimo patrimonio delle marionette di Vittorio Podrecca dal destino di rovina e silenzio, cui la generale negligenza le avrebbe condannate.
E l’attività che i Piccoli hanno svolto costantemente e con successo, nell’ambito del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, alternando la riproposta di spettacoli classici, a produzioni nuove e a fortunate tournée, conferma limpidamente il fascino che la loro arte continua a emanare; ci dimostra che il loro essere - come Podrecca voleva - “intessute di musica, di sostanza melodica e sinfonica, e mosse dal ritmo di vita e arte che ne emana” dona a queste creature e alla loro arte, una magia e una geniale originalità che nemmeno il tempo, i mutamenti del gusto e dei modi di fruizione, riescono a scalfire.
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Nei numeri del loro Varietà, ritornano il folklore dei Paesi conosciuti nel corso delle tournée, ma anche le sensazioni suscitate da mode e personaggi del tempo (i Beatles, Josephine Backer), e le impressioni legate a movimenti culturali come il futurismo, così chiaro nell’ispirazione di episodi come quello de I divisionisti e di Bill-Boll-Bull. Un feeling ‘corrisposto’ se pensiamo all’attenzione di Marinetti per le marionette, e alla centralità che esse ebbero nel pensiero di tanti teorici dell’arte novecentesca da Gordon Craig ad Oskar Schlemmer, a Mejerchol’d.
Ed il senso raro e assoluto del teatro che appartiene alle marionette di Podrecca, fa si che a quasi un secolo dalla loro nascita (avvenuta nel 1914) il loro incanto non sia ancora tramontato. I loro spettacoli ci sono richiesti da tutto il mondo: applauditi dai giovanissimi, catturati dal loro mondo poetico, surreale, come pure dal pubblico adulto, che ne apprezza la precisione e il virtuosismo e la meravigliosa essenza di musica e movimento che rende le marionette protagoniste di un mondo parallelo e metaforico, capace di partire dalla mimesi del reale, per superarne poi - in un gioco ironico e sorprendente - tutti i limiti.
La tournée in Israele che lo Stabile regionale si appresta a intraprendere con I Piccoli di Podrecca ha un rilevante significato: conferma una volta di più la grande attrazione suscitata dalle marionette, e ci conforta sulle scelte che fino ad oggi abbiamo sostenuto (la necessità di mantenere vivo il repertorio classico di Podrecca, e di far sì - tramite corsi di formazione che sono stati organizzati presso il nostro teatro - che l’arte e l’altissimo artigianato dei marionettisti non vada perduto e si perpetui presso le nuove generazioni. Inoltre questo viaggio offre al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia un’ulteriore occasione per portare all’estero - attraverso proprie produzioni - il nome e l’immagine della città di Trieste e della regione che rappresenta: un compito cui ci dedichiamo con impegno e orgoglio. |
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E resterà ovviamente compito dello Stabile, quello di assicurare a queste deliziose creature “di fili e armonie musicali” una perfetta conservazione e una funzionalità che consenta - come ci si propone - di organizzare una sempre più ampia programmazione spettacolare, per i Piccoli, rendendo le loro performances un appuntamento piacevole e costante, rivolto non esclusivamente agli spettatori più giovani e assicurando così tutela e vitalità al loro splendido repertorio.
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